Foto: la Stampa

Eurovision 2022: tanto rumore per nulla. Eventi diffusi in centro città a rischio

Pochi giorni fa l’associazione dei commercianti di Torino aveva presentato un programma con ben 180 piccoli concerti diffusi su tutta la città durante Eurovision. Per un cavillo burocratico sembra tutto a rischio.

Troppo complicato l’iter autorizzativo previsto dal Comune, ad esempio quello necessario a ottenere le deroghe al suono per ciascun evento all’aperto.

L’idea di proporre un insieme di iniziative era partita un mese fa, quando abbiamo avviato i primi colloqui con l’amministrazione. La volontà era rendere partecipe la città all’Eurovision, avevamo messo insieme numeri importanti: una settantina di locali per 180 micro eventi pagati da noi, con un investimento di 50 mila euro. Soltanto una settimana fa abbiamo ricevuto un modulo dal Comune in cui si chiedevano la planimetria di ogni locale e il numero dei musicisti, a così pochi giorni dall’evento la cosa non era più gestibile. Peccato, avevamo mobilitato tante persone dal basso, non si è colta la voglia di fare degli operatori della città.

Fulvio Griffa, presidente del coordinamento delle associazioni di via del centro

Un programma che prevede orari ben definiti: stop agli spettacoli entro le 22 nelle quattro aree di movida (piazza Vittorio, San Salvario, Vanchiglia) ed entro la mezzanotte nelle altre (Quadrilatero, Quartieri Militari e via Santa Teresa). Ma non è solo l’orario di svolgimenti dei concerti a creare il problema, semmai il volume. E ora si pensa di eliminare gli amplificatori per passare a concerti “acustici”.

E ora la delusione dei commercianti è tanta.

Noi avevamo programmato quattro eventi con altrettanti artisti che avevano rinunciato ad altri impegni, invece adesso salta tutto. Ci vorrebbe più collaborazione da parte delle istituzioni verso le associazioni di categoria. Io cercherò di rispettare gli impegni con gli artisti, organizzando gli eventi a maggio durante il festival, così da avere più tempo per ottenere le autorizzazioni.

Vincenzo Fazzolari del Flora, piazza Vittorio Veneto

Organizzare questi eventi per noi non aveva un ritorno economico, anzi ci facevamo carico di ulteriori spese per farci trovare pronti alla vetrina mondiale dell’Eurovision. A questo punto molliamo tutto, per noi è una delusione.

Salvatore Piconese dello Shore e Obelix, Quadrilatero

Stessa situazione per i locali intorno all’Eurovillage, impegnati ad ottenere deroghe per aperture ed accessi.

La contraddizione è forte quando si pensa invece al momento del week end nelle piazze della “movida torinese”, feste improvvisate dove la burocrazia non interviene perchè “spontanee”.

Dal canto suo, il Comune di Torino ha inizialmente preferito il silenzio. Poi rotto dall’Assessore ai Grandi Eventi, Mimmo Carretta.

Se vogliamo che Torino torni a respirare dopo la pandemia, che torni a vivere a pieno regime, dovremmo rivedere alcune regole e qualche regolamento. Ora siamo in una fase differente rispetto a qualche anno fa.

Mimmo Carretta, Assessore ai Grandi Eventi di Torino

L’assessorato competente però non è quello ai Grandi Eventi. I problemi legati al suono sono di competenza dell’assessora Chiara Foglietta. Il suo gabinetto è al lavoro in queste ore per trovare una possibile soluzione al rompicapo e solo domani (lunedì) avremo maggiori dettagli.

Fonte: la Stampa, Repubblica