Foto: Glasgow Live

Eurovision 2023: tre le città scozzesi in corsa per ospitare l’evento

Con ben tre città in lizza (Edimburgo, Glasgow ed Aberdeen), la Scozia sembra essere decisissima a portare a casa l’assegnazione dell’Eurovision Song Contest 2023 che si terrà in Gran Bretagna.

Se da un lato molti cittadini scozzesi si schierano a favore, la strategia di aver 3 città in campo potrebbe essere controproducente.

Glasgow al momento viene data come grande favorita, ma anche Edimburgo può contare sul fascino della città storica ed un passato come città eurovisiva (1972). Nella corsa si è poi inserita anche Aberdeen, conosciuta nel mondo come la città di “granito” e culla del curling.

Tra le tre candidate solo Glasgow al momento è stata in grado di mettere in campo una struttura adatta ad Eurovision e di grande qualità.

Il presidente del consiglio comunale di Edimburgo, Cammy Day, ha capito immediatamente l’antifona e ha pubblicamente invitato la sua città e Glasgow a lavorare ad una candidatura congiunta.

Del resto anche la Governatrice della Scozia, Nicola Sturgeon, è subito intervenuta nel dibattito dimostrando la volontà regionale ad ospitare l’evento (candidando Glasgow).

Alcuni giornalisti britannici però stanno elaborando tesi interessanti e che vedrebbero la Scozia lentamente ma inesorabilmente allontanarsi da Eurovision.

La Scozia infatti sarebbe intenzionata a fissare un nuovo referendum per l’indipendenza dal Regno Unito e questo potrebbe tenersi prima di Eurovision. Una gatta da pelare non indifferente per BBC ed EBU se a prevalere fosse il sì.

I critici puntano il dito verso la governatrice che sarebbe rea di aver sabotato il Giubileo di platino della Regina Elisabetta in Scozia, adducendo scuse legate al budget spropositato in un momento di crisi. Ci viene da dire che i due eventi sono molto diversi ed Eurovision darebbe pubblicità internazionale alla Scozia (con spinte ad essere indipendente poi…).

Ed è proprio il tema dell’indipendenza scozzese che potrebbe tornare ad incombere sulla manifestazione qualora fosse assegnata a Glasgow. I critici lamentano che la Sturgeon ed il suo governo potrebbero a torto o ragione utilizzarla come propaganda nazionalista.

Fonte: Press and Journal, Scottish Daily Express