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Albania: MIRUD, i suoi outfit e come disintegrare il maschilismo tossico

Parlerò ancora di MIRUD? Certamente. Non avrà vinto il Festivali i Këngës 59, ma sicuramente ha lasciato un segno indelebile nel mondo televisivo e musicale albanese (e kosovaro).

Cosa ha fatto di tanto importante? MIRUD si è semplicemente mostrato per quello che è, facendo cadere quel velo di ipocrisia che esiste nella società. Ha avuto il coraggio di provocare, di non usare filtri e di rendersi vulnerabile.

Vulnerabile ai tanti attacchi di colleghi, leoni da tastiera, omofobi ma anche membri della comunità LGBTIQ albanese, convinti che la sua performance fosse sbagliata, contro natura o più banalmente controproducente.

Ma andiamo con ordine. Ripercorriamo i tre outfit che MIRUD ha portato in scena nella sua Nëse Vdes.

Nella prima serata si presenta con abito (di ARCOS) che richiama ai costumi dei toreri. Non una novità assoluta nel mondo musicale, visto che è un tema tanto caro a Madonna. Colpisce invece la vistosa aquila rossa a due teste, simbolo sulla bandiera albanese, che appare sul suo bolero.

Al di là dell’outfit, ha immediatamente sollevato polemiche il fatto che la sua canzone in un certo senso richiamasse Me Tana di Elvana Gjata (seconda nel 2019) o le coreografie di Eleni Foureira. Sopratutto perché a creare uno spettacolo di questo genere fosse un uomo.

Nella seconda serata, quella dedicata alle versioni acustiche, MIRUD ci stupisce con un outfit bianco. La giacca damascata rimanda ai sovrani spagnoli dei secoli d’oro, con vistose maniche a sbuffo. Quello che colpisce sono anche dei pantaloni con apertura verticale che lasciano praticamente a vista l’interezza delle sue gambe.

Nella terza ed ultima serata torna il tema dei toreri, questa volta declinato con un pantalone rosso con una riga (un po’ in stile Carabiniere) che sottolinea ed esalta le gambe. La giacca (leggermente più lunga del bolero della prima serata) è rossa e rosa con inserti e ricami dorati.

Personalmente ho trovato il tutto molto creativo e sopratutto ho apprezzato il tentativo di scardinare la logica per la quale un uomo su un palco abbia solo scelte scontate per quanto riguarda l’abbigliamento. In un certo senso ricorda quello che Achille Lauro ha fatto a Sanremo 2020.

La coreografia, il suo muoversi sul palco, questi costumi poco canonici sono costati a MIRUD una lunga serie di commenti pesanti e offese, culminati da un indecente “ma sei uomo o donna?”.

In una diretta Instragram poco prima della finale, il cantante ci ha tenuto a ricordare chi è e che certamente non si farà scoraggiare da quattro poveracci:

I’m here, I’m queer and I’m not going anywhere.

MIRUD

Una citazione per lui, ma che sicuramente mostra in modo chiaro che non si lascia certo condizionare dai commenti. È contento di aver fatto quello che ha fatto. Penserà un giorno che tutto questo può aver aiutato i giovani ad essere realmente chi sono.

Ci sono tanti artisti LGBTIQ in Albania e Kosovo e lui è felice di aver aperto la strada a tanti, anche se è stato doloroso sentire tante critiche ed insulti.

È felice con l’organizzazione perché lo hanno lasciato libero di fare quello che voleva, non ci sono state censure e ha goduto del supporto anche degli altri partecipanti e dalla giuria.

Intervistato da Wiwibloggs ha aggiunto qualche altro dettaglio:

Dice di aver lavorato molto sulla sua musica durante il lockdown (a New York) e di essersi molto ispirato a Nexhmije Pagarusha, la più grande cantante e diva kosovara (tanto da essere considerata La Regina). Avesse poi vinto il Festivali i Këngës, avrebbe lasciato la sua canzone in albanese.

https://www.instagram.com/p/CJI6GzCg_yV/?utm_source=ig_web_copy_link

Poco prima della finale ci ha tenuto a ringraziare tutti per il supporto e per avergli cambiato la vita, per sempre.

Notiamo poi anche l’ironia e i riferimenti al mondo LGBTI nei suoi ultimi post su Instagram:

See you later tonight! May the best woman win.

MIRUD

In quel “may the best woman win” c’è un riferimento alle offese ricevute (che lo ritengono una donna), al fatto che probabilmente il FiK lo avrebbe vinto una donna (era abbastanza evidente) e anche un richiamo al celebre augurio di RuPaul nel suo show RuPaul’s Drag Race.

https://www.youtube.com/watch?v=sTzfrgwuz0g

A caldo, dopo la conclusione del festival, MIRUD su Instagram ha nuovamente ringraziato tutti, si è complimentato con i colleghi e ha fatto qualche considerazione interessante:

Ho partecipato a questo show perché per buona parte della mia vita mi sono sentito INVISIBILE per la comunità albanese e mi sono esibito sapendo quello che vuol dire. A tutti quelli che si sentono invisibili e senza voce, voglio dire che io vi sento e vi vedo. Avete tutto il mio supporto. Continuerò a battermi per voi, continuerò a battermi per NOI. Non ternerò mai più al FiK ma spero che questa esperienza possa aver dato a qualcuno la forza di alzarsi e continuare a battersi per qualcosa di giusto. Mi prenderò tutti gli attacchi e la negatività che serve, sapendo che voi siete sicuri e che un cambiamento è stato fatto. Always and forever: MIRUD. 💜 🏳️‍🌈

Chiude la porta ad un suo rientro al FiK quindi, ma il segno indelebile è stato lasciato: una bella picconata al maschilismo tossico.

Grazie MIRUD dal profondo del mio (del nostro) cuore. E come direbbe RuPaul…

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