manizha eurovision 2021
Foto: Egor Shabanov

Intervista | Manizha, l’importanza di far sentire la propria voce

Fresca della partecipazione all’Eurovision 2021, Manizha ha accettato di fare una chiacchierata con noi su quello che il concorso ha rappresentato per lei ed il futuro.

Un artista completa pronta a far sentire la sua voce, senza maschere o paura delle conseguenze.


L’intervista 💬

Ad un mese dall’Eurovision 2021, sei soddisfatta del risultato raggiunto? Quale ricordo ti porterai nel cuore?

Mi sento felice, onestamente. Prima dell’Eurovision non ho mai pensato alla vittoria o alla posizione finale, il mio obiettivo era semplice ma anche difficile allo stesso tempo. Volevo mostrare alle persone del mio paese che hanno dei diritti e che devono agire per cambiare le loro vite. Il mio paese è caratterizzato da molte contraddizioni e questa esperienza rappresentava per me un’opportunità di trasmettere questo messaggio.

Sul palco dell’Eurovision ti sei presentata con un vestito particolare, il cui messaggio di certo non è passato inosservato, ma che ne sarà ora di esso?

L’idea principale è quella di metterlo all’asta ed i proventi saranno destinati all’organizzazione di beneficenza che intendo far avviare. Essa avrà come obiettivo di aiutare le donne del Caucaso che subiscono la violenza domestica, ma anche i migranti e rifugiati. Si tratta di un’azione importante, soprattutto per quest’ultimi poiché non hanno i documenti necessari per poter svolgere il tutto da soli. Io e mia madre stiamo lavorando da due anni per far avviare queste organizzazioni e finalmente siamo giunte ai preparativi finali. Quindi, l’obiettivo è di vendere il vestito e di aprire la struttura a settembre.

Tu sei anche ambasciatrice ONU per i rifugiati, da dove viene questa spinta per agire nel sociale?

La mia esperienza personale, certamente. Ero una bambina rifugiata e ho visto la guerra in Tagikistan, ho assistito al modo in cui i miei sono scappati dalla guerra. Ho avuto modo di sperimentare quanto sia difficile alzarsi ed essere compresa dagli altri. Quando ero una ragazzina non avevo nessuno che mi potesse aiutare in ciò, avevo però la mia famiglia. Loro mi hanno fatto capire che tutto si può superare dandosi una mano a vicenda, quanto sia importante tendere una mano di aiuto. Quando avevo quindici anni ho assistito a numerosi episodi di violenza domestica e non sapevo come uscirne da ciò. Quindi credo sia importante mostrare alle persone come uscirne e quanto sia necessario tendere una mano, e non solo attraverso l’azione promossa dai governi, ma attraverso i media, blog, film, musica… Per questo, ora che il mio pubblico è aumentato in maniera esponenziale, sento una responsabilità maggiore, e questo mi porta a ragionare bene prima di dire qualcosa. Le cose che dico possono aiutare chi mi ascolta, uscire dalla violenza domestica, sopravvivere alla merda che capita nella loro vita… Credo ci sia più bisogno di aprire maggiormente di aprire i nostri cuori, di non essere spaventati di aprire i nostri cuori.

Durante le conferenze all’Eurovision hai detto “addio patriarcato, benvenuta uguaglianza di genere”. Pensi che viviamo ancora in una società patriarcale? Cosa pensi che ognuno di noi possa fare per migliorare la situazione?

Sfortunatamente viviamo ancora in una società patriarcale, ma credo che ognuno può fare la propria parte nella sua vita. Se ti senti a disagio con il sistema patriarcale nella tua vita, fai qualcosa. Primo step, se non sei d’accordo con una cosa, non farla. Dall’altro lato, se sei d’accordo con il patriarcato, dillo chiaramente: sostengo il patriarcato. Dobbiamo essere onesti con noi stessi.

Penso il patriarcato sia molto aggressivo e sfortunatamente l’attivismo è un posto che richiede urlare la propria posizione. Tuttavia, non è normale dover urlare per far valere la verità. Dovresti sentirti a tuo agio facendo attivismo e non è giusto essere costretti a dover alzare la voce per essere ascoltati. Chiedo al mondo patriarcale di discutere con noi, non urlare. E lo stesso agli attivisti, c’è bisogno di discutere e trovare un dialogo piuttosto che urlarsi addosso. Per me questo tipo di performance, come quella dell’Eurovision, è un primo passo per avere un dialogo. Anche ora, ho questa conversazione con te, e ciò è stato possibile grazie alla mia esperienza eurovisiva.

Foto: EBU/Andres Putting

Il tuo brano per l’Eurovision ha sollevato numerose polemiche in patria, ti aspettavi queste reazioni così dure?

No, assolutamente. Sono una persona come tutte le altre, come essere umano non mi aspettavo tutto questo odio. Mi ha fatto molto male, ma ho capito che l’unica cosa da fare con l’odio è quella di cercare di rimanere fedeli a sè stessi. Se avessi deciso di non andare all’Eurovision dicendo ”non ci vado perché mi avete ferita”, non sarebbe stato giusto. Al contrario, dovevo salire su quel palco, cantare e sembrare una donna confidente. Ma non hai idea quanto sia stato difficile sembrare confidente quando nel backstage mi trovavo ogni giorno a piangere e dirmi ”No, non lo farò, non lo farò”. Ed il mio primo pensiero quando sono stati annunciati i risultati è stato ”Per favore, non voglio più subire questo odio ancora”. Il primo minuto per me è stato di terrore, ero spaventata. Ma poi mi sono detto ”Fanc*lo Manizha, hai fatto un ottimo lavoro! Hai fatto tutto giusto, lo hai davvero fatto!”. E sì, ho ancora molti haters che mi scrivono cose assurde, ma sono una grande lavoratrice e non ho altra scelta se non lavorare sulla mia musica e rimanere fedele a me stessa.

Ti piacerebbe ritornare in futuro all’Eurovision?

No, è stato molto difficile ed emotivamente impegnativo. Mi manca già l’esperienza eurovisiva, è stata una grande festa e tutti quelli che hanno lavorato dietro questa grande macchina sono stati molto gentili e disponibili. In questi tre mesi prima dell’Eurovision sono stata una reslilente, continuavo a dire alle persone ”Sono russa, certo che sono russa!”. Poi quando è arrivato l’Eurovision le persone continuavano a chiedermi ”Sicura di essere russa? Non ti stai comportando come una tipica russa”. Ed io continuavo a dire ancora di essere russa, e la cosa mi fa sorridere. Le persone vivono negli stereotipi, le persone credono tutti in Russia siano negativi e come i media dipingono questa nazione. Il mondo non è perfetto, tutti abbiamo lati positivi e negativi. Io sono venuta all’Eurovision per mostrare all’Europa e al mondo che ci sono molte persone belle nella nostra nazione, abbiamo persone con una mentalità aperta. E credo sia importante questa rappresentazione perché maggiore sarà più grande sarà il cambiamento e non solo per la Russia.

Parliamo del futuro, hai in cantiere un album? Stai pensando a rilasciare brani in inglese da ora?

Onestamente ancora non lo so, dopo l’Eurovision ho avuto una forte depressione. Molto probabilmente qualcosa sarà rilasciato prima di settembre. Ho molte canzoni pronte in inglese, e verso settembre sarà rilasciato un nuovo album. Ora ho un numero di fan maggiore in tutta Europa, e per me sorprendente. Vivo qui a Mosca e mai avrei immaginato di poter essere me stessa ed essere così amata dalle persone. Grazie anche a questo sostegno potrò uscire dalla mia depressione.

Hai un’estetica particolare e ben definita, qual è la tua ispirazione?

Credo un ruolo importante lo giochi l’energia che ci si mette nella performance. Puoi avere un bel vestito o una bellissima canzone, ma se non hai l’energia giusta le persone non ti percepiscono. Può capitare che gli artisti non cantino bene, ma la loro energia sia così pura da finire per piangere ascoltandoli. Sul palco cerco di sorridere di trasmettere un messaggio di forza, dimostrare alle persone che sono una persona come tutte le altre. Abbiamo questa distanza tra gli artisti e l’audience. Gli artisti spesso sono ”troppo artisti”, e li vedi e pensi ”non possono essere reali, non vengono da questo pianeta”, e per me non è buono. Vengo da questo pianeta, ho gli stessi problema del cavolo di tutti: non riesco a perdere peso, ho la cellulite, piango molto, posso essere depressa. Per questo quando salgo sul palco e faccio queste cose pazze e solo perché mi sento me stessa così, sono una persona reale

Con chi ti piacerebbe collaborare?

Tyler the Creator, lo amo. Amo Cher, la adoro, mi piacerebbe cantare con lei e spero possa capitare ride. Mi piace Tina Turner, è pazzesca sul palco e Bob Marley, un grande attivista che ha fatto moltissime cose.

Ti posso dire di aver ricevuto richieste da artisti italiani, però non posso svelare ancora di chi si tratta.

Siamo un sito italiano e qui il sostegno nei tuoi confronti è stato notevole. Vorresti lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Sono stata in Italia tre volte e mi sono sempre sentita benissimo, il cibo era perfetto, le persone stupende. Siete sempre sorridenti e felici, e sono molto grata che ascoltiate la mia musica. Vi ringrazio per avermi votata all’Eurovision e per il supporto. Siete delle persone molto forti e per me siete un esempio. Credo in Russia ci sia bisogno di sorridere di più come accade in Italia. Il mio commento favorito su Youtube è stato ”Manizha ha risvegliato la ragazza russa dentro di me, ma sono un uomo italiano” ride. Grazie molte per tutto questo.

Manizha, Russia, First Semi-Final, Rotterdam Ahoy, 18 May 2021
EBU / ANDRES PUTTING

Grazie a Manizha per questa bellissima intervista in cui ci ha messo in luce diversi aspetti di un’artista complessa e dotata di grande umanità.

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