• Home
  • Eurovision
  • Unisciti a noi
  • About

Eurovision65: le migliori canzoni della storia del contest (1989–1999)

In questa serie di articoli vogliamo portarvi in un viaggio indietro nel tempo per scoprire (o riscoprire) le canzoni più belle che hanno caratterizzato la storia dell’Eurovision Song Contest.

Dopo aver rivissuto gli anni ’80, in questo articolo riassaporeremo i freschi anni ’90. Alcune canzoni forse vi riporteranno alla mente dei ricordi di infanzia, altre avrete il piacere di scoprirle e forse anche aggiungere alla vostra playlist!

Nocturne (Norvegia 1995)

Associando Norvegia e violini ci viene subito in mente Alexander Rybak e la sua FairyTale. Ma il caratteristico violino ha portato un’altra storica vittoria al paese. Nel 1995 i Secret Garden hanno portato un brano ipnotico, sognante, caratterizzato dalle tipiche melodie dei paesi nordici. Il cantato è presente in minima parte solo all’inizio ed alla fine della canzone, mentre la parte musicale la fa da padrone con violino a flauto protagonisti che fanno immergere l’ascoltatore in un mondo fatato, per non dire celestiale. Siamo sicuri che Chopin non avrebbe disdegnato questo brano che porta lo stesso titolo di una delle sue opere.

In your eyes (Irlanda 1993)

L’irlandese Niamh Kavanagh, ai molti sconosciuta, ha cantato una canzone che avrebbe potuto cantare una Whitney Huston o Mariah Carey del primo minuto, rendendola probabilmente una hit mondiale, ma tuttavia In Your Eyes ha avuto il successo che meritava, soprattutto in patria. Sicuramente tra i brani più raffinati ascoltati all’Eurovision che gli intenditori di musica non possono che amare e collezionare tra i loro vinili/cd.

L’esecuzione vocale è perfetta, fatta di vari crescendo che portano ad un ritornello di un’eleganza musicale e melodica di alto livello. I cori accompagnano la voce principale senza che vi sia una forte influenza, dato che Niamh fa tutto da sola e bene.

Fun fact: la demo della canzone fu registrata da Idina Menzel, diventata famosa per la canzone Let it go del film d’animazione Frozen,

Better the devil you know (Regno Unito 1993)

Se dovessimo sintetizzare in una canzone la quintessenza dell’Eurovision, Better The Devil You Know di Sonia è la scelta più azzeccata.

Coinvolgente, allegra, solare e cantata in modo impeccabile. La differenza tra la versione studio e quella live è impercettibile. Il coro accompagna perfettamente i vocalizzi della cantante, l’orchestra dà quel plus alla canzone rendendo la versione live davvero godibile. Lei regge il palco, controlla bene la voce riuscendo a modularla e a creare diverse tonalità in modo semplice e fluido. E poi, cosa non da meno, Sonia riesce a divertirsi e a divertire. Parliamo di un up-tempo leggera, ma ciò non significa che musicalmente non sia una canzone valida, anzi. Crediamo che sia una delle migliori up-tempo ascoltate all’ESC! Secondo posto immeritato!

C’est le dernier qui a parlé qui a raison (Francia 1991) 

1991: l’Eurovision si svolge a Roma dopo varie vicissitudini che avrebbero dovuto vedere la competizione ospitata a Sanremo. Come se non bastasse abbiamo anche il dramma del vincitore. Infatti la francese Amina Annabi e la svedese Carola Fångad arrivano pari merito al primo posto. Bisogna scegliere, e dopo un processo decisionale non molto chiaro viene decretata vincitrice la svedese.

La cantante di franco-tunisina portò un brano davvero sopraffino, completamente all’opposto dell’up-tempo pop della nostra Carola. Vocalizzi tipici delle sonorità arabe, testo impegnato, esecuzione elegante. La canzone è in realtà una critica politica. Infatti il brano parla della Guerra del Golfo (che si svolse proprio in quegli anni e in cui l’Italia partecipò come alleato). Si parla del più forte che decide e impone le sue leggi, della manipolazione dei media sull’opinione pubblica e della propaganda (“è l’ultimo che parla ad avere ragione”), dello spartiacque provocato dall’evento, e contro l’ intrusione dei paesi occidentali nelle guerre e nelle diatribe del mondo arabo.

Dimmi a nome di quale nazione alzi la voce in casa mia!” è la parte più tagliente della canzone. Avrebbe meritato di vincere più della Svezia? Lasciamo decidere a voi:

Dinle (Turchia 1997)

Şebnem Paker gareggia per la seconda volta di seguito all’Eurovision nel 1997, questa volta assieme alla band Grup Etnik, portando il brano “Dinle” (“Ascolta” in italiano) e raggiungendo la prima storica TOP 3 (e seconda TOP 10) per la Turchia.

Fu una novità per quell’anno: nessuno poteva pensare che una canzone dal suono etnico e in lingua turca avrebbe avuto così tanto successo (pensiamo che al primo e al secondo posto si classificarono i più “classici” alle nostre orecchie: Regno Unito e Irlanda).

La canzone è molto valida e di qualità, Şebnem incanta con la sua voce pazzesca e delicata, la band fa il resto trasportandoci per circa 3 minuti ad Istanbul. La canzone si intervalla tra ballata dolce fino ad esplodere nel ritornello in un turbinio di suoni, strumenti tradizionali e ritmo coinvolgente. Da notare come il pubblico accompagna la musica battendo le mani! Iconico!

Menzione speciale| Rock me (Jugoslavia 1989)

Concludiamo questo viaggio con l’unico paese socialista ad aver vinto l’Eurovision: la Jugoslavia. Il 1989 vide la prima e ultima vittoria per la Jugoslavia (pochi anni prima della sua dissoluzione).

Testo in lingua originale (serbo/croato) con le sole tre parole del ritornello in inglese (Rock me babe) che ti rimangono in testa. I Riva non erano i favoriti e la loro vittoria sconvolse un po’ tutti. Canzone up-tempo con influenze anni ’80 e molto leggera, dove la cantante Emilia Kokić chiede in pratica al pianista di suonare per lei qualcosa di ballabile per scatenarsi in pista.

La canzone riscosse molto successo dopo la vittoria all’Eurovision, diventando una delle canzoni più conosciute sfornate dal contest. Merita l’ascolto anche la canzone Jugoslava dell’anno successivo cantata da Tajci: Hajde Da Ludujemo.

Speriamo vi stia piacendo questo viaggio tra le migliori canzoni della storia dell’Eurovision! Al prossimo appuntamento con Eurovision65 e il decennio dal 2000 al 2010!

error: