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Francia: Barbara Pravi spera di riuscire a superare questa rivalità con l’Italia


Barbara Pravi, secondo posto all’edizione 2021 dell’Eurovision Song Contest, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Paris Match, il giornale scandalistico francese, conosciuto, in Italia per aver lanciato il “Coca Gate” su Damiano dei Måneskin alla finale del Contest a Maggio.

Barbara ha parlato del suo nuovo Album “On n’enferme pas les oiseaux” e del suo stile personale tramite il quale si schiera apertamente a favore del diritto ad affermarsi di tutte le donne.


Questo primo Album è come un inno alla libertà?

Esattamente, è frutto di 6 anni di introspezione da parte di una ragazzina che impara a farsi le domande giuste e fare delle buone scelte, a diventare una donna, quella che desiderava essere. Ho capito che la libertà si nascondeva dentro di me e che potevo trovarla distruggendo le mie paure. Bisognava smetterla di avere timore dello sguardo degli altri. Una canzone come Voilà riassume quello che sono oggi. Ma il dittico “La Femme” e “Mes Maladroits” espone allo stesso modo la mia riflessione femminista. Io sono qui, venite con me se lo desiderate. Quest’album è la storia di un incontro con il pubblico, un trucco 100% crudo e naturale. Io odio prendere in giro.

Era arrivato il momento di difendere le tue parole ?
Ho scritto molto per conto di altri, ma scrivere per me è un esercizio molto diverso, cerco di far corrispondere il più precisamente possibile le parole alle mie emozioni. Scavo la pietra per far uscire la luce che brilla dentro me. Non posso dunque lavorare se non con gente che mi comprende perfettamente ed è capace di mettere il proprio ego da parte, di accettare il fatto che io avrò comunque l’ultima parola. Ma comunque sono aperta agli scambi e al dialogo costruttivo. Come nella vita, non sopporto più che mi si imponga qualsiasi cosa ma sono aperta al confronto d’idee. Ho bisogno dello sguardo degli altri ma son io, è la mia vita che io consegno nelle mie canzoni.

Rivendichi una rabbia tinta di dolcezza ?
Cerco comunque di attenermi ad un equilibrio anche se è difficile da trovare. Gli estremismi mi fanno paura. Penso che ogni essere umano tende a questo, la ricerca delle nostre forze personali per utilizzarle al meglio. Per esempio , la rabbia è un difetto quando prende il sopravvento ma è utile quando è sana e ci spinge a ribellarci e ad opporci.

Il rifiuto

Un giorno hai detto NO ad una situazione non più accettabile. Questa tappa è stata decisiva?
In effetti ho sempre avuto molto carattere. Ma un giorno ho capito l’influenza negativa che certe persone avevano su di me e ho alla fine ho rifiutato che controllassero quello che ero. Mi sono affermata sempre di più ma, professionalmente, avevo paura e mi rimettevo nelle mani di quelli che mi sembrava conoscessero il mestiere. E se creare è il campo dove ci si dovrebbe sentire più liberi al mondo, io mi son imbattuta, agli inizi della mia carriera, in persone che non pensavano altro che agli affari e vedevano in me nient’altro che un prodotto da plasmare, delle persone stupide che non pensavano ad altro che ai soldi e al mio aspetto esteriore. Mi sentivo completamente fuori luogo essendo così sicura di voler fare musica. Molti artisti (soprattutto le donne) non si riprendono mai del tutto da questo genere di rapporti distruttivi. In 3 anni ho pensato di esistere esclusivamente grazie a loro. Ma quando si realizza la cosa tutto cambia. Il giorno in cui diciamo no è come se si ascoltasse per la prima volta il suono della propria voce. Io mi sono arrogata il diritto di tracciare i miei confini. Chiaramente ci si può ricadere ma non tornerò mai indietro e accettare di essere ancora umiliata. Ormai sono cosciente delle mie qualità, così come dei miei difetti.

Sei passata dall’oscurità alla luce, e che luce! Paura di bruciarti le ali ?
Avevo ponderato bene le scelte sul mio cammino. Quando ho deciso di partecipare all’Eurovision una buona parte dell’album era già pronta, avevo trovato la mia voce e la mia vocazione! Avevo un’opinione molto serena dell’artista che ero diventata. Ho utilizzato questa incredibile visibilità che mi si è parata davanti per servire alla continuazione della mia esperienza. Non bisogna cadere in errore, la TV ha bisogno di artisti per gli show e io sto al gioco, Quest’opportunità la vedo come una continuazione , io sono in movimento, odio rimanere ferma senza cambiare mai. Quando sono in scena sono come posseduta, manovrata da quello che canto e ne esco svuotata. E’ una cosa più grande di me, non posso fare altro. La luce è l’elemento obbligatorio del mio mestiere, ma non la ricerco a tutti i costi. Voglio solo che la mia musica e le mie parole esistano e so che esse non esisterebbero né esisteranno se non fosse per il pubblico. Prima nessuno mi voleva in radio o in TV.

©Olga Andriese

Le tue frasi, la tua gestualità e la tua interpretazione rimandano a Barbara, Edith Piaf, Jacques Brel, Charles Aznavour e più recentemente Stromae.
Ho una teoria, non so ovviamente se è giusta. In passato i grandi artisti non erano non erano consacrati al culto dell’immagine e dell’apparenza che oggi invece è così predominante. Cantavano, scrivevano e componevano per passione pensando solo alla melodia, alle parole e al contatto con il pubblico. In scena avevano un atteggiamento sincero e concreto. Ho l’impressione che oggi si guardi più all’essere dell’artista che al suo talento sul palco: si deve lavorare sulla propria immagine e avere un’opinione su tutto. E’ vero che negli Stati Uniti ci sono delle star incredibili come Beyoncè o Kanye West. Ma lo show si basa anche sulla vera essenza dell’artista. Quando ho annunciato di non voler effetti speciali per l’Eurovision ma soltanto me nel mio piccolo insieme, hanno pensato fossi pazza. Le paillettes non sono nel mio stile e non lo saranno mai. E poi c’è la questione della vicinanza al pubblico. Non mi vedrei mai a fermare Kim Kardashian per strada! Stromae sì.

Sei a tuo agio con la femminilità e la bellezza che dimostri di avere?
Da piccola ero una ragazza molto arrabbiato perché, essendo una pessima studentessa, ero convinta di essere stupida. Ero molto socievole ma sotto la maschera si nascondeva una ragazza piena di dubbi. Allora cercavo di dissimulare con la bellezza perché avevo l’impressione che fosse la mia unica qualità. Secondariamente andavo a scuola su dei tacchi altissimi e stavo attenta ad essere quella più carina e con più stile. Flirtavo con i ragazzi utilizzando delle maniere che pensavo per una donna fossero obbligatorie. Ho dovuto scavare dentro di me per trovare l’abisso che si era aperto tra quello che ero e quello che volevo essere. Solo le mie migliori amiche mi vedevano come ero realmente. Quando ho trovato la mia strada come co-autore e compositrice ho rifiutato che mi si prendesse ancora per un’idiota. Ad ogni modo, non credo di avere ad un’estrema femminilità, cerco giusto quello che mi si addice di più. Ci sono dei giorni in cui mi sento meno bella che in altri, come tutti. La femminilità, così come la libertà, risiede dentro di noi.

La tua famiglia ha incoraggiato i tuoi desideri artistici?
I miei amici ci hanno sempre creduto e mio padre ha sempre assecondato la mia libertà. Ma c’è una differenza tra avere talento e guadagnarsi da vivere. Penso che tu non diventi un artista, lo sei. Va di pari passo con un certo modo di vedere il mondo e gli altri, né migliori né peggiori, solo diversi. L’esplosione folgorante del mio attuale successo li rende felici ma non li sorprende. Mi hanno visto lavorare per così tanto tempo. D’ora in poi nessuno è preoccupato per me perché sono tranquilla. Non vedo quello che mi sta succedendo come un vortice devastante. Ho meno tempo da passare con i miei cari ma resto me stessa, non cambio.

Stai preparando un tour mondiale di 2 anni. Canti in francese e i tuoi concerti hanno fatto quasi tutto esaurito ovunque, come nei Paesi Bassi. A parte in Italia, che tiene il broncio dall’Eurovision. Senti di avere una responsabilità nei confronti della lingua francese?
Sì, è divertente, spero che supereremo questa pseudo-rivalità con i nostri amici latini. Mi piacciono le persone che parlano bene, sono un amante delle parole. Abbiamo la fortuna di avere un linguaggio estremamente ricco e molti artisti ne portano i colori in alto, come Clara Luciani o Juliette Armanet. Abbiamo una bella generazione che è attaccata ai testi ed è andata oltre il regno della facilità. E Stromae, non sto qui a dirlo nemmeno, è troppo bravo.

Come riesci a staccare?
Ho un amante meraviglioso che cucina davvero bene, che mi prepara piccoli piatti. Io sono l’antisociale, ho una vita molto equilibrata. Mi piace stare a casa, bere shot con gli amici, leggere… Per ricaricare le batterie è necessario un ritorno alla normalità .

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