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Eurovision65: le migliori canzoni della storia del contest (1978–1988)

In questa serie di articoli vogliamo portarvi in un viaggio indietro nel tempo per scoprire (o riscoprire) le canzoni più belle che hanno caratterizzato la storia dell’Eurovision Song Contest. In questo articolo attraverseremo gli anni ’80. Anni ruggenti fatti di proteste, sperimentazione ed emancipazione. Canzoni rivoluzionarie che sono di certo ancora attuali, tanto che potremmo benissimo aggiungerle alle nostre playlist su Spotify!

Ein Bisschen Frieden (Germania Ovest 1982)

Può una semplice ragazza di 17 anni, con una voce melodiosa e una chitarra acustica, vincere l’Eurovision? Decisamente sì!

Nonostante il tedesco non sia una lingua masticata da tutti, questa canzone si ascolta piacevolmente. Se poi andiamo a scoprire che parla di pace e di amore, in tempi in cui la Germania era ancora divisa in due stati distinti, non possiamo che rimanere ammaliati dalla dolcezza penetrante di questo brano che la giovane Nicole Hohloch ci ha regalato. Sicuramente tra le canzoni dell’Eurovision più significative e storicamente importanti.

Croire (Lussemburgo 1988)

Quando si dice “il bel canto“. Dell’edizione del 1988 tutti ricordiamo la vincitrice Cèline Dion, ma quell’anno ci fu un’altra entry francese di un’altra esordiente che sarebbe poi diventata famosa in tutto il mondo: Lara Fabian.

La bellezza della canzone è data dalla sola ed unica voce della cantante italo-belga prestata al Lussemburgo. Il piano e la musica accompagnano dolcemente la vocalità della cantante che dalle note basse esplode nelle note alte, creando un climax che fa venire letteralmente i brividi. 4° Posto, sì, ma con davanti una carriera stellare.

Bra vibrationer (Svezia 1985)

Anche se il titolo può far venire in mente tutt’altro (mi rivolgo soprattutto agli italian speakers…), ci dispiace deludervi ma il significato tradotto in italiano è “buone sensazioni“. Quelle belle e forti sensazioni che la cantante svedese Kikki Danielsson prova nei confronti di un uomo che ha incontrato per caso e di cui si è innamorata.

Questa positività traspare dal testo e dal ritmo allegro e coinvolgente della canzone che riprende lo stile musicale contemporaneo dello schlager, genere ballad-pop caratterizzato da melodie semplici e orecchiabili.

A-ba-ni-bi  (Israele 1978)

Basta Francia, Italia e Svezia! In questa decade iniziano a farsi notare anche paesi lontani da quelli più “familiari” e classicamente definiti “europei”. La canzone è ricca di suoni orientaleggianti e ritmo da disco music, ed è cantata dal cantante solista Izhar Cohen insiemi con il gruppo vocale degli Alpha Beta.

Il brano parla dell’amore dal punto di vista dei bambini, che camuffano certe parole d’amore con giochi linguistici. Infatti il titolo ebraico che significa “Ti amo” utilizza il linguaggio bet che i bambini usano e che consiste nell’aggiungere le sillabe “ba”, “be”, “bi”, “bo” e “bu” alle parole. Così, l’ebraico “a-ni o-hev o-tach” , diventa “a-ba-ni-bi o-bo-he-be-vo-bo- ta-ba-ch“. Al contrario però, il cantante invita a parlare il linguaggio dell’amore senza artifici linguistici, perché l’amore è una bella parola e dovremmo “praticarla” tutti di più, senza nasconderci dietro filtri e giochi di parole.

Gente di mare (Italia 1987)

Il duo Umberto Tozzi- Raf guadagnò un ottimo 3° posto per l’Italia con la canzone “Gente di Mare”. Tutta l’italianità e il canto del bel paese è concentrato in questo brano che celebra la gente di mare, ossia le persone che vivono come navigatori sempre pronti a viaggiare e/o a scoprire nuove cose e fare nuove esperienze. Le strofe cantate singolarmente vengono sostituite dall’inciso cantato a due voci che è impossibile non cantare a squarciagola. Semplicità, talento, genuinità e terzo posto più che meritato.

Menzione speciale: Making your mind up |(Regno Unito 1981)

Bucks Fizz (quartetto composto da Jay Aston, Cheryl Baker, Bobby G e Mike Nolan) vi ricorderanno sicuramente i loro colleghi inglesi, vincitori nel 1976, del gruppo Brotherhood of Man. Il quartetto ha conosciuto il successo soprattutto nel decennio degli anni ’80, e il singolo vincitore di quell’anno è stato uno dei più venduti, con diverse numero uno sparse in Europa. “Making Your mind up” è di certo il loro brano di maggiore successo ed è ricordato ancora oggi nel Regno Unito. Pensare che il gruppo era stato formato solo 2 mesi prima della partecipazione all’ESC, ci lascia stupiti per la capacità di assemblare musica, testo e voci in così poco tempo. La canzone è scanzonata, giocosa, e infatti anche il testo non ha un particolare significato, dove si parla praticamente di aver preso la decisione di iniziare una relazione seria. Il gruppo vinse con soli 4 punti di distacco dalla Germania . Forse il momento che gli ha fatto balzare primi, è stato il simpatico teatrino messo in atto durante la canzone dove i due componenti uomini tirano via le gonne delle compagne donne accanto, scoprendo un’altra gonna più corta.

Al prossimo appuntamento con le migliori canzoni dell’Eurovision dal 1989 al 1999!

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