Foto: SHEGA

Intervista | SHEGA, partecipanti italiani al Festivali i Këngës 2021

Protagonisti al Festival i Këngës 2021, abbiamo avuto il piacere di raggiungere gli Shega, il gruppo arbëreshë, proveniente da Piana degli Albanesi (PA).

Il gruppo nasce de facto nel 2014, quando la band si chiamava ancora The Daggs. L’idea di una band che rispecchiasse maggiormente la cultura arbëreshë è nata grazie al carnevale che ogni anno si svolge nella loro città di origine, Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo.


Il nome Shega nasce però solo nel 2020, da uno dei simboli cardine della cultura albanese ed arbëreshë. Shega significa infatti “la melagrana”: un frutto che testimonia a pieno la cultura al quale il gruppo è indissolubilmente legato: la pluralità dei chicchi protetti dall’unità e dalla resistente corazza del frutto. Ed è proprio da lì che è nata l’idea di basare la loro carriera musicale nella valorizzazione della loro essenza e di quella di un’intero popolo, della cultura arbëreshë.

L’intervista 💬

Come è nata la vostra partecipazione al Festival i Kenges?

Giorgio | Ci è stato proposto varie volte dai giornalisti albanesi, i quali a ogni intervista ci ripetevano “Perché non provate”. Lo abbiamo fatto ed è andata bene.

Nella serata dei duetti avete cantato insieme a Gili, una celebre artista kosovara. Come vi siete conosciuti e come è stata accolta la vostra partecipazione al FiK?

Giorgio | L’abbiamo conosciuta tramite il festival, ed è nata una bella amicizia. È stato grandioso cantare con lei sul palco del festival. La nostra partecipazione al FiK è stata accolta bene, con curiosità, una band arbëreshë non partecipava al festival dal 1994.

Avete mai pensato ad una vostra partecipazione a Sanremo cantando in arbëreshë? E secondo voi i tempi sono maturi per dare spazio alle minoranze linguistiche anche al Festival di Sanremo?

Giorgio | Non sappiamo se l’arbëreshë è consentito secondo il regolamento di Sanremo. Certo è che sarebbe bello se si desse spazio anche alle minoranze linguistiche e ai tanti dialetti italiani. Ad esempio il FiK oltre agli arbëreshë ha mostrato una grande varietà linguistica. C’era l’albanese standard ma anche le varianti di Tirana, di Scutari, e molte altre.

Quali sono i vostri progetti futuri? Avete mai pensato ad un tour nei paesi di lingua arbëreshë in Calabria, Basilicata, Molise e Puglia?

Giorgio | Suonando da anni ci è già capitato di fare diversi tour in Calabria e nei paesi in generale (siamo stati anche a Greci in provincia di Avellino nel 2018), speriamo di tornarci presto. Adesso abbiamo in programma un tour in Svizzera a maggio, e non vediamo l’ora di ripartire e portare in giro la nostra musica.


Ringraziamo Fabio, Giorgio e tutto il gruppo per la loro estrema disponibilità a questa intervista.

Insomma, gli Shega non si fermeranno certo qui, anzi ci auguriamo di rivederli ancora, magari nuovamente al FiK nei prossimi anni. O chissà, un giorno, forse, quando anche al Festival di Sanremo, quando l’organizzazione della kermesse e l’Italia saranno più aperti anche alle numerosissime minoranze linguistiche presenti nel belpaese.

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