Foto: Francis Delacroix

Italia: i Måneskin fenomeno mondiale anche per il New York Times

Lo scorso 16 giugno i Måneskin, il gruppo romano che ha vinto l’Eurovision Song Contest 2021, è entrato nel mirino dell’importante quotidiano americano New York Times.

In un articolo scritto da Elisabetta Povoledo, corrispondente in Italia per NYT, si fa riferimento a come i Måneskin stiano rapidamente risalendo tutte le classifiche mondiali. Dopo la loro vittoria a Rotterdam (ma anche grazie a quella di Sanremo) hanno totalizzato oltre 100 milioni di ascolti su Spotify e con 18 milioni di ascoltatori in un mese hanno avuto una performance migliore rispetto a gruppi rock storici come i Foo Fighters o i Kings of Leon.

NYT si sofferma, secondo noi in modo un po’ impreciso, su come il gruppo abbia l’occasione di iniziare una carriera all’estero. E questo viene messo in contrapposizione a come i precedenti vincitori di Eurovision non siano mai riusciti. Evidentemente all’autrice sfugge il nome della signora della musica Céline Dion.

Nell’articolo però si fa riferimento a come invece Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan abbiano una immagine molto definita e allo stesso tempo dirompente. Rompono schemi e barriere di genere per generare una esplosione di autodeterminazione. Nulla di nuovo nel mondo della musica e dello spettacolo, ma portato sul palco con una naturalezza disarmante.

Ed è proprio quella naturalezza che ha catturato Valentina Etro, del brand di moda Etro. Una collaborazione nata per alcuni servizi fotografici e copertine di album è poi diventata strutturale. Ed è proprio la maison Etro ad aver curato il loro outfit ad Eurovision.

E anche Manuel Agnelli, loro coach ad X-Factor, ripercorre la loro storia. Quando li aveva notati erano sicuramente talentuosi ma acerbi. Non erano ancora pronti. Sviluppando la loro immagine ed il loro stile musicale sono diventati quello che sono.

E indubbiamente Xfactor ha permesso loro di raggiungere un pubblico che altrimenti una rock band impiegherebbe anni per raggiungere.

From left, David, is the band’s lead singer, Raggi plays guitar and De Angelis is on bass. 
Foto: Valerio Mezzanotti for The New York Times

L’autrice si sofferma anche sulla loro sorprendete vittoria a Sanremo, un concorso canoro quanto più lontano dal mondo del rock.

Questa attenzione mediatica oltre oceano è altrettanto sorprendente. O forse no. Forse i Måneskin hanno solo dato voce alle tante esperienze musicali italiane che non riuscivano a fondare fuori dai confini nazionali. Imprigionati sempre nel cliché del bel canto, della melodia.

E da Italiano all’estero posso davvero confermarlo, quello che succede in Italia non arriva fuori perché preferiamo promuovere cose già viste e già sentite, che ci fanno sentire comodi nell’immaginario collettivo. Ed il terzo posto de Il Volo nel 2015 ne è stato un chiaro esempio.

Ma se hai un messaggio ed una immagine forte, non c’è stereotipo che tenga. Chiedetelo a Mahmood o ai Måneskin.

Secondo voi l’attenzione mondiale per i Måneskin è giustificata? Avranno il successo che tutti si aspettano? Fatecelo sapere con un commento sui nostri social!

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