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Alla Nestlé, creatrice e proprietaria del marchio Nescafé, non “irrita” che le due parole “Open Up” — usate a fine anni ’90 per vendere il nuovo caffè istantaneo Nescafé — siano diventate lo slogan dell’Eurovision Song Contest 2020 di Rotterdam.

Proprio come per il prossimo contest europeo, anche la campagna Nescafé “Open Up” del 1999 era incentrata sulla connessione.

La portavoce Judy Zwinkels della multinazionale svizzera dubita che ci sia ancora del copyright sullo slogan Open Up:

“Probabilmente non più, perché è una campagna abbastanza vecchia. Ma anche se ci fosse, la Nestlé non intraprenderà assolutamente azioni legali contro l’Eurovision Song Contest. Ci sentiamo onorati del fatto che la nostra campagna sia apparentemente ancora nella mente delle persone, è un complimento”.

Quasi tutti i 30enni conoscono, o almeno si ricordano, la campagna Nescafé usata tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000. Persone di diverse culture, ceto sociale e orientamento sessuale hanno bevuto insieme il caffè all’interno di questo nuovo (e rivoluzionario per il tempo) spot televisivo, mentre la voce sensuale dell’artista cinese Shunza cantava: “Open Up, Open Up, Nescafé. Open Up, Open Up”.

L’accoglienza del nuovo slogan eurovisivo

Open Up è stato presentato la scorsa settimana ed è stato generalmente accolto positivamente sia dal pubblico olandese, che da quello europeo. 

Ma non è sempre andata così bene agli slogan delle scorse edizioni.

Nel 2017, per esempio, l’Ucraina è stata accusata dalla vicina Russia di aver istituito lo slogan di quell’anno — “Celebrate Diversity” — solo per “immagine”. Alla partecipante russa Yulia Samoylova infatti, che vive costretta su una sedia a rotelle a causa di una paralisi, non è stato permesso di entrare in Ucraina. Secondo l’Ucraina, questo rifiuto non aveva nulla a che fare con la sua disabilità, bensì con il fatto che Yulia si fosse esibita in Crimea, occupata dall’esercito russo, tempo prima.

Fonte: AD.nl

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