Eurovision 2022: fuoco alle polveri! La battaglia (politica) per ospitare l’Eurovision ha inizio

Ora che la lista delle città candidate ad ospitare l’Eurovision 2022 è completa, la vera battaglia ha inizio. Tra candidature improbabili, outsider imprevisti e proposte scontate, nella selva dei nomi proposti irrompe anche l’incognita politica. Perché si sa, in Italia prima o poi la politica c’entra sempre.

Potete rivedere i requisiti delle città che si sono candidate ad ospitare l’evento qui, nel nostro articolo relativo al bando di gara della RAI.

L’Aeroporto

A conti fatti, la presenza di un aeroporto internazionale entro 90 minuti dalla location scelta è forse la condizione più facile da realizzare in Italia. Con tutti i piccoli aeroporti che esistono, sparsi sul nostro territorio nazionale, viene anzi da chiedersi in quale luogo si debba andare per non essere a un’ora e mezza di strada da un aeroporto.

Gli Hotel

L’Italia è tutta una grande meta turistica, e di certo sul nostro territorio non sono gli hotel a mancare. Anche in questo caso, è molto facile che una città di dimensioni medio-piccole, con una minima vocazione turistica, possa rientrare nei parametri EBU per la capacità ricettiva richiesta.

L’Arena

Se aeroporti e stanze d’albergo non sono un problema, è invece sull’arena in cui ospitare l’evento che andranno a schiantarsi i sogni di gloria di tanti centri minori, nei quali non si trovano strutture adeguate. A conti fatti serve un’arena capace di ospitare almeno 11.500 spettatori in condizioni normali, per avere una capienza di almeno 8.000 durante l’Eurovision. E di arene così grandi, in Italia, ce ne sono davvero poche.

Foto: EBU

Analizziamo ora una per una le varie candidature. Cliccate sui nomi delle città per aprire la pagina ufficiale di Wikipedia di ciascuna di esse.

Acireale (Catania)

Apre la sfilata delle città candidate il centro siciliano, che potrebbe ospitare l’Eurovision al Pala Tupparello, il centro sportivo locale capace di ospitare fino a 8.500 spettatori. Troppo piccolo per i parametri dell’EBU. Questo già di per sé basterebbe a eliminare Acireale dalla corsa, a meno che non salti fuori un’altra location adatta. In quanto a capacità ricettiva e presenza dell’aeroporto entro 90 minuti, almeno questi criteri sembrerebbero rispettati.

Alessandria

Dalla Sicilia al Piemonte. E’ tuttavia risibile l’eventualità di ospitare un evento grande come l’Eurovision al Pala Cima di Alessandria, che altro non è che un palazzetto dello sport come tanti altri. Anche in questo caso, la città sembra fuori dai giochi.

Bertinoro (Forlì e Cesena)

Una candidatura che sembra quasi una provocazione, quella di Bertinoro, che vorrebbe ospitare l’evento assieme a Forlì e Cesena. Anche in questo caso l’arena prescelta, che si troverebbe a Forlì, avrebbe una capienza massima attorno agli 8.000 posti, insufficienti per soddisfare le richieste dell’EBU. Inoltre, la distanza di quasi 20 km tra sala stampa e arena renderebbe il tutto logisticamente molto complicato.

Bologna

L’Unipol Arena di Casalecchio di Reno è la struttura più grande d’Italia, con una capienza di 18.800 posti. Le dimensioni maggiori rispetto al minimo richiesto potrebbero anche permettere di alloggiare nello stesso complesso sala stampa e locali tecnici. La città avrebbe tutte le carte in regola per ospitare l’evento e ci aspettiamo che sia una delle protagoniste di questa gara.

Firenze

Di certo la scelta di Firenze sarebbe molto suggestiva, sia per gli italiani sia per gli ospiti stranieri. Purtroppo, anche in questo caso il Nelson Mandela Forum non ha una capienza adeguata, aggirandosi anch’esso attorno agli 8.000 posti disponibili. Siamo certi che, se l’Arena di Firenze fosse adeguata come dimensioni, la candidatura del capoluogo toscano sarebbe una delle più forti.

Genova

Anche nel caso del capoluogo Ligure, la capienza dell’arena sembra essere il problema principale. Tuttavia, questa candidatura presenta ulteriori problemi in quanto la città di Genova, per quanto bella e suggestiva, è forse tra le più difficili da raggiungere in automobile.

Jesolo (Venezia)

Con una capienza di circa 4.000 persone, il palazzetto dello sport di Jesolo è decisamente troppo piccolo per ospitare un evento simile. L’altra area proposta dal comune veneto sarebbe invece all’aperto, e per poterla utilizzare sarebbe necessario progettare e costruire una copertura che rispetti i requisiti richiesti, nonché un impianto di condizionamento. A meno di grandi sorprese, è improbabile che la candidatura di Jesolo possa avere alcun esito.

Matera

La città già capitale europea della cultura punta a continuare a rimanere sul palco delle città più in vista d’Europa con questa candidatura. Purtroppo per Matera e i Materani, però, anche questa rischia di rimanere una candidatura senza prospettive. Con la bocciatura del progetto del Teatro Tenda a Borgo Venusio, infatti, è scomparsa la prospettiva dell’unica struttura che forse avrebbe potuto ospitare l’evento. L’unica alternativa sembra essere la Cava del Sole, che però è uno spazio all’aperto, e andrebbe quindi a sua volta chiuso e dotato di impianto di condizionamento.

Milano

Il discorso per Milano è piuttosto complesso. La città infatti potrebbe puntare su due strutture per l’Eurovision. La prima è il Forum di Assago, la cui capienza sarebbe adeguata, ma la cui altezza non sarebbe l’ideale per l’evento. Infatti, l’altezza minima richiesta all’interno di 18 m non sarebbe rispettata, in quanto il forum raggiunge un’altezza massima di 16,5 metri. La seconda proposta del capoluogo lombardo sarebbe il Palazzo delle Scintille, già usato in passato dalla Fiera Campionaria e ai tempi d’oro dell’Olimpia Basket. Il salone a volta del palazzo potrebbe ospitare comodamente il palco, ma restano dubbi sulla capienza che potrebbe avere una volta completati i lavori. Inoltre, la realizzazione da zero di tutte le strutture necessarie al suo interno potrebbe far lievitare notevolmente i costi. La volta del tetto, poi, costruita principalmente in vetro, potrebbe non avere i requisiti di resistenza necessari per appendere carichi. Se da una parte la candidatura di Milano sarebbe ideale da un punto di vista logistico e di accoglienza, rimangono dunque svariati dubbi sulla fattibilità dell’evento nelle strutture attualmente presenti nella città.

Palazzolo Acreide (Siracusa)

La cittadina in provincia di Siracusa non sembra avere gli spazi necessari per ospitare l’evento, ma nelle parole di sindaco e vicesindaco i toni sono molto ottimisti. Il comune siciliano sembrerebbe intenzionato a presentare un piano molto dettagliato e corposo, che coinvolgerebbe tutti i comuni della zona montana e della provincia. Tuttavia, questa come molte altre candidature di comuni medio-piccoli appare come una boutade che quasi certamente non avrà successo.

Pesaro

Le Marche sono una di quelle regioni che spesso vengono dimenticate da tutti, e che assai di rado salgono agli onori delle cronache. Per questo motivo, la candidatura di Pesaro potrebbe far sorridere. Tuttavia, per chi non lo sapesse, Pesaro ha un’antica vocazione musicale, è la città natale di Gioacchino Rossini, ed il conservatorio cittadino è tra i più importanti d’Italia. Inoltre, proprio a Pesaro si trova la Vitifrigo Arena, terza per dimensioni in Italia e con una capacità di quasi 13.500 persone per i concerti. L’arena ha tutte le carte in regola per ospitare l’evento, ed essendo nella zona periferica della città, ma molto vicina agli svincoli dell’autostrada, ha ottime possibilità di espansione all’esterno nel caso in cui servissero strutture aggiuntive. Pesaro dunque potrebbe essere l’outsider che nessuno si aspetta, e anche se con poche possibilità di vittoria, avrebbe tutte le carte in regola per giocarsi l’assegnazione con realtà molto maggiori, come Torino e Bologna.

Rimini

Rimanendo sulla costa adriatica, la città regina delle vacanze estive, Rimini, ha deciso di prendere parte alla competizione e lo fa proponendo come location l’area fiera. Se dal punto di vista delle dimensioni la zona potrebbe anche avere una capienza sufficiente, molti dubbi rimangono invece sulla struttura dell’edificio e la sua adeguatezza tecnica. La candidatura di Rimini pare dunque essere in bilico e dovrà essere supportata da un ottimo progetto per essere presa in seria considerazione.

Roma

La candidatura di Roma sembra doverosa, visto che è la capitale d’Italia. Tuttavia, tutto il prestigio e la storia di Roma non possono supplire a un’arena, il palazzo dello sport, che non ha la capienza adeguata secondo i criteri dell’EBU. L’edificio in sé non è all’altezza dei rivali, quanto a struttura e logistica, e probabilmente richiederebbe almeno una bella rimodernata. E’ comprensibile la voglia di Roma di rifarsi da un’organizzazione disastrosa nel lontano 1991, ma probabilmente la capitale dovrà attendere ancora prima di poter fare ammenda per quanto accaduto “allora”.

Sanremo (Imperia)

Probabilmente ai Sanremesi ancora brucia che nel lontano 1991, a poche settimane dall’evento che doveva essere ospitato nella Città dei Fiori, l’EBU e la RAI abbiano optato per trasferire l’organizzazione a Roma per motivi di sicurezza. Sanremo, sede del Festival della Canzone Italiana, ha sempre vantato una tradizione canora importantissima e, se fosse presente una arena di dimensioni sufficienti, potrebbe essere un’ottima candidatura. Purtroppo, l’unico spazio per concerti utilizzabile in città è il teatro Ariston, che può contenere fino a 4.000 persone, mentre il Palafiori ha una struttura a stanze che non consentirebbe di organizzare un grande evento al suo interno. Diciamo che questa è più che altro una candidatura autocelebrativa.

Trieste

Stando alla stampa e alle radio locali, il comune di Trieste avrebbe presentato la candidatura “per non perdere questa possibilità” ma senza essere pienamente consapevole dei requisiti necessari. Sarebbero infatti in dubbio, oltre alla presenza di un’arena sufficientemente grande (il PalaTrieste può ospitare circa 7.000 persone) la stessa offerta alberghiera cittadina, nonché l’esistenza di una struttura adeguata per la sala stampa. Forse sarebbe stato il caso di informarsi prima sui requisiti necessari, perché alla luce di questi ostacoli sembra che la corsa di Trieste sia destinata a finire sul nascere.

Torino

La RAI non ha fatto segreto della propria predilezione per Torino, negli ultimi mesi, come location d’elezione per l’Eurovision. Il Palasport Olimpico della città è la seconda struttura per dimensioni d’Italia, ed è anche una delle più nuove. Da un punto di vista estetico, è forse l’edificio migliore che abbiamo per una manifestazione come l’Eurovision. I suoi detrattori sostengono che la colorazione interna bianca, però, possa essere troppo chiara e riflettere eccessivamente le luci della serata, minando l’atmosfera dell’evento. Fatto sta, comunque, che fino ad ora tutte le strade sembrano portare a Torino.

Viterbo

Con il Pala Malé come maggiore struttura per concerti in città, e una capienza di appena 2.200 posti a sedere, la candidatura di Viterbo sembra tutt’altro che seria. La città dovrà sforzarsi molto per trovare un’altra location adeguata da inserire nel proprio progetto, se desidera portare nuovamente nel Lazio l’Eurovision.

Collage: EIN

Incognite politiche

Come è facile notare, molte città che si sono candidate non hanno i requisiti per ospitare l’Eurovision. Ma allora perché lo hanno fatto?

Ecco che entra in campo la politica.

Ad Ottobre in Italia si voterà per eleggere la maggior parte dei consigli comunali. Molti sindaci e assessori rischiano di perdere la poltrona, cedendola magari all’opposizione. La campagna elettorale incombe, e i primi cittadini fremono per dimostrare di aver avuto sempre a cuore la città che hanno amministrato. E quale migliore occasione che far competere il proprio comune, magari piccolo e dimenticato, con le grandi d’Italia per ospitare un evento internazionale? Anche se le possibilità di vittoria sono scarse, o nulle, il Sindaco in questione avrà regalato ai suoi cittadini un bel sogno e potrà sperare di ricavarne dei voti poi.

Ma attenzione, perché la politica può anche essere d’intralcio ad alcune città ed avvantaggiarne altre.

Ed ecco che, a causa delle elezioni ad ottobre, l’EBU potrebbe decidere di rimandare la decisione fino all’ultimo minuto, a novembre, lasciando quindi a chiunque verrà selezionato un lasso di tempo molto breve per mettere in atto il proprio piano. D’altronde, i preparativi potrebbero comunque subire una battuta d’arresto o delle pesanti modifiche se, in corso d’opera, dovesse cambiare la giunta comunale della città ospitante, magari con una giunta di segno politico opposto.

Per non parlare del fatto, poi, che l’EBU potrebbe non voler assegnare il concorso a un comune la cui giunta è a rischio di non essere rieletta, poiché potrebbe essere visto come un tentativo di interferire con la politica locale.

Il vantaggio inaspettato di Pesaro e Rimini

In mezzo a tutto questo marasma politico, si riaffacciano dunque a sorpresa i nomi di quelle città che invece non andranno ad elezioni in autunno, e che quindi potrebbero garantire una continuità di progetto ininterrotta per l’Eurovision Song Contest. In particolare, spiccano Rimini e Pesaro che, per assurdo, potrebbero avvantaggiarsi nella corsa. L’EBU infatti, optando per una di queste città, potrebbe contare su svariati mesi in più per l’organizzazione e non dovrebbe preoccuparsi di questioni politiche.

E voi cosa ne pensate? Quali città hanno secondo voi le possibilità più concrete di ottenere l’assegnazione del concorso? E quanto possono influire le elezioni sulla scelta? Fatecelo sapere nei commenti!

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