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Eurovision IN Torino: il carnevale torinese

Nel nostro viaggio di avvicinamento a Torino e ad Eurovision 2022 vi portiamo alla scoperta del Carnevale torinese.

Una è la maschera per antonomasia: Gianduja.

Gianduja accompagnato dalla moglie Giacometta / Foto: Giuseppe Sacchetto

Il suo nome sembrerebbe derivare dal dialettale Gioann dla doja, ovvero Giovanni del boccale. Altre teorie lo legano al francese Gens de la joie (il francese era lingua a corte dei Savoia).

Il personaggio nasce all’inizio del XIX per mano dei due burattinai torinesi Giovanni Battista Sales e Gioacchino Bellone. Pare che inizialmente la lora marionetta si chiamasse Giròni (in italiano, Gerolamo) per sbeffeggiare l’allora doge di Genova. Denunciati ed arrestati dalla polizia pare abbiano poi cambiato il nome del burattino in Gianduja, come alcuni giornali dell’epoca già testimoniano nel 1804.

Il Gianduiotto: la storia del cioccolatino più amato di Torino

Ed è proprio dal nome della maschera del carnevale che deriva anche il celebre cioccolatino: il Gianduiotto. I cioccolatini venivano distribuiti dalla maschera durante il carnevale, festa in cui venivano lanciate tra la folla le caramelle di Gianduja, a forma di cialda e incartate in caratteristici involucri esagonali.

Il gianduiotto e il cioccolato gianduja viene attribuito ai pasticceri torinesi già nel 1806. Il loro genio fu quello di sostituire la più economica nocciola della Langhe al costosissimo cacao (per via dei dazi imposti da Napoleone a tutte le importazioni dalle colonie britanniche).

A perfezionare la ricetta e renderla come la conosciamo oggi fu nel 1852 il cioccolataio Michele Prochet in società con Caffarel. E verrà ufficialmente distribuito da Gianduja per la prima volta durante il Carnevale del 1865.

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Le maschere della tradizione poi hanno deciso di fare visita ai bambini del centro vaccinale al Mauriziano di Torino, in collaborazione con l’associazione Famija Turinèisa.