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Nella storia dell’Eurovision vi sono stati dei ritiri davvero clamorosi. Delle volte è cambiato solo il cantante che avrebbe dovuto rappresentare un paese, mentre altre volte il paese si è proprio ritirato dalla gara. In questo primo articolo vogliamo parlarvi di alcuni di questi ritiri che noi riteniamo quelli più importanti da ricordare.

Joan Manuel Serrat, la lingua catalana e Francisco Franco

Se pensate che la politica e l’Eurovision Song Contest siano due cose opposte e che non coincidono quasi mai vi sbagliate di grosso.

Nel 1968 la Spagna ci serve un caso davvero interessante: a rappresentare il paese iberico doveva essere Joan Manuel Serrat, che avrebbe cantato una canzone intitolata La La La. Detto così non ci dovrebbe esser nessun problema, non fosse che il cantante pretende di esibirsi in catalano.
La dittatura di Francisco Franco però reprime tutte le lingue regionali, tra cui il catalano, e impone che la canzone venga eseguita per intero nell’unica lingua nazionale: il castigliano. Alla fine della fiera la Spagna viene rappresentata da Massiel, che cantò la stessa canzone, ma appunto in castigliano.

La Turchia e le pressioni arabe


Il fatto che i turchi amino con tutto il cuore l’Eurovision e che la Turchia sia molto amata da tutti i fan dello show canoro è un dato di fatto. Non si sa invece che alcune nazioni arabe odino il concorso come poche cose, tanto da costringere ogni loro vicino di casa a rinunciare a partecipare all’Eurovision Song Contest. E proprio per queste pressioni nel 1979 la Turchia fu costretta a ritirarsi dalla gara ospitata a Gerusalemme, nonostante avesse già scelto la canzone ed il rappresentare. La scelta era ricaduta sulla cantante di origine italiana Maria Rita Epik, con la canzone Seviyorum.

La Georgia “amicona” di Vladimir Putin

È il 2009 e quell’anno l’Eurovision Song Contest si tiene a Mosca e per la Georgia si sarebbero dovute esibire Stephane & 3G. Non fosse che in modo molto furbesco presentano la canzone We Don’t Wanna Put In, nella quale i georgiani fanno riferimenti un filo politici su Vladimir Putin. L’EBU decide quindi di respingere la canzone, chiedendo all’emittente televisiva georgiana di cambiare il testo o la canzone. L’emittente però rifiuta di fare le modifiche, affermando che la canzone non aveva alcun riferimento politico e che il rifiuto dell’EBU era dato da pressioni politiche della Russia.
La Georgia quindi non partecipò a quell’edizione e successivamente la band ammise che volevano mettere in imbarazzo Putin a Mosca con la loro canzone.

Il Libano, Israele e una partecipazione mancata

Della mancata partecipazione del Libano all’Eurovision Song Contest ve ne abbiamo già parlato in tutte le salse. Non potevamo però escluderla da questa puntata speciale.

Nel 2005 il paese avrebbe dovuto debuttare con la canzone Quand tout s’enfuit cantata da Aline Lahoud, ma la tv libanese decise di abbandonare l’evento poco prima che iniziasse perché non in grado mandare in onda l’esibizione israeliana.

Il regolamento dell’Eurovision parla chiaro e non possono essere tagliate esibizioni durante la trasmissione (almeno per i paesi partecipanti). Visto l’accaduto, l’EBU fu costretta a sanzionare il paese, che non poté più partecipare alla gara canora per tre anni. Per approfondire la tematica vi consigliamo questo nostro approfondimento che è uscito qualche mese fa.

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