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Intervista | KEiiNO, rappresentanti della Norvegia all’Eurovision 2019

Dopo aver vinto i cuori di tutta Europa e Australia all’Eurovision 2019 con la bellissima “Spirit in the Sky”, i KEiiNO hanno continuato a fare musica e ad esibirsi live, restando sempre fedeli a loro stessi.

Con il nuovo singolo uscito “Would I Lie” — che affronta un tema importantissimo oggigiorno — e l’album di debutto OKTA in uscita domani, abbiamo raggiunto e intervistato il supergruppo norvegese composto da Alexandra Rotan, Tom Hugo e Fred Buljo (che per l’occasione non è riuscito ad essere presente).

KEiiNO | ©

L’intervista 💬

I KEiiNO non sono la vostra prima esperienza musicale, avete tutti avuto un po’ di carriera prima. Com’è nato questo supergruppo?

Tom | Tutto è iniziato dal brano. Io e mio marito volevamo scrivere un brano sull’accettazione delle minoranze e di conseguenza è stata una scelta molto naturale per noi quella di includere un compositore e artista Sami, la popolazione indigena della Norvegia, nel nostro progetto. Così siamo venuti in contatto con Fred e abbiamo iniziato “Spirit in the Sky”. C’è stato fin da subito un buon feeling, ma ci siamo ben presto accorti di necessitare anche di una forte presenza femminile. Ho conosciuto molto bene Alexandra l’anno prima, al Melodi Grand Prix 2018, dove entrambi abbiamo partecipato da solisti, e mi ricordo di essere stato veramente colpito dalla potenza della sua voce. Volevo fosse lei a cantare con noi, così le ho inviato la demo di “Spirit in the Sky” e fortunatamente la canzone le è piaciuta.

Alexandra | Oltre al brano, a me è piaciuta proprio l’intera idea dietro al progetto. Siamo tre persone che non si sono mai sentite appartenere a qualcosa, a qualche modello standardizzato. Siamo tre persone che differiscono dall’ordinario, ognuno per motivi diversi, e speriamo che le persone che come noi non si sono mai sentite appartenere a qualche modello, ora si sentano parte di noi. Io mi sono sentita parte di una nuova famiglia, sono stata accettata per quella che sono veramente.

I KEiiNO sono sempre stati fin dall’inizio un progetto a lungo termine o avevano solo l’obbiettivo e scopo dell’Eurovision Song Contest?

Alexandra | Praticamente tutti e tre eravamo d’accordo fin da subito sul fatto di continuare in qualche modo ad essere una band anche dopo il Melodi Grand Prix ed eventualmente l’Eurovision Song Contest. Amiamo lavorare insieme, amiamo scrivere canzoni su temi importanti e amiamo la fanbase che stiamo creando.

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Parlando dell’Eurovision 2019, com’è stata la vostra esperienza?

Alexandra | Dal mio punto di vista, l’Eurovision è stata la cosa più pazzesca che mi sia mai accaduta. È tutto così professionale, serio, ma anche divertente. Sono molto felice che con me ci siano stati anche Tom e Fred, non avrei voluto andarci da sola, penso che sarebbe stato tutto più stressante. L’Eurovision Song Contest è stata una meravigliosa esperienza, considerando anche che le persone hanno ascoltato la nostra canzone e hanno colto a pieno il tema che abbiamo voluto portare sul palco. Abbiamo davvero amato l’essere lì.

Come siete stati accolti in Norvegia dopo aver vinto il televoto?

Tom | È stato davvero impressionante il ritorno. D’improvviso la nostra canzone è saltata in cima alle classifiche e siamo stati invitati a partecipare a molti eventi e concerti nelle settimane successive, sia in patria che all’estero, tipo al MADO, il Pride di Madrid. Sono tutte cose che sicuramente non sarebbero successe se non avessimo impressionato le persone di tutta Europa all’Eurovision Song Contest.

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Abbiamo notato che l’anno scorso voi artisti eravate molto uniti tra di voi. Sono nate delle forti amicizie che stanno tutt’ora continuando?

Alexandra | Certo! Io sono ancora molto in contatto con Duncan, in quanto ogni volta che avevamo le prove a Tel Aviv, prima di salire sul palco, stavamo insieme a chiacchierare dietro le quinte. In estate è anche venuto qui in Norvegia, ospite anche lui del concerto VG-lista, e ci siamo incontrati di nuovo. Ogni tanto mi sento anche con le Tulia (Polonia 2019).

E con Mahmood avete fatto amicizia?

Tom | Praticamente con Mahmood mi ricordo di essere andato a caccia di bagni all’EXPO Tel Aviv. Eravamo io, lui e Duncan e durante le prime prove avevamo bisogno di andare in bagno e ci siamo messi insieme per cercarne uno, abbiamo messo su una buona squadra! (ride, ndr)

Quest’anno siete stati ospiti della selezione nazionale Islandese e avreste dovuto anche essere al London Eurovision Party. Presumo quindi che abbiate ascoltato un po’ di canzoni di questa edizione eurovisiva, qual’è la vostra preferita?

Tom | Ne ho un paio in verità. La Bulgaria è bella, la Svizzera non è assolutamente male, la Lituania mi piace davvero un sacco e anche l’Islanda! Daði è davvero alto, è il ragazzo più alto che io abbia mai visto!

Alexandra | Anche a me piace molto la canzone dell’Islanda! Dopo esserci esibiti a Söngvakeppnin ho ascoltato “Think About Things” di continuo per un paio di giorni!

Arrivando al presente, poche settimane fa è uscito il vostro nuovo singolo in collaborazione con gli Electric Fields dall’Australia. Com’è nata la collaborazione e che temi affronta “Would I Lie”?

Tom | Subito dopo l’Eurovision 2019 abbiamo detto ai media che volevamo scrivere canzoni e collaborare con altri artisti di origine indigena da tutto il mondo. È stato poi il Capo Delegazione australiano a venire da noi e consigliarci di parlare con gli Electric Fields, che avevano partecipato alla selezione nazionale Eurovision: Australia Decides quell’anno. Mi è davvero piaciuta la loro canzone “2000 and Whatever”, così ci siamo messi in contatto con loro. Quando ci siamo ritrovati in studio ad Adelaide con Zaachariaha e Michael, durante il nostro tour Australiano, non è stato affatto difficile trovare un tema che mettesse d’accordo entrambe le parti. “Would I Lie” è una canzone di avvertimento di un componente di una relazione all’altro, in un rapporto che ormai non funziona più: quello tra natura e uomo. Il mondo, Madre Natura, è come se dicesse a noi umani “Ehi umani, cosa state facendo? Non vedete che questa non è la giusta direzione?”.

Durante il vostro tour Australiano avete avuto l’opportunità di collaborare anche con altri artisti nativi?

Alexandra | Si! Durante la tappa di Brisbane abbiamo avuto modo di stare in studio e collaborare anche con un’altra band nativa, i Te Hau Tawhiti. La canzone, che si intitola “Roar like a Lion”, sarà presente nel nostro nuovo album “OKTA”, che uscirà presto.

A proposito di album, cosa vuol dire “OKTA”? C’è una data ufficiale di uscita? Quante canzoni conterrà?

Alexandra | “OKTA” vuol dire “Uno” in sami, la lingua di Fred. L’Album uscirà il 15 Maggio, un giorno prima quello in cui si sarebbe dovuta svolgere la Finale dell’Eurovision 2020 e al suo interno ci saranno 10 brani, alcuni nuovi, altri che sono già usciti come singoli.

Vi piacerebbe tornare all’Eurovision Song Contest in un futuro?

Alexandra | Beh, a quale artista non piacerebbe? Nel senso, è stata davvero un’esperienza pazzesca. Se i norvegesi ci vorranno ancora, perchè no?

Tom | L’esperienza del 2019 è stata davvero magnifica e se un giorno dovessimo tornare, o provarci tramite la selezione nazionale, allora dovrà essere con una canzone di cui siamo davvero, ma davvero, orgogliosi, a tal punto da dire “Ok, non importa come andrà e in che posizione arriveremo, questa è una canzone che dobbiamo mostrare al mondo”.

Come state vivendo questa situazione dovuta alla pandemia? Immagino che abbiate avuto moltissime cose programmate per queste settimane e mesi.

Alexandra | Purtroppo si, molte cose stanno andando diversamente. Noi lavoriamo da casa, un po’ come tutti, e continuiamo a scrivere canzoni. Tuttavia, avevamo molti concerti programmati e stavamo anche organizzando un tour per il nuovo album. Tutto è stato messo in pausa. Fortunatamente abbiamo i social media, così noi tre ci possiamo comunque sentire. Mi mancano molto Tom e Fred, siamo abituati a vederci quasi ogni giorno.

Cover album OKTA | ©

Potete pre-ordinare/comprare OKTA cliccando qui. Domani su YouTube il gruppo terrà uno speciale Release Concert.

Takk KEiiNO for at du har gitt oss intervjuet. Eurovision IN-teamet ønsker deg det beste.

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