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Eurovision: quando il nome (non) fa la differenza

Quest’anno ha fatto scalpore la coincidenza nell’avere in gara all’Eurovision due canzoni con lo stesso titolo. Infatti sia l’Austria che la Slovenia porteranno due canzoni intitolate entrambe “Amen”.

Ma non è la prima volta che ciò accade, e di canzoni con lo stesso titolo negli ultimi anni ne abbiamo avute di diverse. Scopriamo assieme chi ha copiato chi!

Quando non ricevi “Attention” 🙁

Entrambe volevano “Attention”, ma purtroppo una, Vilija Matačiūnaitė, non è riuscita ad arrivare in finale, mentre l’altra, Ulrikke, non ci è nemmeno arrivata sul palco causa pandemia mondiale. Com’è difficile farsi notare oggi

Mata Hari si fa in due

Non è la prima volta che la famosa spia olandese viene citata all’Eurovision. Per ritrovarla dobbiamo tornare indietro nel tempo al 1976, quando la norvegese Anne-Karine Strom portò una canzone dove canta il suo desiderio di essere “posseduta” dallo spirito della seducente ed ammaliante Mata Hari. Durante l’esibizione la cantante mostra degli occhiali da sole iconici, stan! Le doti cantate dalla norvegese sono esattamente quelle esaltate da Efendi, che dopo ClepatRRa, ci riprova con un’altra iconica figura femminile.

C’è chi corre verso il podio e chi corre verso l’uscita

Il titolo “Running” è stata utilizzato per l’entry ungherese nel 2014 cantata da Andras Kàllay-Saunders, che corse felice verso un ottimo quinto posto a Copenaghen. Anche Sandro per Cipro nel 2020 ha corso, ma — sfortunatamente per lui — si è scontrato contro la cancellazione del contest, senza mai di fatto arrivare sul palco dell’Eurovision, e contro il siluramento da parte della sua delegazione

Tutti vogliono raccontare la propria vita

Sempre dal 2020 troviamo il medesimo titolo con una entry eurovisiva degli ultimi anni. Nel 2017 la coppia bielorussa dei Naviband si esibisce teneramente con “Story of My Life”, portando tranne che per il titolo, una canzone interamente in lingua nazionale. Nel 2020 l’irlandese Lesley Roy si presenta al pubblico eurovisivo con un brano scartato da Katy Perry nel 2010. A parte gli scherzi, purtroppo la cancellazione dell’Eurovision ci ha impedito di ascoltare la storia della sua vita...

Quando conti i secondi…

Tick-Tock” è di sicuro uno dei titoli meno originali che possiamo avere. Oltre all’assonanza con il celebre e giovane social network e la famosa canzone di Kesha “Tik Tok”, grazie alla croata Albina quest’anno abbiamo un’ulteriore assonanza anche all’Eurovision. Tick-Tock è anche il titolo della canzone dell’ucraina Mariya Yaremchuk, che nel 2014 portò l’indimenticabile ruota dei criceti sul palco con il povero malcapitato al suo interno, che scommettiamo stava contando davvero i secondi per scendere da quella ruota infernale e finire l’esibizione!

Dimentichiamo tutto con un “Amen”

Tra angeli e diablos quest’anno abbiamo anche due “Amen”. Infatti sia la Slovena Ana Soklič che l’austriaco Vincent Bueno canteranno due canzoni con lo stesso titolo. Titolo che era già stato usato in precedenza all’Eurovision 1995 dall’israeliana Liora. Che dire, riuniamoci tutti e dimentichiamo tutto con un (tre) amen! 🙏 

You, You e ancora You… ma non dovevamo vederci più?

E per finire questa carrellata di casi di omonimia all’Eurovision vi lasciamo con un’altra tripletta. Come Tick-Tock, anche “You” è uno dei titoli più ovvi e blandi che possiamo sentire. Negli ultimi due anni ne abbiamo addirittura due, grazie a Tornike Kipiani e a Vasil. Entrambi (il primo quest’anno ed il secondo nel 2020) hanno scelta di intitolare la propria canzone con il secondo pronome personale singolare. Stessa cosa per lo svedese Robin Stjernberg nel 2013 che con il suo prolungato “youuuuuuu” ci riporta alla mente lo “youuu” di Amir nel 2016 e l’iconico “youuUUUU” dell’annunciatrice francese Elodie Gossuin nel 2016. Più assonanza di così, cosa volete di più?

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E voi, ne conoscete altri di titoli uguali ascoltati all’Eurovision? Fatecelo sapere sui social!

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