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Eurovision IN Torino: la bellezza della Mole, il Museo del Cinema e le mostre in corso

Tra i luoghi iconici ma allo stesso tempo insoliti di Torino c’è sicuramente la Mole Antonelliana.

Nata nel 1848 come tempio ebraico, l’edificio opera dell’architetto Alessandro Antonelli ha cambiato volto e funzione, diventando museo civico già nel 1873.

Foto: Eurovision

Struttura bizzarra e per lungo tempo tra le più alte in Europa, la Mole ospita dal 2000 il Museo Nazionale del Cinema. La mostra permanente permette al visitatore di scoprire le tecniche di realizzazione, di doppiaggio e montaggio di un film, oltre ai tanti cimeli. Scenografia, oggetti di scena, locandine e tanti video.

Altro elemento emblematico di questo edificio è il suo ascensore. Entrato in funzione nel 2000, contestualmente alla nuova esposizione permanente, si caratterizza per le pareti laterali totalmente trasparenti, in cristallo di sicurezza. È sollevato mediante 4 funi in acciaio che scorrono su guide che garantiscono l’assenza di oscillazioni durante la risalita. La corsa della cabina si compie in circa 1 minuto ed è estremamente suggestiva (ma sconsigliata a chi soffre di vertigini).


Swissssss. Diabolik alla Mole

In concomitanza con l’uscita dell’attesissimo film Diabolik dei Manetti bros con Luca MarinelliMiriam LeoneValerio Mastandrea e Alessandro Roia (prodotto da Mompracem con Rai Cinema e distribuito nelle sale da 01 Distribution), il Museo Nazionale del Cinema ha aperto la mostra Diabolik alla Mole.

La mostra-evento, a cura di Luca BeatriceDomenico De Gaetano e Luigi Mascheroni, in cui si legano i diversi film ispirati dal famoso fumetto delle sorelle Giussani. Foto e materiali di scena del nuovo film, come ad esempio la ghigliottina apparsa nell’albo numero 3 del fumetto, che ispira la vicenda narrata dai Manetti bros. E poi materiali inediti della versione diretta da Mario Bava nel 1968 e di quella mai realizzata nel 1965 da Seth Holt con l’attore francese Jean Sorel.

Dario Argento – The Exhibit

Il Museo Nazionale del Cinema e Solares Fondazione delle Arti presentano la prima grande mostra dedicata al visionario maestro del thriller. La mostra curata da Domenico De Gaetano Marcello Garofalo, percorre in modo cronologico tutta la sua produzione, dagli esordi de L’uccello dalle piume di cristallo (1970) al suo ultimo lavoro Occhiali neri (2022), recentemente presentato al Festival del Cinema di Berlino nella sezione Special Gala.

Per la prima volta un progetto espositivo compone un completo e articolato discorso visivo sull’immaginario che il regista romano ha portato sullo schermo nel corso del proprio cinquantennale viaggio nei perturbanti territori dell’incubo.

La mostra omaggio a Pasolini   

Il progetto artistico “ConiglioViola Teorema Pasolini” – sempre di ConiglioViola – ospitato dall’11 aprile al 4 settembre 2022 sulla cancellata esterna della Mole Antonelliana, vuole essere un omaggio a Pasolini e al tempo stesso svelare un’inedita lettura del suo cinema che ancora oggi offre nuove e inaspettate chiavi interpretative. La mostra propone una reinterpretazione di alcune fotografie iconiche scattate sul set di Teorema (1968), uno dei film più forti e controversi di Pasolini, da Angelo Frontoni (1929-2002) il cui archivio è conservato dal Museo Nazionale del Cinema e dalla Cineteca Nazionale.

È un tributo che sentivamo di dover fare per ricordare un artista così importante e controverso, un fine conoscitore dell’animo umano e delle sue debolezze, capace di raccontare la società con diversi livelli di lettura. L’interpretazione artistica, nuova e inusuale rispetto al passato, lo rende unico nel suo genere: la volontà di questo duplice omaggio, sia sulla cancellata della Mole Antonelliana sia con le proiezioni durante il Lovers Film Festival, si muove proprio in questa direzione, comunicando in maniera visiva e reinterpretata uno dei più importanti autori del Novecento.

Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema

Cinque tableaux vivants di grande formato, che, come sottolinea ConiglioViola: “Raccontano la forte sacralità del messaggio pasoliniano, una ricerca di Dio anche attraverso la carnalità e la fisicità, provando a rendere sopportabile la difficoltà di vivere dell’essere umano, dotandolo anche di un paio di ali. L’utilizzo della tecnica pittorica classica rende ancora più forte questo messaggio, con un tratto molto grafico che ne esalta la bellezza e al tempo stesso la drammaticità”.