Eurovision
Foto: CubeMagazine

Italia: Emma Marrone ad Eurovision 2014 era troppo avanti, vittima di sessismo

Avrebbe dovuto celebrare i dieci anni di carriera lo scorso anno all’Arena di Verona. Il COVID ha privato Emma Marrone di questa gioia. Ora, durante la presentazione del concerto evento, la cantante pugliese si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

Intervistata da “Il Corriera della Sera” a margine della prova generale all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro, Emma torna a parlare di Eurovision.

Non sto a contare i pregiudizi subiti, ho imparato a fregarmene. A volte ero troppo avanti e non sono stata capita.

Emma Marrone

E subito torniamo alla celebre esibizione del 2014 a Copenhagen.


Per Emma evidentemente tutto era perfetto ed erano gli altri a non aver capito.

Invece che essere sostenuta perché avevo portato un pezzo rock come “La mia città”, un atteggiamento non da classica cantante pop italiana che punta sulla voce o sulla femminilità, venni massacrata: si parlò solo degli shorts d’oro che spuntavano sotto l’abito e delle mie movenze.

Emma Marrone

Per la verità le critiche non erano tanto sugli shorts, ma sul fatto che l’esibizione fosse raffazzonata e confusionaria. Ma a quanto pare per Emma era proprio il suo modo di porsi a non aver conquistato Italia ed Europa intera.

Ora che Damiano dei Måneskin si presenta a torso nudo e con i tacchi a spillo va bene: è evidente che c’è sessismo.

Emma Marrone

Ricordiamo ad Emma che non c’è alcun sessissimo, anche perché delle performer provocanti o totalmente opposte hanno spopolato dal 2014 ad oggi. La performance di Damiano & Co era semplicemente ben studiata ed i costumi di scena hanno solo accentuato il messaggio che i Måneskin volevano veicolare.

Emma poi la butta in caciara e sostiene che a farla piombare al ventunesimo posto fu il voto “politico”.

Non feci interviste con Paesi omofobi e razzisti e non arrivarono voti da loro.

Emma Marrone

Non che avere i punti di 3 o 4 paesi le avrebbe consentito di cambiare in modo radicale la classifica. E ricordiamo anche che i suddetti paesi omofobi diedero poi parecchi punti a Conchita Wurst.

E poi chissà cosa avrebbe potuto dire in quelle interviste… visto che insomma non ricordiamo interviste di grande senso compiuto (sul Red Carpet ed in Sala Stampa).

Noi siamo convinti che Emma abbia un grande repertorio e che in tante occasioni abbia usato la sua posizione privilegiata di personaggio pubblico per spendersi in cause magari anche impopolari. Ma questa volta si tratta di una cantonata enorme.

Non si tratta di sessismo. I commenti fatti allora (ma anche oggi) sono solo frutto di quello che abbiamo visto in tv e nel confronto con performance ragionate e studiate dagli altri paesi partecipanti.

Parafrasando una sua collega, cara Emma “potevi fare di più”.

Fonte: Corriere della Sera

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