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Intervista|Gjon’s Tears, rappresentante della Svizzera all’Eurovision 2021

Gjon’s Tears avrebbe dovuto rappresentare la Svizzera nella prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2020, il 12 Maggio a Rotterdam. Sfortunatamente, a causa dell’emergenza sanitaria e la successiva cancellazione, ciò non è stato possibile. Tuttavia, a poche settimane da tale notizia, Gjon’s Tears ha concesso a noi di Eurovision IN un’intervista per poter parlare delle sue aspettative per i prossimi mesi e della prossima edizione dell’Eurovision.

L’intervista 💬

Prima di parlare della cancellazione e di tutto quanto è successo, vorrei parlare del processo di selezione. Come ha funzionato la selezione svizzera? Come e quando ti hanno contattato?

Tutto iniziò dopo la mia partecipazione a The Voice of France. Subito dopo mi è stato, infatti, proposto di prendere parte ad un Camp per la realizzazione di alcuni brani. Non mi fu comunicato a cosa sarebbero stati destinati quei brani, probabilmente per non mettermi pressione o semplicemente perché io stesso non ero molto convinto di voler partecipare all’Eurovision. Non volevo diventare solo un ragazzo dei talent, ne ho già alle spalle un paio. Non volevo diventasse un circolo vizioso. Poi, però, ho compreso che l’Eurovision fosse una grandissima opportunità per me.

Per quanto riguarda il brano, è stato realizzato in una giornata. Ed è straordinario se penso che quella era la prima volta che lavoravo con quelle persone.

Sei d’accordo con la decisione di non poter presentare le stesse canzoni il prossimo anno?

Innanzitutto, devo dire di essere rimasto più sconvolto dal fatto che non sia stata proposta subito un’alternativa, rispetto alla cancellazione stessa. Fino a pochi giorni prima dell’annuncio, gli organizzatori continuavano a dirci che la competizione ci sarebbe stata. Comprendo, ovviamente, i motivi della cancellazione, anche se non capisco perché non sia stato semplicemente rimandato. L’Eurovision alla fine è una tradizione. In più, sono deluso dal fatto che non rimangano gli stessi artisti con gli stessi brani. Comprendo che ci sarebbero disagi per quei paesi che hanno selezioni importanti e molto seguite, come l’Italia stessa, ma alla fine questi artisti hanno comunque vinto. Penso si potrebbe fare un’edizione speciale di questi festival senza mandare il cantante, però non decido io quindi…

Qual è il messaggio che volevi trasmettere con la tua canzone? Perché hai deciso di cantare in francese e non in inglese?

Volevo parlare in modo diretto al pubblico, e penso che il francese sia la lingua perfetta per questo. In francese non puoi nasconderti molto dietro alle parole, al contrario dell’inglese c’è una parola precisa per ogni cosa.

Per quanto riguarda il tema del brano, volevo parlare di qualcosa che non ho mai affrontato nei miei brani. Da un lato, volevo che il brano parlasse di tutte quelle domande esistenziali che ci poniamo. Con il testo di questo brano volevo trasmettere il senso di vuoto che spesso ci accompagna. Infatti, durante tutto il brano mi faccio molte domande e poi durante il ritornello richiedo che mi si venga data una risposta. Volevo un brano che non fosse troppo cliché o che affrontasse temi ampiamente cantati. Dall’altro lato, volevo un brano che parlasse delle origini. Quando ero piccolo la gente ha sempre voluto sapere da dove provenissi, se mi sentissi più albanese o svizzero. Mi hanno sempre chiesto da dove provenissi, chi fossi… e non ho mai capito perché dovessi scegliere. Dopo anni e anni, ho capito che devo essere me stesso e non vergognarmi delle mie origini. La nazionalità non ci definisce affatto ed è questo uno dei temi di questo brano.

Alcune voci dicono che prima hai provato a partecipare alla selezione albanese, è vero?

In verità, Alketa mi contattò verso la deadline di iscrizione del Festival albanese. Parlai subito con la delegazione svizzera dicendo loro ciò. All’epoca non sapevo che sarei stato selezionato per la Svizzera, ero solo uno dei 10 nomi rimasti in corsa. Ero molto confuso e non sapevo cosa fare. Chiamai il capo delegazione svizzero e lui mi disse che la cosa importante era che la mia voce venisse scoperta e mi consiglio di iscrivermi anche nella selezione albanese, così da avere un’opportunità in più. Alketa mi chiamò la domenica prima della chiusura delle iscrizioni, fissata per il martedì successivo, dicendomi che dovevo assolutamente esserci e che la mia voce è straordinaria. Mandai quindi il medesimo brano alla selezione albanese. Poco dopo mi rispose dicendomi che aveva già preso troppa gente e di essere stato escluso perché ero stato uno degli ultimi presi. Ci rimasi male perché mi disse ‘‘sei la prossima voce albanese’’ e poi mi scartò. Quindi so cosa provano gli artisti non confermati per la prossima selezione.

In ogni caso, per me la nazionalità non importa. Non sono così patriotico, amo le mie origini, ma la nazionalità non mi definisce. Albania o Svizzera non importa, per me sarebbe stato comunque un onore.

Puoi dirci come sarebbe stato lo staging a Rotterdam?

Posso fare di più, posso fartelo vedere! L’idea era di rompere la concezione di un brano ballad. Giocare con le luci e di rendere dinamica una cosa statica. Ho chiesto se potevo rendere pubblica l’idea, ma non credo sarà possibile, perché molto probabilmente l’idea verrà ripresa se il prossimo brano sarà sempre una ballad.

[Sfortunatamente non mi è stato concesso di riportare quanto ho avuto la possibilità di vedere, quindi cercherò di rendere l’idea con poche righe. >> Gjon vestito con un’ampia camicia è intento, mediante movenze delle mani, a dare un tocco quasi teatrale al brano. Un gioco di camere e inquadrature completa il quadro e riporta in essere le atmosfere del video ufficiale. Uno staging promettente e adatto al brano, questo appare chiaro dalla visione del video che mi è stato mostrato.]

Ti è piaciuto qualche brano di questa edizione?

Ammetto di non aver avuto modo ancora di sentirli proprio tutti, sono molto impegnato tra interviste e video al momento, devo confessarlo. Tuttavia, alcuni di quelli sentiti mi sono piaciuti molto. Devo dire anche di aver guardato anche Il festival di Sanremo e ‘‘Fai Rumore’’ e mi è piaciuta molto. Ho apprezzato anche il brano albanese, meno nella versione inglese devo dire. Poi, il brano islandese mi piace molto, soprattutto quel crescendo iniziale. Quei vibes ’80 sono pazzesche. Sicuramente amo il brano australiano, anche se la performance della selezione australiana non l’ho trovata al massimo, lei può fare molto di più.

 Devo comunque dire che man a mano che vedevo uscire i brani leggevo commenti come ‘‘ci sono troppe ballad’’, e la cosa iniziava a spaventarmi *ride*.

Ci sono artisti che ispirano le tue produzioni?

Moltissimi. Non solo artisti, ma anche solo i brani. Ci sono artisti che mi ispirano, ma non i loro brani, e viceversa. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Per esempio, amo la pazzia di Grace Jones. E devo dire che sono molto aperto in fatto di musica. Non amo tutto, ma sono attento a non precludere nulla. Per esempio, non amo l’heavy metal, ma poi sono stato ad un concerto e ho amato la connessione che si è creata tra il cantante e la gente che era lì.

Sei nato in Svizzera, ma hai origini albanesi. Come vivi il multilinguismo/multiculturalismo in Svizzera? Segui la musica e la cultura tedesca o italiana? Oppure ti limiti al mondo francofono?

Sono interessato alla musica proveniente da tutte le culture, ascolto molto anche i brani proveniente da quei mercati musicali.

Hai già pensato a qualcosa per il 2021? Stai pensando di cantare di nuovo una canzone in francese?

Onestamente, credo che la differenza tra il partecipare la prima volta e il ritornare sta nel fatto che la prima volta sei tenuto a dimostrare qualcosa. Il che non vuol dire che il prossimo anno posso presentare qualsiasi cosa e la gente mi sosterà a prescindere. Ma probabilmente saranno più propensi a farlo. Sono molto contento di fare parte attivamente di questa comunità ancora per un anno. Il problema ora non è tanto il brano, ma pensare al risultato finale, ed al momento nulla è stato definito: sarà un brano catchy, una ballad… chi lo sa? Molto dipenderà da con chi lavorerò.

Vuoi mandare un messaggio ai nostri lettori?

Grazie mille per il supporto, abbiate cura di voi. Usate questo periodo per dimostrare alle persone che tenete a loro, perché alla fine questa è la cosa più importante. E ci vediamo il prossimo anno!

Grazie Gjon’s per l’intervista e buon lavoro per i prossimi mesi!

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