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Nell’annata d’oro di Francesco Gabbani, il 2017, le visualizzazioni su YouTube per lui sono state da capogiro. “Occidentali’s Karma” ha letteralmente polverizzato ogni record. E non poteva quindi mancare una parodia.

A parlare della poca fortuna dei BIG 5 è stato Fatih Melek, un bel ragazzone turco. Grazie a quei 4 minuti, il viso ed i pettorali di Fatih sono rimbalzati sugli smartphone di tutto il fandom eurovisivo.

Rimasti anche noi stregati, non abbiamo resistito dall’intervistarlo.

L’intervista 💬

Quando hai iniziato a seguire l’Eurovision Song Contest e cosa ti ha fatto diventare un super-fan?

La prima volta che ne ho sentito parlare è stato quando la Turchia è arrivata terza nel 1997, con Şebnem Paker. La mattina dopo la finale ho sentito i miei genitori che ne parlavano, erano molto contenti, in quanto la Turchia da anni aspettava di portare a casa un buon risultato.

Nel 1998 l’ho guardato interamente per la prima volta e ne sono davvero rimasto intrigato, così ho iniziato a seguirlo regolarmente.

Ne sono diventato proprio un super-fan nel 2015, quando ho visto il Contest dal vivo a Vienna, nella Wiener Stadhalle. È passato tutto ad un altro livello, davvero. Quando assisti allo show dal vivo è tutta un’altra esperienza.

Che significato assume per te l’Eurovision Song Contest?

Onestamente non saprei risponderti, non mi capita di pensare molto al significato che il Contest ha assunto per me, ma posso dirti che ogni volta che ne sento parlare mi invade una felicità immensa. Mi piace il concept delle canzoni che gareggiano, l’arte che unisce persone, paesi e culture diverse. Poi penso che noi turchi abbiamo l’Eurovision anche un po’ nei geni, per anni lo spettacolo è stato considerato davvero importante a livello nazionale. Anche se la propria nazione non gareggia è comunque interessante e divertente seguire lo show.

Parliamo ora delle parodie che ti hanno reso molto popolare su YouTube e tra i fan dell’Eurovision. Come ti è venuta l’idea?

Beh, per iniziare vorrei ringraziare l’Italia e “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani per aver ispirato la mia prima parodia. Diciamo che mi piacciono molto le parodie, guardo il Saturday Night Live ogni settimana e lì ci sono molte parodie musicali. Ne ho sempre volute creare delle mie, mi sembrava una cosa divertente, così ci ho provato e un giorno ascoltando “Occidentali’s Karma” le frasi hanno iniziato ad apparirmi in mente. Ho poi scritto l’intero testo ed è venuto fuori bene. Non avevo grandi aspettative e ne sono rimasto colpito positivamente anche io alla fine.

Dietro ai tuoi video c’è parecchio lavoro, lo fai tutto da solo o c’è qualcuno che ti da una mano?

I concept dei video e l’idea delle varie scene me li creo per conto mio e poi c’è un amico che mi aiuta nella parte tecnica, ovvero a registrare le scene, la parte cantata e a montare insieme il tutto. Quest’anno però per il video di Don’t Socialize mi è toccato fare tutto da solo, a causa dell’isolamento, e penso che si possa notare la scarsa produzione (ride). *rido anche io*

Come scegli le canzoni da trasformare in parodia?

Diciamo che non ho un metodo, dipende da cosa mi ispira. Dopo la parodia di “Occidentali’s Karma” non mi ero posto lo stringente obbiettivo di farne altre, ma quando ho ascoltato la canzone di Alexander Rybak “That’s How You Write a Song” ho pensato che sarebbe potuta diventare una parodia sul tema del ritorno all’Eurovision Song Contest.

La stessa cosa è poi successa con “Say No No No” (parodia sul brano “Say Na Na Na di Serhat). All’inizio non sapevo che canzone usare e così ho iniziato ad ascoltare la playlist dell’Eurovision 2019 in continuazione, finché non mi è arrivata la giusta ispirazione. Ad oggi, parlando di video, è il migliore che abbia mai fatto.

Ti hanno mai contattato gli artisti dei brani di cui hai fatto le parodie?

Ehm, no, non mi ha mai contattato nessuno. Però l’anno scorso a Tel Aviv ho avuto l’occasione di conoscere Serhat e parlandoci insieme mi ha detto di aver visto la mia parodia sulla sua canzone. Gli ha fatto piacere.

Ti piacerebbe duettare con un artista eurovisivo?

Per fare una parodia sì, ma fuori da quel contesto no. Non sono un cantante, non sarei proprio all’altezza di duettare realmente con uno di loro. Tuttavia, sono un grande fan di Saara Aalto e non mi dispiacerebbe averla come ospite in uno dei miei video, sarebbe davvero divertente!

Ti piace la musica italiana e l’Italia in generale? Ci sei mai stato?

Certo! Per ora sono stato solo a Milano, ma spero presto di riuscire a visitare anche altre città, quali per esempio Roma. Non seguo molto la musica italiana, ma mi piace la figura dell’Italia all’Eurovision e i brani che mandate ogni anno, o quasi. Ho amato tantissimo “Soldi”, ma devo ammettere che questo anno non sono stato un grande fan di “Fai Rumore”.

Visto che hai menzionato “Soldi” di Mahmood, ti ricordi se la canzone era riuscita a raggiungere anche le classifiche turche?

Se non sbaglio sì. Mi sembra di averla vista nella classifica di Spotify, ma non saprei dirti se è riuscita a raggiungere anche quelle ufficiali. È un po’ difficile conoscere bene questi dati, in quanto in Turchia le classifiche musicali ufficiali sono a pagamento e quasi nessun magazine paga per metterle poi a disposizione delle persone; solo la TOP 3 viene resa pubblica.

L’anno scorso hai vloggato la tua esperienza a Tel Aviv day by day e i video sono venuti fuori davvero bene, complimenti. Hanno anche ottenuto parecchie visualizzazioni!

Grazie! Sì, l’idea di vloggare l’esperienza all’Eurovision 2019 è stata fantastica! Così ora ho dei ricordi da poter guardare. Ero accreditato come Press e mi sono sempre divertito un casino all’Euro-Club, anche se ammetto che avrei voluto fosse come a Stoccolma nel 2016, quando tutti i fan erano liberi di entrare e non solo le persone col badge. I fan migliorano tutto.

Ti manca la Turchia all’Eurovision?

Onestamente, sì. Per molte ragioni. Mi diverto lo stesso anche senza il mio paese in gara, ma mi dispiace un po’ non poterlo tifare in arena. Poi mi piacerebbe che se ne parlasse un po’ di più. Negli anni in cui il paese vi partecipava non si parlava d’altro, era uno degli eventi dell’anno. Ci univa.

Cosa ne pensi della cancellazione dell’edizione di questo anno? Qual è stata la tua prima reazione alla notizia?

Devo dire che non è stato un’enorme shock per me, ormai ci aspettavamo un po’ tutti che qualcosa sarebbe successo al Contest. Penso che sia stata la miglior decisione da prendere, la sicurezza e la salute sono cose con le quali non si scherza. Tuttavia, ammetto che la cancellazione mi ha fatto stare un po’ male. Mi dispiace davvero molto per gli artisti e per i brani che non ce l’hanno fatta a salire sul palco. Alcuni pezzi erano fantastici. Ma come vedi il tempo è passato e passerà, e in un battito di ciglia saremo già all’Eurovision 2021 e ci divertiremo anche per questo anno “perso”!

Rimanendo in tema Eurovision 2020, a chi vanno i tuoi 8, 10 e 12 punti?

I miei 8 punti vanno all’Azerbaigian, i 10 alla Russia e i 12 all’Islanda! Penso che Daði e la sua band Gagnamagnið avrebbero vinto l’edizione, ne sono sicuro! La coreografia era pulita, loro erano sicuri e la canzone immediata. All’Eurovision non vincono quasi mai due brani uguali uno dopo l’altro e questo era totalmente diverso rispetto ad “Arcade” di Duncan.

Poi mi sarebbe piaciuto andare in Islanda nel 2021, non ci sono mai stato. Peccato!

E per concludere, qual è la tua edizione eurovisiva preferita?

Uhh! Domanda tosta, non riesco a darti una risposta sola. Allora… porto nel cuore le edizioni del 2003 e del 2004, perchè abbiamo vinto e poi ospitato l’evento. Invece prendendo in considerazione tutta l’esperienza, allora ti dico che la mia edizione preferita è stata quella del 2019, a Tel Aviv. La combo Eurovision + mare è perfetta, mi sembrava di stare in paradiso.

Potete seguire Fatih Melek su YouTube, Instagram e Twitter.

Grazie Fatih per il tempo e l’occasione che ci hai concesso!

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