Foto: Henri Doyen

Belgio: Jérémie Makiese tra la fragilità della musica e la mascolinità (tossica) del calcio

In una recente intervista rilasciata al magazine di SudInfo.be, Jérémie Makiese parla del suo dilemma tra l’essere cantante e/o calciatore.

Nel raccontare i suoi primi passi nel mondo della musica e dello spettacolo, il rappresentante belga all’Eurovision Song Contest torna a parlare di cosa l’abbia spinto a concentrarsi più sul canto rispetto al calcio.

Sono portiere di riserva nell’Excelsior Virton, amo difendere, prendere la palla, è come proteggere una persona. Ho sempre amato farlo. Ma il fatto di saper cantare, mentalmente è sempre stato difficile da gestire perché si dice che i cantanti sono fragili, sensibili. L’avermi messo in questa categoria mi dava fastidio, perché contestualmente mi veniva impedito di giocare a calcio.

Jérémie Makiese

L’intervistatore si chiede dunque perché un calciatore non possa essere sensibile o fragile.

Agli occhi del pubblico, quando canti, esponi questo lato sensibile. Ogni disciplina ha il suo modo di reagire: uno sportivo lo farà in modo più discreto rispetto ad un cantante, che invece mostrerà pubblicamente le sue fragilità.

Jérémie Makiese

Certamente Jérémie non ci dice nulla di nuovo. Quello che invece stupisce è come il ventunenne belga accetti passivamente che questo modo di pensare sia giustificato.

Pur riconoscendo di sentirsi come una spugna che assorbe ogni input ed emozione, si sente un “calciatore” che sa come raccogliere tutte queste emozioni.

Zingende keeper Jérémie Makiese hoopt op 'douze points': "Zonder corona was  hij nooit doorgebroken als zanger” | Foto | hln.be
Foto: Bertrand Lefebvre

Nell’intervista traspare quanto il cantante in realtà non sia disposto e non voglia rinunciare al sogno di diventare portiere professionista nella massima divisione. Finché potrà permetterselo, continuerà con le due carriere in parallelo.

Lasciate da parte queste sue affermazioni da cripto-maschio tossico, nell’intervista ci si sofferma come lui sia il primo rappresentate di colore per il Belgio all’Eurovision Song Contest.

Con la mia vittoria a “The Voice” trovo che si sia generato un “movimento”. Noto come già quest’anno nella trasmissione ci sia un aumento dei partecipanti di colore. Trovo che anche nel paese, in Belgio, esista questo movimento e questo fenomeno culturale. E la mia canzone “Miss You” in parte incarna questi valori. Ci possiamo trovare un mix di stili e di culture, ed il Belgio è un mix di stili e di culture.

Jérémie Makiese

Fonte: sudinfo.be