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Eurovision65: le migliori canzoni della storia del contest (2000–2010)

Eurovision65, la nostra serie di articoli alla scoperta delle migliori canzoni della storia dell’Eurovision Song Contest, è giunto finalmente agli anni 2000 (se non siete passati per gli anni ’90 eccoli qui).

In particolare in questo articolo scopriremo le migliori canzoni dal 2000 al 2010. Nuovo millennio, nuovi stili, nuovi paesi che si impongono nel contest (molti vincendo per la prima volta in assoluto).

I primi 10 anni del duemila sono stati caratterizzati da trash, up-tempo memorabili, ma anche delle vere e proprie perle musicali che, dopo una selezione, abbiamo voluto raggruppare in questo articolo.

Hora Din Moldova (Moldavia 2009)

Diciamolo: le canzoni in lingua e/o che riportano suoni e costumi tradizionali sono una ventata di aria fresca per l’Eurovision, grazie alle quali afferma il suo carattere anticonformista e la sua ricca offerta musicale che valica confini sconosciuti ai più. In questo caso parliamo di “Hora din Moldova” di Nelly Ciobanu, immeritato 14esimo posto all’Eurovision 2009.

La canzone parla di un ballo tradizionale (la “Hora”) che si svolge in cerchio ed è tipico dei balcani. Si tratta di una danza propiziatoria ballata in occasione di feste e ricorrenze per augurare gioia e felicità. Anche i costumi usati per l’esibizione a Mosca sono tradizionali e tipici di quelle zone. Una canzone ballabile, allegra e molto originale!

Lane Moje (Serbia & Montenegro 2004)

Željko Joksimović inaugura il suo debutto all’Eurovision in rappresentanza di Serbia&Montenegro, la confederazione più breve della storia recente durata poco più di 3 anni, prima della dichiarazione di indipendenza dei rispettivi paesi nel 2006.

Il brano è cantato completamente in serbo, e la melodia è tipica dei balcani. Il flauto, il violino e le percussioni rendono l’atmosfera davvero suggestiva, Željko fa il resto con la sua voce e immergendosi totalmente nel brano, riuscendo a regalarci delle forti emozioni. Da ricordare anche l’altra canzone con la quale si ripresentò nel 2012, “Nije Ljubav Stvar“.

Senhora Do Mar (Portogallo 2008)

Il Portogallo credeva di arrivare almeno in TOP 5 nel 2008, ma il voto fu ingrato e fece classificare il brano di Vânia Fernandes al 15° posto.

Il brano è intenso, la presenza scenica c’è e l’esecuzione è convincente. Il tutto ci fa sentire trasportati dolcemente tra le acque di un mare di intense emozioni. Inoltre, come solito del Portogallo, la canzone è ricca di elementi tipici del paese lusitano che con orgoglio si presenta sempre con delle canzoni con caratteristiche ben definite che riprendono molto dalla tradizione musicale del paese, oltre ad essere sempre in lingua portoghese. Viva O Portugal!

Rändajad (Estonia 2009)

Estonia che inaspettatamente stupisce e colpisce con il brano degli Urban Symphony. Un successo cantato completamente in lingua estone che riscosse grande successo in quasi tutti i paesi nordici, ed entrò persino nelle chart di Grecia, Regno Unito, Svizzera e Belgio (prima volta per un brano estone).

Violini, viola e violoncello si mescolano ad una melodia moderna ed armoniosa. Il brano parla di nomadi e viaggiatori come metafora della vita di ciascuno di noi. La melodia decisa e quasi mistica ci fa letteralmente viaggiare per 3 minuti in sensazioni e mondi sconosciuti.

Rijeka Bez Imena (Bosnia & Herzegovina 2007)

Ancora Balcani, ancora tradizione, ancora classe e raffinatezza. Marija Šestić porta una ballata tradizionale, che esplode nel finale in acuti di una bellezza unica. Non sorprende che sia stata incisa anche una versione inglese e russa del brano.

La canzone si classificò all’11° posto (forse meritava qualcosina in più…), e fu la entry più alta senza aver ricevuto i “twelve points” da nessun paese in quell’edizione. Marija a soli 17 anni portò una ballad semplice e tradizionale, ma che riscalda l’anima. E noi le siamo grati per questo.

Menzione speciale | I wanna (Lettonia 2002)

La cantante di origine russa Marie N vinse per la Lettonia nel 2002 con la canzone pop “I wanna”. Nonostante la vittoria però, la canzone non ebbe il successo sperato e fu anche abbastanza criticata.

Riascoltandola dopo molti anni, non si può però negare che la canzone sia fresca e molto orecchiabile, con piacevoli influenze anni ’90. La performance simpatica con lo “spogliarello” della cantante che sotto una mise maschile svela alla fine dell’esibizione un vestito al contrario molto femminile, rendono questa canzone meritevole di stare nella raccolta delle migliori canzoni dell’ESC.

Vi aspettiamo con l’ultimo appuntamento di Eurovision65 e la decade dal 2011 al 2020!

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