Foto: ERT

Grecia: Eurovision aiuta a rompere tabù sull’omosessualità

Abbiamo detto tante volte su queste pagine che l’Eurovision Song Contest è legato alla comunità LGBTIQ+ e può fare tanto per migliorare le cose. Ed è quello che sembra succedere ora in Grecia.

La discussione in corso da qualche settimana sui media greci è relativa al commentatore greco Yiorgos Kapoutzidis ed un suo scambio divertente con uno spettatore durante la seconda semifinale di Eurovision.

Il commentatore aveva annunciato Cornelia Jakobs durante la finale dicendo: “Questa è Cornelia dalla Svezia, un benvenuto caloroso dal pubblico a Torino per una delle favorite di stasera. E come vedete, non aggiungo altro. Oggi voterete e voglio che siate imparziali.”

Instagram: Yiorgos Kapoutzidis

Durante la semifinale però un utente su twitter aveva ironizzato sulla sua introduzione a Cornelia. E Kapoutzidis ha risposto per le rime dicendo “Giovedì mi hanno detto di essere stato una cattiva sorella. Si sono una sorella, ma una buona sorella. Bella e di successo. E non scandalizzatevi, ci sono cose che vanno discusse. E discusse apertamente, perché se non lo facciamo, faremo sempre finta di girarci attorno.”

Apparentemente per noi lettori italiani qualcosa di incomprensibile. Dobbiamo contestualizzare l’utilizzo della parola “sorella” in greco. Adherfí (Αδερφή) oltre a voler dire sorella vuole anche dire gay, con accezione negativa. Un po’ come utilizzare la parola frocio.

La bravura di Yiorgos Kapoutzidis quidi è stata quella di voler ribattere ad un gratuito commento omofobo con grande eleganza e portando questo tema nel prime time della tv pubblica greca ERT.

Apriti cielo, la società greca che è tanto conservatrice (o forse più) quanto quella italiana è insorta.

Maria Kozakou, che commenta Eurovision dal 2013 con Yiorgos Kapoutzidis, è stata tirata in ballo da diversi talk show. E anche lei ha fatto capire che il vento è cambiato.

L’intervistatore le fa presente che all’ora nella quale Kapoutzidis ha fatto il suo commento c’erano incollati alla tv anche dei ragazzini e che probabilmente avrà imbarazzato molte famiglie.

La Kozakou, altrettanto con eleganza, ha aggiunto “Eurovision è la cosa più queer che un tredicenne possa vedere in tv con i suoi amici o con la sua famiglia. Sarebbe ipocrita non esplicitarlo e mi stupisco ci si scandalizzi per le parole di un commentatore. È come se avessimo aperto una porta già spalancata.”

E aggiunge “Ci sono troppi tabù e stereotipi. Non siamo più nella fase del fate quello che volete basta che non lo facciate in pubblico. Siamo un bel passo avanti, le persone cercano visibilità. Qualcosa di buono sta accadendo, peccato la televisione continui ad essere così conservatrice.”

Il commentatore greco Yiorgos Kapoutzidis è una delle poche figure apertamente omosessuali nello showbiz greco.

Vanta una carriera di tutto rispetto. Oltre ad aver commentato Eurovision con Maria Kozakou dal 2013 è anche stato l’autore dell’edizione greca del 2006, ha presentato la selezione nazionale nel 2013 ed ha una lunga serie di successi come autore di televisione e teatro.

Yiorgos Kapoutzidis

Kapoutzidis ha parlato spesso in tv della sua vita, del suo coming out ma sopratutto di quello che la comunità LGBTIQ+ greca rivendica.

Non è stato semplice spettatore, ma proprio come nel commento di Eurovision 2022 ha saputo dire a chiare lettere concetti importanti.

Quando una persona mi dice che è infastidita nel vedere due uomini che si baciano e che non sa cosa dire ai figli, io mi sento offeso. Vorrebbe forse che io gli dicessi che la sua immagine mi disgusta? Ecco quello è esattamente quello che io e tutta la comunità LGBTIQ ci sentiamo dire ogni giorno. Non facciamo nulla di orribile, solo tenerci per mano mentre passeggiamo. E basta.

Yiorgos Kapoutzidis

Grazie Yiorgos per essere semplicemente te stesso e fare così tanto dicendo solo così poco. Una nuova generazione di ragazzini greci ti sarà riconoscente.