Foto: Viterbo Turismo

Eurovision 2022: la candidatura approssimativa di Viterbo

Tra le 17 città candidate ad ospitare l’Eurovision Song Contest 2022 c’è anche Viterbo. La capitale della Tuscia ha presentato un dossier incompleto e fortemente criticato dalla stampa locale.

L’assessora allo Sviluppo Economico e Attività Produttive del Comune di Viterbo, Alessia Mancini, si dice molto entusiasta di questa candidatura.

La nostra città accanto a delle metropoli, una sfida versione Davide contro Golia. Appena è uscito il bando ci siamo sentiti con l’assessore de Carolis e abbiamo deciso di provarci. E’ un impegno che richiede grandissimi sforzi, ma apre ad innumerevoli possibilità anche soltanto l’essere candidati.

Alessia Mancini

La Mancini è convinta della bontà della proposta viterbese e scomoda vincitori di Eurovision ed Europei di Calcio per sostenere la sua teoria.

La candidatura non è stata fatta tanto per, abbiamo tutti i requisiti richiesti, c’è la vicinanza con l’aeroporto ed abbiamo le strutture, lavoreremo in questi due mesi intensamente per creare le condizioni affinchè la giuria scelga noi. Il nome di Viterbo in questo periodo sarà all’attenzione di tutta la stampa, e questo porterà una ricaduta economica in tutta la città. Chissà che dopo essere saliti alla ribalta per essere il paese natale di Bonucci, fresco vincitore del Campionato Europeo, la città dei papi non ospiti anche l’Eurovision 2022. Sarebbe l’ideale anche per i Måneskin, vincitori della scorsa edizione e coloro che apriranno la prossima, esibirsi vicino casa. Incrociamo le dita affinchè l’asse Bonucci – Mancini -Maneskin porti quest’importante manifestazione nel capoluogo della Tuscia.

Alessia Mancini

Ci lascia invece perplessi la dichiarazione di Marco De Carolis, assessore al Turismo, Cultura e Spettacoli.

Aspettiamo il 4 Agosto , quando riceveremo la documentazione con le richieste e vedremo. Ciò che è certo è che abbiamo tutte le carte in regola per competere con le grandi metropoli. La concorrenza è tanta ma non ci spaventa. Abbiamo gli spazi, pensiamo ad una Fiera di Viterbo riadatta per l’evento, o l’uso di strutture temporanee appositamente allestite, anche le strutture ricettive non mancano. Tutto questo a beneficio della città e dei suoi cittadini.”

Marco De Carolis

Insomma si parla di strutture da riadattare o costruire ex novo. All’assessore forse sfugge che quelle strutture qualcuno dovrà pagarle, e quel qualcuno sarà il Comune di Viterbo.

Sulla stampa locale intanto vengono evidenziati i limiti dell’ex polo fieristico. Si tratta di una struttura privata e non pubblica, non in grado di contenere almeno 8.000 spettatori e sicuramente con una altezza inferiore ai 18 metri.

Sull’ipotesi della struttura temporanea la stampa locale nemmeno si dilunga in considerazioni.

Quello che invece viene sottolineato, e che pare sfuggire non solo agli amministratori viterbesi, è che nel bando viene espressamente richiesto un contributo economico da parte dell’amministrazione organizzatrice.

Ci dispiace quindi per Viterbo, Acireale o Palazzolo Acreide, ma senza un supporto finanziario adeguato e le strutture conformi alle richieste EBU queste proposte rimarranno delle semplici boutade.

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