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Per Eden Alene il 2020 è stato un anno particolare. Un anno che l’ha vista alla ricerca di sé stessa, delle proprie radici e del proprio posto nel mondo della musica. Ha conosciuto giovanissima il successo che la porterà sul palco dell’Eurovision Song Contest l’anno prossimo a Rotterdam. Ma conosciamo meglio la sua storia…

Le lacrime per la cancellazione dell’ESC…

Dopo la vittoria a X Factor, ha partecipato per la seconda volta consecutiva a The Next Eurovision Star, il programma per la scelta del rappresentante Israeliano. La vittoria le ha permesso di entrare, come concorrente, nel mondo eurovisivo. Mondo che a causa della cancellazione dell’evento non ha potuto ancora vivere appieno.

La sorpresa e le lacrime per la cancellazione dell’Eurovision l’hanno colta in piena diretta televisiva. Immortalandola in un pianto commovente nel quel ci siamo rivisti tutti:

©Facebook Page Plus61J Media

…e la paura di aver perso un’occasione

Dopo la tristezza dovuta alla cancellazione dell’Eurovision, è sopraggiunto il timore di non essere riconfermata per l’edizione successiva.

“Ho avuto davvero paura che mi avrebbero sostituita. Sentivo di essermelo guadagnato…ho combattuto per ottenere quel diritto e sarei rimasta molto delusa se mi avessero portato via questa opportunità. Per fortuna, mi hanno riconfermata e ciò mi ha risollevata”

E ancora:

“Essere riconfermati significa stare un altro anno nel radar. Posso lavorare sulla mia musica e nello stesso tempo continuare a prepararmi per l’Eurovision”.

Il sogno di Eden Alene

Ovviamente la canzone Feker Libi non potrà concorrere alla prossima edizione dell’Eurovision 2021.

” Sì, è davvero triste, amavo la canzone e il mix di lingue. Mi sono divertita molto ad inciderla.”

Tra gli autori della canzone c’è anche Doron Medley, autore vincitore dell’Eurovision con “Toy”. Ma tra i sogni di Eden c’è quello di vincere l’Eurovision?

“Grazie a Netta, sì! Voglio davvero stare su un palco così psichedelico. Vincere l’Eurovision è il mio sogno sin da bambina. Esibirmi su un palco dove gli occhi sono tutti puntati su di te è un sogno da cenerentola!”

Ma Eden è ancora alla ricerca di una propria identità musicale, e parla di come sia difficile affermarsi nel mondo della musica:

“Penso di non aver trovato ancora me stessa e il mio posto nella musica israeliana…sento come se la mia più grane forza diventasse la mia più grande debolezza…trovare un posto nella musica israeliana con una voce forte e particolare senza sembrare antiquata o fuorimoda è difficile!”

Le violenze del padre, la rinascita e il razzismo

Eden parla poi del suo passato difficile e delle violenze del padre. Padre che è andato via dopo aver divorziato con la madre quando Eden aveva solo due anni.

“Non lo vedo da allora e non sono interessata neanche a vederlo. Non voglio alcun legame con lui. Ammiro mia madre per essere stata capace di uscire da questa relazione. Non è facile, specialmente nella comunità etiope che dà molta importanza all’onore della famiglia e del matrimonio. Ma lei è riuscita a prendersi cura di lei e di me.”

Dopo aver concluso il discorso sul padre, la cantante prosegue il suo racconto citando il periodo della scuola:

“Ero l’unica etiope al liceo…ti rendi conto che tutti quelli che ti circondano sono bianchi e noti come le loro vite siano più semplici. Poi pensi a te e di come tutto sia dovuto al colore della tua pelle. Crescendo ti rendi conto di come sia una cosa stupida da pensare. Oggi sono contenta di essere etiope, è un dono, mi rende unica!”

©Shay Franco

Inevitabilmente l’intervista ricade sui temi del razzismo, e l’intervistatore chiede ad Eden Alene se abbia mai avuto esperienze di questo tipo:

“Una volta qualcuno mi ha urlato “negra” e non è mai piacevole. Ma credo che mia madre mi abbia protetta in modo da non vivere queste situazioni.
É una questione che emerge in ogni intervista, in televisione ecc. Perché è il segno che non c’è ancora quel tipo di accettazione ed accoglienza che vorremmo.”

Il brano per Avra Mengistu

Al termine dell’intervista si parla della collaborazione con Shlomi Shabbat per il brano su Avra ​​Mengistu. Il ragazzo tenuto prigioniero da Gaza da ormai 6 anni senza che la famiglia abbia più notizie di lui

“Avra è scomparso e dopo pochi mesi tutti si sono dimenticati di lui. Nessuno si è più preoccupato, ed è per questo che abbiamo voluto che la sua voce venisse ascoltata. La madre di Avra è venuta sul set del video, ed è stato emozionante, abbiamo legato ed ora siamo rimaste in contatto. Ha condiviso con me le difficoltà che sta attraversando. Mi ha fatto davvero aprire gli occhi, ed è stato un onore essere parte di un progetto a sostegno di questa causa”.

Fonte: Mako.co.il

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