Foto: Fabrizio Cestari

Intervista – Pride | Senhit ed il suo motto “stay freaky”

Qualche giorno fa abbiamo intervistato Senhit, la rappresentante di San Marino ad Eurovision Song Contest 2021. Con lei ci siamo anche intrattenuti su un tema che ci sta particolarmente a cuore: il rapporto tra Eurovision e comunità LGBTIQ+.


L’intervista 💬

Non è mai chiaro se è stata la comunità LGBTIQ+ a seguire Eurovision o Eurovision a seguire la comunità. Tu hai una tua idea?

Questa è chiaramente una cosa che ho percepito subito e mi piace molto. Non so se sia così ma almeno io trovo che Eurovision trasmetta una grande sensazione di libertà, non solo sessuale ma proprio intesa come libertà artistica, culturale, in generale. Nel 2011 ho subito capito che questa manifestazione ti da una grandissima possibilità di esprimerti senza alcun tipo di pregiudizio. Siamo tanti paesi, che cantano generi diversi in mille lingue diverse e questo ti mette già in una condizione di non avere alcun tipo di limite. È proprio una festa inclusiva, in tutti i sensi.

Poi se il target che maggiormente segue Eurovision è quello LGBTIQ+ ben venga. Forse è il pubblico più divertente. E me ne sono accorta da chi mi segue sui social.

Uno dei momenti più significativi degli ultimi 10 anni di Eurovision per la comunità LGBTIQ+ è stata la vittoria di Conchita Wurst? Tu hai voluto reinterpretare quella canzone. Conchita lo ha visto?

Certo che ha visto il mio video e avevamo anche cercato Tom per farlo come duetto ma non c’era stato il modo per via dei suoi impegni. Poi con la situazione di Flo Rida che era in forse, a me e Luca (Tommassini) è venuto in mente di ricontattare il team di Conchita per riportarla sul palco di Eurovision con me. Io volevo assolutamente essere insieme ad un personaggio forte e quello di Conchita lo è sicuramente.

Dopo qualche dubbio iniziale ha accettato di accompagnarmi a Rotterdam, ma si è materializzato Flo Rida e quindi tutto è sfumato. Ci siamo comunque sentiti prima della semifinale e ci siamo promessi di lavorare insieme in futuro.


Secondo te Eurovision ha la capacità di migliorare la vita delle persone LGBTIQ+?

Direi proprio di sì e me ne accorgo ogni giorno sui miei canali social. Tante persone che ringraziano me e gli altri artisti per farli sentire parte di una grande famiglia. Si sono sentite ascoltate, capite e sollevate. Io faccio quello che so fare ed è cantare, chiaramente con Luca (Tommassini) abbiamo usato anche dei messaggi diretti nel nostro #FreakyTripToRotterdam però non credevo di avere questo impatto.

E se nel mio piccolo sono riuscita a fare già così tanto, mi sembra ovvio che una manifestazione grande come Eurovision possa davvero essere di aiuto a tante persone. Ed è importante che lo faccia.

Eurovision è una piattaforma che permette di passare messaggi importanti, diventa una sorta di megafono. E ci sono molte altre piattaforme di questo tipo, penso al Concerto del Primo Maggio. Secondo te Fedez ha fatto bene a fare quello che ha fatto?

È davvero una domanda difficile. Ha fatto bene a dire quello che ha detto ma forse avrei provato a decontestualizzarlo. Però è vero che se hai in mano un megafono diventa difficile decidere di non usarlo.

Quel messaggio era giusto, corretto e andava detto. Forse io non avrei usato quel palcoscenico perché legato ad un tema come il lavoro che poi è passato in secondo piano. Lui che ha un rapporto solido con Amazon avrebbe potuto creare lo stesso contenuto in un modo diverso, lasciando davvero sotto i riflettori il mondo del lavoro ed i lavoratori dello spettacolo.

Detto questo, ha fatto bene prendere una posizione (anche divisiva) visto che può creare un impatto molto forte sul pubblico.

In anni “normali”, senza pandemia, gli artisti eurovisivi vengono chiamati in giro per l’Europa (in Italia molto meno) ad esibirsi sui palchi dei vari Pride. Tu ci andresti?

Ma certo e lo ho anche già fatto. Qualche hanno fa (il 2018) ero sul palco del Bologna Pride con una cover band. Mi è piaciuto tantissimo e lo rifarei subito, ovunque, anche a New York.

Con il team di San Marino avremmo voluto fare tantissime cose, ma quest’anno per Eurovision e per il mondo è una annata particolare. Ci rifaremo il prossimo anno con i Pride e con tutti i Pre Party. Ve lo prometto.

Hai un messaggio per i nostri lettori?

Guardate sempre Eurovision perché è un programma sano e divertente. Seguitemi perché io sarò sempre una grande fan di Eurovision no matter what.

E ovviamente “stay freaky”. È il mio mantra e ci ho anche costruito una canzone.


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