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American Song Contest: la prima eliminatoria, cosa ha funzionato e cosa no

Lunedì 21 marzo è andata in onda la prima puntata eliminatoria di American Song Contest, l’attesa versione americana di Eurovision Song Contest. Noi lo abbiamo visto per voi e cerchiamo di capire cosa ha funzionato e cosa no.

In generale ci ha lasciato tutto un po’ perplessi. Il format lo conosciamo a menadito ma forse non sia troppo abituati a ritmi e costumi degli show americani. Quindi in una parola sola…

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La conduzione è tra lo svagato e lo svaccato, con le urla continue di Kelly Clarkson che sembra essere appena arrivata da una puntata di Top of The Pops. Il suo entusiasmo iniziale piace, ma dopo 10 minuti diventa insopportabile.

Facciamo le pause

Per chi non avesse mai visto uno show americano negli Stati Uniti stiamo per rivelare un segreto che probabilmente farà rivalutare le tv commerciali italiane. La quantità di pubblicità infilata nella prima puntata di American Song Contest è ai limiti della denuncia. C’è stata una interruzione dopo ogni esibizione, di fatto spezzando continuamente il ritmo.

Per andare e rientrare dalla pubblicità sono stati inseriti recap e preview delle esibizioni, chiacchiere e quiz dalla green room, improbabili sketch tra i conduttori. Per chi come me già non è amante degli show con così tanto spazio ai conduttori, anche Amadeus è sembrato un campione del ritmo forsennato.

Canta che ti passa

A livello musicale bisogna ammettere che c’è stata davvero tanta varietà di generi, anche se forse nulla di veramente outstanding (almeno per questa puntata). Da notare il K-pop d AleXa, proposta davvero interessante.


Nota negativa invece per la super star Michael Bolton con la sua “Beautiful World”, vecchia e stanca.

3 saranno le canzoni che passeranno al turno successivo e saranno decretate oggi 24 marzo dal voto del pubblico. La quarta qualificata è già nota ed è “Held on too long” di Hueston, decisa da un panel di 56 giurati.

Il sogno americano

Vedere questo show con occhio europeo aiuta anche a capire le differenze tra i vari Stati e territori, mette maggiormente in luce il mix di nazionalità e provenienze che caratterizza la popolazione statunitense e ci fa spesso scoprire angoli e tradizioni di questo paese a noi sconosciute (ed in alcuni casi forse tali avrebbero dovuto rimanere). Non è chiaro se anche il pubblico americano possa cogliere ed apprezzare questo elemento.

Voto finale?

Dopo una sola puntata è difficile determinare se questo show è da salvare o meno. Gli ascolti lo inchioderebbero, ma è anche vero che ha ancora bisogno di rodarsi. Mi potrò sbilanciare nelle prossime settimane.

Volete vedere American Song Contest? È stranamente disponibile senza geoblocco (ma con commento in spagnolo) su Rtve play.