Foto: Momo | Collage: EIN

Intervista | Momo, Delegation Host dell’Australia all’Eurovision 2022

L’Eurovision Song Contest 2022 è finito da un po’, ma tra gli eurofan è ancora viva la sensazione di gioia per l’evento unico vissuto durante la settimana del 10 maggio 2022. Tra i cartelloni ancora presenti in giro per Torino, e la rimozione delle strutture al Pala e fuori ancora in corso, abbiamo pensato di raggiungere Momo, uno dei volontari dell’Eurovision 2022 nonchè Delegation Host dell’Australia, per farci raccontare la sua esperienza!


L’intervista 💬

Ciao Momo, grazie per essere qui a raccontarci della tua esperienza all’Eurovision 2022! Per cominciare raccontaci un po’ di te.

Ciao a tutti sono Momo! Ho 28 anni e studio ingegneria civile al Politecnico di Torino. Sono libanese di Beirut e vivo qui per studio ed anche per amore! Sono fan dell’Eurovision da 5/6 anni circa e l’Eurovision 2022 è stata la mia prima edizione live e da dentro.

Sei stato uno dei 3 Delegation Hosts dell’Australia. Sheldon ha condiviso sul suo profilo Instagram alcune immagini dei volontari che lo hanno seguito, come quelle dell’arrivo all’aereoporto, mostrando sempre la sua gratitudine.

Davvero? Credo di essermi perso quelle stories! Però è vero, lui ci ha sempre incluso sui suoi social! È davvero un patato!

In cosa consisteva il tuo ruolo? Cosa fa un Delegation Host? E com’è stato il processo di selezione?

Il mio ruolo richiedeva assistenza. In pratica aiutavo la delegazione con i documenti, i giri per la città ed ho anche aiutato l’Head of Press. Ho avuto la possibilità di fare due lavori con lei per delle interviste, ed è stato bellissimo. Alla fine non eravamo lì solo per assisterli, ma eravamo quasi parte del team!

Per quanto riguarda la selezione, essa è avvenuta in maniera molto organizzata e ben fatta, è stato interessante e bello farne parte!

Momo e le altre due Delegation Hosts aspettando Sheldon all’Aeroporto | Foto: Momo

Cosa ne pensi a proposito delle polemiche da parte di certi schieramenti politici sullo sfruttamento dei volontari? È quasi diventato un caso istituzionale!

Quando mi candido ad un tirocinio so che è un tirocinio e che guadagnerò 600 euro, non posso dire che sono sfruttato. Lo stesso vale per i volontari: ci siamo candidati con la nostra volontà, mettendo a disposizione la nostra disponibilità. Nessuno è stato sfruttato, non so perché questa polemica sia nato proprio quest’anno a Torino, poiché è stato sempre così ad ogni edizione. L’unica differenza è che forse di solito i volontari sono super fan dell’Eurovision, in Italia non è stato così.

Io non sono stato sfruttato, anzi. Ringrazio per questa opportunità, c’è chi avrebbe pagato per stare al mio posto. Ripeto c’è scritto “Volontario”, e se non fa per me non mi candido. La politica c’è sempre per rovinare momenti del genere… Ci sono stati anche volontari dall’estero, solo per vivere questa esperienza. Ho parlato con ragazzi dalla Turchia, Spagna, Albania che forse studiano qui, ma so che c’erano anche dei candidati che venivano appositamente da fuori Italia.

Quindi possiamo mettere fine alla polemica dicendo che non si è trattato assolutamente di sfruttamento, bensì solo di propaganda?

Assolutamente! Per concludere la polemica posso dire che conoscere i cantanti e le delegazione non ha prezzo, fidati! Ho avuto modo di scoprire un lato di loro che non si vede in televisione, e ne sono grato.

Parlando poi della parte pratica, noi eravamo 3 Delegation Hosts ed avevamo dei turni tra di noi. Una giornata divisa in due o tre ed il giorno dopo, a turno, era di riposo per uno di noi. Avevamo un buono pasto al giorno, l’abbonamento per i mezzi, un voucher taxi se facevamo tardi… caffè ed acqua gratis!

Cambiando discorso, puoi raccontarci dei momenti vissuti con la delegazione australiana ed in particolare con Sheldon Riley?

È stato divertente, noi tre Delegation Hosts eravamo quasi sempre assieme e quasi sempre con la delegazione, ci hanno fatto sentire parte del gruppo. Un episodio bello è stato quando Sheldon una volta arrivato a Milano ci ha chiesto “Come vi vestite per la Venaria?”, perché non ci voleva in divisa!
Io volevo mettermi i tacchi bianchi per la Reggia, ma purtroppo non ho trovato niente, allora Sheldon mi ha scritto: “Aren’t mine white enough for you?” e mi ha portato i suoi tacchi. Mi ha chiesto se fossero comodi, al che ho risposto di sì, e lui “Ok, you can keep them Momo, they’re yours!”.

Momo con i tacchi di Sheldon Riley all’Opening Ceremony dell’Eurovision 2022 | Foto: Momo

Quindi si respirava un clima molto confidenziale e di amicizia a quanto pare…

Tutti erano amici! La delegazione prima di partire ci ha lasciato dei messaggi bellissimi ringraziandoci per quello che abbiamo fatto. Le giornate erano molto belle ed easy! Ovviamente ogni tanto non mancava lo stress! Ti racconto questa: è stato bellissimo quando Sheldon, assieme alla sua stilista ed il suo partner è arrivato in monopattino ed abbiamo mangiato assieme al Burger King al Parco Dora seduti sui tavolini esterni. Mentre, dopo la finale siamo andati tutti a ballare al Centralino (una discoteca del centro di Torino ndr).

Parlando della finale, come ha preso i risultati la delegazione? Tutti si aspettavano di vedere l’Australia almeno in Top 10.

Con la votazione della giuria Sheldon era tra i primi 10, poiché ha preso molti 6 e 8 punti. Meritava però sicuramente di meglio, ma il pubblico ha scelto così. Per il resto ci siamo divertiti tutti, nel backstage abbiamo fatto diverse volte festa con spritz e birra! Oltre ad andare a ballare la sera!

C’è qualcosa che non ti è piaciuta di questa esperienza?

La divisa! Era un po’ bruttina, e poi quel colore arancione… (ride).

Tornando seri, una cosa brutta erano certe persone che lavoravano dentro (non tra i volontari) che erano poco informate e non sapevano l’importanza di ogni Pass o soprattutto di un Delegation Host. Ad esempio, durante la finale quelli della sicurezza non mi facevano passare per andare in dressing room con Sheldon. Lui era lì dicendo che gli servivo. Ma la tipa della sicurezza, anche in modo un po’ sgarbato, continuava a dirci di no! Sono riuscito a divincolarmi, e le ho detto di fare bene il suo lavoro! L’abbiamo fatto non solo con lei: anche con altri della sicurezza ci capitava di passare sotto al loro braccio per dirigerci dove dovevamo andare! Non abbiamo mai capito il perché di ciò…

In generale, come ti è sembrata l’organizzazione di questa edizione all’italiana? La delegazione australiana ha avuto qualcosa da ridire a riguardo?

Con uno show di tali dimensioni, nessuno sarà mai contento al 100%. Ma devo fare i complimenti a chi ha organizzato il tutto, perché non è facile, soprattutto con le misure anti-Covid e per l’aspetto della sicurezza. Per quanto riguarda gli eventi, mi aspettavo di più.

Hanno concentrato tutto in un’unica zona (il Valentino ndr.) che non offre tanto. Bar e ristoranti aspettavano questo evento per lavorare, invece alla fine lì c’era solo un chiosco con un panino a 5 euro. Sarebbe stato logico mettere 2 o 3 maxischermi sparsi per la città, dove la gente poteva uscire seguire lo show e mangiare qualcosa in qualche locale vicino. Inoltre, l’Eurovision Village sembrava fake. Troppa pubblicità di cose che non c’entravano nulla. Mi aspettavo gadget ESC dagli sponsor, caffè gratis, Martini…

Per quanto riguarda la delegazione australiana era autonoma in tutto, ed erano abbastanza ben organizzati per conto loro, ad esempio avevano uno o più autisti privati, ed in sostanza erano autonomi in tutto.

Per concludere, domanda di rito, qual è la tua canzone eurovisiva preferita in assoluto?

Direi “Spirit in The Sky” dei Keiino e “Rise Like a Phoenix” di Conchita.

E invece la tua canzone preferita di quest’anno?

Quella della Romania! Ma anche la canzone serba! Ce l’ho sempre in testa!

Momo con WRS (Romania) e Michael Ben David (Israele) | Foto: Momo

Prima di salutarci vorrei chiederti una cosa in occasione del mese del Pride: per te, cosa rappresenta l’Eurovision per la comunità LGBTIQ+?

Dico ai miei amici che l’Eurovision è il secondo evento gay dopo il World Pride! Lì dentro mi sono sentito molto a mio agio! La parola magica era “Feel free, be proud!”. Un po’ il messaggio che c’è all’interno delle canzoni di Romania, Israele ed Australia. L’Eurovision è un momento molto bello e serio per far arrivare dei messaggi bellissimi a tutto il mondo con la musica!


Grazie mille a Momo per la sua gentilezza e disponibilità! In occasione del Pride Month condividiamo appieno le sue parole: Feel Free, Be Proud!

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