Foto: Eugenio in via di gioia

Eurovision 2022: gli Eugenio in Via Di Gioia sempre più testimonial torinesi

Cantavano “Thanks Måneskin, Eurovision in Turin” e invocavano l’arrivo di Chiara Ferragni al Musei Egizi. La scorsa settimana i grandi protagonisti del Museo Egizio di Torino sono stati gli Eugenio in Via Di Gioia con il loro inno non ufficiale di Eurovision 2022.

Per un gruppo di pochi fortunati si è trattato di una serata speciale. Una visita guidata, un concerto esclusivo ed il classico meet and greet con la band del cuore.

Questo è il risultato di una collaborazione tra la band ed il Museo Egizio, tradotto in un voucher “esperienza” che fa parte del merchandising immateriale degli Eugenio in Via Di Gioia.

Abbiamo voluto realizzare una riconversione del nostro shop online con idee regalo che possano generare emozioni e valorizzare il nostro territorio, creando una rete di relazioni piuttosto che alimentare ulteriormente il consumo di prodotti materiali non condivisibili e destinati ad esaurirsi.

Eugenio in Via Di Gioia

Dieci anni fa abbiamo iniziato la nostra carriera suonando per strada, davanti al Museo Egizio. Adesso il concerto l’abbiamo fatto nella Galleria dei Re per cento fan, e tra faraoni, specchi e luci soffuse, è stata un’esperienza incredibile.

Eugenio in Via Di Gioia

La visita guidata si è svolta quasi come una gita scolastica. I cento fan sono stati divisi in 4 gruppi da 25, accompagnato cadauno da una guida del museo ed uno dei quattro membri della band: Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia e Lorenzo Federici.

È stato bello accogliere i fan e andare insieme a visitare i reperti accompagnati dalle guide, ci siamo sentiti un po’ come in gita scolastica. Come se fossimo quattro classi, la A, B, C e D, che alla fine si sono ricongiunte per il concerto finale.

Eugenio in Via Di Gioia

Hanno quindi suonato “Eurovision in Turin”; “Prima di tutto ho inventato me stesso” durante la quale Eugenio come nel loro video ha risolto il cubo di Rubik; “Lettera al prossimo”; “Obiezione”; “Umano” e “Altrove”.

Fonte: Corriere Torino, La Stampa