Foto: EBU

Eurovision 2023: per SVT il ritiro dei paesi è proporzionale all’incremento dei costi

La macchina eurovisiva prenderà avvio tra circa sei mesi ma ad oggi diversi paesi sono stati costretti a rinunciare alla loro partecipazione per questioni finanziarie. Non è però solo il prezzo dell’elettricità e l’inflazione a rendere difficile per alcuni la possibilità di gareggiare. Secondo la BBC, la tassa di partecipazione è vertiginosamente aumentata dopo il ban della Russia dalla competizione.

Sophia Ahlin è la presidente del Melodifestivalklubben, il più grande club di supporters dell’Eurovision Song Contest in Svezia. A suo avviso non è particolarmente sorprendente che alcune tra le nazioni più piccole abbiano deciso di tirarsi fuori dalla competizione prevista per quest’anno.

“Bisogna ricordare che questo contest non è importante ovunque così come lo è in Svezia. Stiamo affrontando tempi difficili e bisogna dare priorità ad altre cose”– ha dichiarato.

Sophia Ahlin ha anche detto che l’Eurovision Song Contest sta diventando sempre più oneroso perché i fans si aspettano una competizione sempre più grande e più costosa. Ma, secondo le fonti della BBC, il costo di partecipazione è anche aumentato da quando la Russia è stata buttata fuori dalla competizione dopo l’invasione dell’Ucraina.

SVT conferma l’incremento dei costi

L’importo della tassa di partecipazione per i paesi membri non è di pubblico dominio: l’EBU la stabilisce in base al numero di paesi che decidono di essere in gara. La relativa grandezza e la situazione economica dei paesi membri sono fattori comunque presi in considerazione. L’EBU ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni ma ha reso noto con un comunicato l’intenzione di contenere i costi il più possibile.

Il project manager dell’Eurovision Song Contest in STV può confermare che i costi di partecipazione hanno subito un incremento rispetto allo scorso anno, ma la crescita non si può imputare ad una specifica ragione. Sophia Ahlin crede che l’Eurovision sarà comunque un successo, nonostante l’aumento dei prezzi, finché i paesi più grandi continueranno a prendervi parte.

“Non è stato sempre così costoso, me non è mai stato nemmeno così grande come ora. Nessuno vuole che l’Eurovision torni a essere ospitato in una sala concerti”- ha dichiarato.