• Home
  • Eurovision
  • Unisciti a noi
  • About

Eurovision: quando ospitare l’evento diventa una sfida

C’è voluta una pandemia per cancellare un’edizione dell’Eurovision Song Contest per la prima volta in ben 65 anni. Ma non è la prima volta che la realizzazione dell’evento viene messa a rischio. Diamo uno sguardo alle volte in cui l’Eurovision ha incontrato, nella sua lunga storia, ostacoli e polemiche che ne hanno minacciato la realizzazione.

I primi anni

Partiamo dall’anno in cui è nato l’Eurovision Song Contest, il 1956. La prima edizione si tenne a Lugano, in Svizzera. Quell’anno vinse proprio la Svizzera con Lys Assia, ma gli elvetici si rifiutarono di ospitare di nuovo l’evento nel 1957. Così partì la ricerca di una nuova rete nazionale disponibile a promuovere e a trasmettere l’evento. La rete tedesca HR avanzò la disponibilità ad ospitare il contest l’anno successivo a Francoforte sul Meno. Il pericolo di far saltare il contest già alla nascita, fu scampato.

Lys Assia prima vincitrice Eurovision
primo paese a vincere eurovision
© Eurovision.tv

Nel 1958 per la prima volta ad ospitare l’evento fu la nazione vincitrice dell’anno precedente, i Paesi Bassi. Nel 1959 però gli Olandesi fecero doppietta, ma non erano pronti a ospitare di nuovo a distanza di solo un anno. Così l’EBU chiese ai secondi classificati, il Regno Unito, di ospitare l’Eurovision. La BBC accettò, portando il contest nel 1960 per la prima volta in terra inglese.

Non fu un problema per la Francia ospitare l’evento a distanza di pochi anni, precisamente nel 1959 e nel 1961. Ma quando vinsero per la terza volta nel 1962, la rete francese si tirò indietro, definendo troppo gravoso l’impegno di ospitare 3 contest in soli 5 anni. Venne allora di nuovo in soccorso il Regno Unito, che ospitò l’evento nel 1963.

4 vincitori in una sola volta

Nel 1969 ci fu un evento che scatenò non poche polemiche: la vittoria di ben 4 paesi. Si pensò persino di cancellare l’evento per evitare che accadesse di nuovo. Le polemiche sul sistema di votazione portarono alla rinuncia di Svezia, Finlandia, Norvegia e Portogallo. Tra i 4 vincitori, Spagna e Regno Unito si tirarono indietro nella corsa ad ospitare nuovamente l’evento, già organizzato da loro nei 2 anni precedenti. Così ci fu la corsa a due tra Francia e Paesi Bassi. Ala fine, tramite un’incontro con l’EBU, i francesi rinunciarono, lasciando il posto ai Paesi Bassi.

L’incredibile accaduto spinse i vertici a cambiare il sistema di votazione per evitare ancora spiacevoli situazioni, tra cui quella eclatante dei 4 vincitori. Il nuovo sistema diede nuova credibilità al contest, facendo ritornare in gara i paesi che si erano ritirati.

Monaco, ma dove?

Un nuovo problema si presentò quando a vincere fu il paese più piccolo tra tutti i partecipanti: Monaco. Il paese fu invitato ad ospitare l’evento nel 1972, ma il paese declinò.

All’inizo la rete nazionale, Radio Monte-Carlo, avrebbe voluto ospitare l’evento, ma con l’aiuto della rete francese. Questa avrebbe accettato solo se il contest si fosse realizzato in territorio francese. Si cercò in fretta un accordo ed una location dove ospitare l’Eurovision, ma la corsa fu vana e Monaco si dichiarò impossibilitato ad ospitare il contest. Anche il secondo e terzo classificato, Spagna e Germania si resero non disponibili ad ospitare la gara. Così l’EBU promosse una chiamata per cercare volontari disponibili. Indovinate un pò? Ancora una volta la BBC arrivò in soccorso per ospitare l’edizione di quell’anno.

Dopo Monaco, un’altro microstato: Lussemburgo

Il problema si ripresentò l’anno successivo. Nel 1972 il contest fu vinto da un’altro microstato: il Lussemburgo. Nel 1973 il contest si tenne normalmente nel piccolo stato, ma la seconda vittoria in due anni creò dei problemi alla rete nazionale lussemburghese, che per motivi finanziari rinunciò ad ospitare due volte di seguito il contest. L’EBU si ritrovò a cercare ancora una volta un paese disponibile ed ancora una volta trovò il Regno Unito. L’edizione del 1974 fu salva, e grazie a quella tutto il mondo poté conoscere il mitico gruppo degli ABBA.

E come se non bastasse, anche uno sciopero!

Nel 1977 ci fu uno sciopero da parte dei camera-men e tecnici della BBC. Il caos creatosi fece slittare l’evento di ben 5 settimane e non permise di creare le famose “cartoline”.

L’anniversario in fretta e furia

Israele vinse due volte di seguito il contest, nel 1978 e nel 1979. Come Lussemburgo, anche Israele rinunciò ad organizzare l’evento per due anni di seguito. Nel 1980 quindi l’Eurovision era di nuovo a rischio, e questa volta non c’era neanche la BBC a salvare la baracca. Dopo 7 mesi di ricerca, alla fine la rete olandese NOS accettò di ospitare l’evento.

Nel 1980 ci fu l’anniversario del 25esimo dalla nascita del contest, ma i preparativi iniziarono solo alla fine del mese di novembre dell’anno precedente. Ci fu una vera corsa contro il tempo. Gli organizzatori furono costretti a riutilizzare lo stesso stage usato per l’edizione del 1976. La data dell’evento, inoltre, coincideva con l’anniversario della Giornata del Ricordo di Israele, che per tale motivo decise di non partecipare, diventando il primo paese vincitore a non ospitare e nemmeno partecipare all’edizione dell’anno successivo.

Il miracolo irlandese

L’irlanda ha vinto ben 5 volte in 10 anni, di cui 3 vittorie avvennero di seguito: nel 1992, nel 1993 e nel 1994. Alla sua settima vittoria, nel 1996, ci fu il dubbio che il paese non potesse ospitare così tante volte in pochi anni l’evento. Ma la rete nazionale irlandese RTÉ riusci ad ospitare per la quarta volta di seguito in 5 anni il contest senza particolari problemi. Un record imbattuto, di cui gli irlandesi vanno ancora particolarmente fieri.

The show must go on

Ci sono stati eventi nel corso degli anni che hanno minacciato o quantomeno posto dei dubbi sulla realizzazione o meno dell’evento.
Ad una settimana dall’edizione del 1986 ci fu il terribile disastro di Chernobyl. La stampa iniziò allora ad ipotizzare ad un rinvio, se non ad un annullamento dello show, ma i preparativi erano ormai terminati e le prove era già state fatte, così si decise di trasmettere comunque l’Eurovision Song Contest di quell’anno.

Nel 1991, anno che vide l’Italia ad ospitare il contest musicale, inizialmente era stata scelta la città di Sanremo per ospitare l’Eurovision. All’ultimo minuto però, la RAI decise di trasferire il tutto a Roma, ma sia l’EBU che Sanremo insistettero per lasciare il contest nella città ligure. Alla fine si crearono ritardi e intoppi logistici per trasferire il tutto da Sanremo alla capitale. A peggiorare le cose, in un’edizione tutt’altro che impeccabile, ci fu il pareggio nella votazione tra Francia e Svezia. Alla fine fu deciso in diretta di dare la vittoria al paese scandinavo.

Eurovision 1991
© RAI

Nel 2012, l’Azerbaijan ospitò l’Eurovision Song Contest alla Baku Crystal Hall, un’arena appositamente costruita per l’evento. Ma la maestosità dell’arena fece sorgere non pochi dubbi sul fatto che questa potesse essere completata in tempo per l’evento. La passerella principale fu realizzata soltanto una settimana prima dello show. Alla fine gli azeri riuscirono a consegnare l’arena operativa giusto in tempo per realizzare il contest.

La cancellazione dell’Eurovision Song Contest 2020

Come ben sappiamo, l’Eurovision Song Contest 2020 è stato cancellato.
I rischi erano troppo alti e gli spostamenti e le restrittive norme sanitarie hanno reso impossibile organizzare l’evento.

Lo spirito eurovisivo è stato tenuto vivo da tre eventi speciali: Eurovision Song Celebration, in sostituzione delle due semifinali del 12 e 14 maggio, e Eurovision: Europe Shine A Light, l’evento celebrativo che ha sostituito la finale del 16 maggio.

L’anno prossimo ad ospitare il contest sarà sempre la città di Rotterdam. Speriamo che tutto vada bene (o che perlomeno si trovi in tempo un’ alternativa adatta che non mandi in fumo mesi di lavoro) e che venga reso possibile l’attuarsi della gara.

Fonte: Eurovision.tv

error: