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Eurovision 2020: è arrivato il momento di parlare del suo rinvio?

Gli eurofan continuano a parlare di quella o quell’altra canzone, di quale è più bella per loro e di quelle che odiano, proseguono a spammare in ogni dove le loro classifiche ed a commentare i vari revamp che i vari paesi ogni giorno sfornano nel tentativo che piacciano ai fan, si parla di cerimonie d’apertura, eurovillage e località che ospiteranno i vari eventi.

Ma è ancora giusto continuare a parlare di tutto questo in questi ultimi giorni? Forse si, perchè in molti paesi l’emergenza Coronavirus viene ancora vista da lontano, c’è chi la sottovaluta, chi non se ne preoccupa perché è ancora un problema di altri e chi pensa ancora che l’Eurovision Song Contest a maggio si terrà regolarmente (probabilmente sognando…).

Pensiamo sinceramente che sia arrivato il momento di mettere in chiaro la situazione quanto prima, al momento in Italia, in Europa ed in tutto il mondo le priorità sono ben altre. Ha quindi ancora senso tergiversare? Lasciare che tutto scorra come sempre quando ci sono paesi come il nostro che sono nell’emergenza più totale? E che piaccia o no ben presto moltissimi paesi dovranno fronteggiare alla pari questo “nuovo” nemico dell’umanità?

Il Produttore Esecutivo dell’evento Sietse Bakker, nella riunione delle delegazioni tenutasi proprio nei Paesi Bassi lunedì (ed a cui molte delegazioni non hanno potuto/voluto partecipare proprio per il coronavirus), ha dichiarato che si sta monitorando la situazione e che la possibilità di svolgere l’Eurovision Song Contest a porte chiuse non ha molto senso, in quanto si smonterebbe completamente l’essenza stessa dell’ESC (e noi concordiamo con lui).

E’ però ora che l’EBU faccia chiarezza definitivamente sul destino che l’Eurovision Song Contest avrà, visto quanto sta succedendo con i maggiori eventi sportivi mondiali come gli Europei di Calcio, i Mondiali di Pattinaggio Artistico o il Giro d’Italia.

In tanti di voi (e anche noi) abbiamo affrontato spese di viaggio per poter assistere all’evento e vogliamo giustamente capire se e come chiedere rimborsi e dirottare le stesse risorse su altre priorità che ora sono ben più stringenti. La sicurezza del pubblico, degli artisti, degli addetti ai lavori deve essere la priorità numero uno in questo momento.

Noi tutti ci auguriamo che la nostra festa (l’Eurovision ovviamente) si terrà. Che sia a maggio (in tutta sicurezza), a luglio, a settembre o a natale non importa, a porte aperte, semi-aperte, chiuse…ma lo si dica! E’ arrivato il momento.

Un affettuoso (ma distante) abbraccio a tutti gli eurofan da noi di Eurovision IN.

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