Islanda: a Hùsavik tutto pronto per il museo sull’Eurovision

Grazie al film Netflix Eurovision Song Contest: The Story of Fire Saga, la piccola cittadina dove è in parte ambientato il film, Hùsavik, è diventata famosa in tutto il mondo e si prepara ad offrire il primo grande museo permanente sull’Eurovision!

museo husavik eurovision
Foto: Variety

My Hometown

Il fondatore e direttore dell’Exploration Museum, Örlygur Örlygsson, ci ha visto lungo notando il potenziale che la città avrebbe nel mondo grazie al film.

Dopo il rilascio del film, io e tutto il team che lavora al museo, abbiamo iniziato a trovare un modo di sfruttare questa incredibile opportunità e rivitalizzare la città e il suo turismo dopo il momento di stop dovuto al Covid.

Örlygur Örlygsson

Alla fine, si è scelto di sfruttare la fama della città con il mondo dell’Eurovision, e creare una mostra permanente sul Contest.

Oltre al film, la città ha avuto una risonanza internazionale anche grazie al brano “Husavik: My Hometown” cantata da un’incredibile Molly Sanden. Brano che ha ricevuto una nomination agli Oscar.

L’apertura a metà luglio

Il museo tanto atteso aprirà a metà luglio, ma cosa dobbiamo aspettarci?

Vogliamo che sia un’esperienza che faccia vivere il visitatore la gioia dell’Eurovision. Senza che sia importante da quale nazione provenga o quanto fan del Contest sia.

Örlygur Örlygsson

La mostra si dividerà in tre parti separate ma legate tra loro, che racconteranno la storia dell’Eurovision senza dimenticare il collegamento con la città di Hùsavik.

La prima parte celebrerà il Söngvakneppnin, la selezione nazionale islandese. La seconda sezione renderà omaggio al film, mettendo in luce la parte che riguarda la città islandese. Mentre la terza parte, la più grande, celebrerà la storia e i partecipanti dell’Eurovision Song Contest.

Inoltre il team di Örlygsson sta sviluppando una rete di contatti e collaborazioni con l’EBU, l’emittente RÚV, ex cantanti e vincitori eurovisivi ed il museo ABBA a Stoccolma per attrarre più persone possibili.

Non solo Eurovision…

L’Eurovision è apolitico, ma i paesi che ne prendono parte no. Il Contest è una celebrazione della musica, ma alle spalle succedono molte altre cose.

Örlygur Örlygsson

Il museo non celebrerà solo i momenti iconici dello show eurovisivo, ma anche momenti politicamente e socialmente significativi per l’intero continente. Come ad esempio quando nel 1982 la vincitrice tedesca Nicole ricevette i 12 punti da Israele. O ancora, un poster ricorda la “Rivoluzione dei Garofani” portoghese del 1974 e la simbolica canzone che gareggiò quell’anno all’Eurovision intitolata E Depois do Adeus legata alla storica rivoluzione lusitana.

Ed è proprio su questo che si è lavorato: raccontare l’Eurovision dai temi più superficiali a quelli più seri ed importanti che hanno caratterizzato la storia del Contest.

Potete seguire gli sviluppi della creazione del museo su questo sito e la raccolta fondi annessa.


Fonte: blooloop.com

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