Foto: Fabrizio Cestari

Intervista | Senhit, la sua avventura ad Eurovision tra 2011 e 2021

Il ventiduesimo posto nella finale di Eurovision Song Contest 2021 sta un po’ stretto a Senhit. Abbiamo incontrato la cantante bolognese e fatto con lei una lunga chiacchierata sulla sua esperienza a Rotterdam, e non solo.


L’intervista 💬

È passata qualche settimana dalla finale di Rotterdam. Come stai?

Dopo tutte le energie spese e la fatica, il mio corpo mi ha detto di riposarmi. Sono proprio crollata. Ho tenuto per quasi due anni e ora è il momento di un meritato relax. Sono contenta di aver seminato bene perché i frutti adesso stanno iniziando ad arrivare.

Il viaggio verso Rotterdam vuol dire anche #FreakyTripToRotterdam. Dobbiamo aspettarci un CD o un DVD che raccolga le varie tappe?

È buffo perché ci sono arrivate davvero tante richieste. E ci stiamo pensando concretamente. Non so ancora se sarà un cofanetto con le canzoni, i video o le foto. E nemmeno se metterlo in vendita o se regalarlo. Sinceramente non lo faccio per un mero ritorno economico ma proprio perché la gente possa aver qualcosa di “fisico”, un ricordo di questa avventura.

E questo vale anche con Adrenalina. Ho curiosato su eBay nei giorni scorsi ed il cd promozionale che distribuivamo a Rotterdam è stato messo in vendita a 300 euro. Giuro non me lo aspettavo.

Dell’esperienza di Rotterdam cosa ti sei portata a casa?

Sarà che era un anno che non suonavo dal vivo, sarà che è dal 2020 che sognavo di partecipare, ma a Rotterdam ero carica a mille. È stato stupendo e mi porto ancora addosso oggi le emozioni di quel momento.

Rispetto alla finale non nascondo che avevo delle aspettative diverse, ma va bene così. Le mie soddisfazioni le sto avendo comunque.

Ho conosciuto tanta bella gente e sto mantenendo ancora i contatti con loro. Con Barbara (Pravi, ndr), Stefania e Gjon (Gjon’s Tears, ndr) ci scriviamo ancora. Per me non era una gara ma pura voglia di divertirmi ed esibirmi dal vivo.

E poi c’è stata la sorpresa Flo Rida. Io ci ho sperato fino all’ultimo ma non era affatto scontato il suo arrivo. E secondo me abbiamo davvero creato la festa. Tanto che l’organizzazione locale ci ha collocati primi in semifinale e in chiusura della finale. Abbiamo aperto e chiuso lo show.

Parlando di Flo Rida e dell’incertezza del suo arrivo. A Rotterdam c’era davvero un piano B?

Prima di partire per le due settimane nei Paesi Bassi abbiamo aggiunto al team Jiggy, questo rapper italiano davvero bravo che fa parte dei Soul System (che hanno vinto X Factor 2016). Lui è stato bravissimo nell’aiutarmi nella prima settimana di prove per poi farsi da parte quando Flo Rida è arrivato.

Io nelle interviste a Rotterdam facevo la splendida ma non puoi capire lo stress psicologico nel non avere davvero idea se Flo Rida sarebbe arrivato o meno. E poi soprattuto non sapevo come sarebbe andata con lui. Fino al 18 maggio noi ci eravamo solo sentivi in conf call e poi sempre filtrati dai nostri rispettivi team. E alla fine invece tutto è sembrato naturale.

Quindi non c’è stato modo di provare con Flo Rida prima che arrivasse a Rotterdam?

Nei mesi precedenti ad Eurovision ci siamo parlati, anzi il mio team parlava con il suo team. La comunicazione insomma era abbastanza filtrata. Percepivo che c’era volontà di lavorare insieme e fare bene, ma sai essendo virtuale non puoi mai essere sicura che dal vivo sarà effettivamente così.

Sul palco sembravamo super coesi nonostante ci fossimo visti e conosciuti solo 4 giorni prima. E questo ora mi ha aperto tante porte oltre oceano. Non posso sbilanciarmi troppo, ma ci sono tanti progetti che bollono in pentola.

Sono stata proprio fortunata a trovare Adrenalina e a farci un lavoro certosino. Nonostante il risultato a Rotterdam mi sono detta “Senhit hai fatto una cosa enorme!”.

Senhit - San Marino - Grand Final - Eurovision Song Contest 2021 - Rotterdam Ahoy
Foto: EBU/Thomas Hanses

E la Senhit di Eurovision 2011 ha dato qualche consiglio a quella del 2021?

Le ha detto “ti devi schiodare, devi muoverti e divertirti”! Per paradosso nel 2011 mi vedevo vecchia anche se giovane anagraficamente. Ero forse un po’ superficiale ed acerba e non conoscevo nulla del Contest. Mi sono lasciata trascinare dalla delegazione e dalla tv di San Marino.

Però sono rimasta affascinata e mi sono detta che se capiterà di nuovo, e dovrò fare in modo che accada, lo avrei affrontato in modo totalmente diverso.

Nel frattempo ho fatto le mie esperienze lavorative in giro per il mondo e quando San Marino è tornato a bussare alla mia porta ero prontissima. Ho arruolato Luca (Tommassini, ndr) perché mi dava la possibilità di fare quello che volevo. Essere basata a Bologna, prodotta dalla Panini ma avendo sempre uno sguardo internazionale. E chi meglio di lui conosce il mondo dello spettacolo mondiale.

Dicevi di aver accettato subito la proposta di San Marino nel 2020. Non hai mai avuto ripensamenti?

MAI. Assolutamente mai. Ho immediatamente detto di sì nel 2020.

Sono molto felice di aver fatto Eurovision quest’anno anche con la vittoria italiana, perché finalmente ha aperto una breccia nel pubblico italiano.

Diciamolo, l’Italia non ha mai dato tanto spazio ad Eurovision se confrontata con il resto d’Europa. Per farti un esempio, una volta sono stata a Londra ospite di mio fratello che là gestisce un locale. La gente mi ha riconosciuto e mi è saltata addosso. Io mi sono meravigliata ma lui mi diceva che davvero nel Regno Unito c’è tanta attenzione per Eurovision. E così in tanti altri paesi.

Mi dispiaceva che in Italia fosse frainteso o snobbato. Ed è anche il motivo per il quale io e Luca abbiamo ideato il #FreakyTripToRotterdam, con l’intento di far conoscere al pubblico italiano le canzoni di Eurovision. E per farlo abbiamo utilizzato il mezzo più immediato che avevamo a disposizione: YouTube.


Che progetti musicali hai in questo momento? Hai pensato ad una versione italiana di Adrenalina?

Per ora mi sto concentrando sulla lingua inglese ma ho sicuramente voglia di tornare a pubblicare in italiano. Adrenalina in italiano non ci abbiamo pensato ad essere sinceri. Per ora sto lavorando ad una versione in spagnolo, in italiano però non so come suonerebbe. C’è già la parola Adrenalina in italiano e quella l’ho fortemente voluta io, visto che la canzone mi era stata proposta come Adrenaline.

Parlando di repertorio italiano, se dovessero proporti di partecipare a Sanremo?

Questa è una bella domanda. Non lo so davvero. Mi piacerebbe fare un palco italiano ma non sono sicura vorrei fare una nuova gara.

Con la situazione sanitaria che sta migliorando hai in programma qualche concerto?

Stiamo lavorando ad una cosa un po’ grossa ma non sarà in Europa. Ma sicuramente tornerò con qualche data italiana. Stay tuned.

Hai stretto amicizia con tanti cantanti a Rotterdam, ma hai in programma qualche collaborazione con loro?

A Rotterdam non ne abbiamo parlato, ci siamo proprio vissuti il momento Eurovision. Era davvero il gusto di stare insieme, fare musica e condividere questa esperienza. Che poi per me è l’essenza del Contest.

Sono ovviamente in contatto con molti dei miei colleghi. A me è piaciuta molto la canzone francese. Anche nel FreakyTrip ho avuto l’occasione di cimentarmi in francese con Roi e quindi non nascondo che mi piacerebbe cantare con Barbara Pravi. È un genere completamente diverso dal mio e quindi mi affascina questa sfida.


E parlando sempre di Rotterdam, cosa ne pensi del risultato finale, al di là del tuo personale?

Sono molto contenta della vittoria dei Måneskin ma sono sincera quando ti dico che non me lo aspettavo. Già non mi aspettavo la loro vittoria a Sanremo. Con questo non dico che non mi piacciono, ma non mi aspettavo che il pubblico premiasse questo genere. E invece ci insegnano che evidentemente l’Europa e l’Italia ha bisogno di qualcosa di diverso e di autentico. Ed è quello che i Måneskin sono.


Nei prossimi giorni pubblicheremo la seconda parte dell’intervista a Senhit. Abbiamo parlato con lei della relazione tra Eurovision, comunità LGBTIQ+ e Pride.

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