Sanremo
Foto: Daniele Venturelli/Getty Images

Italia: non è un Sanremo per donne. Amadeus boccia le quote rosa al festival, ed è polemica

Iniziano presto, quest’anno, le polemiche sul Festival di Sanremo. Sebbene esse siano parte integrante della cornice folkloristica che lo rende uno dei programmi musicali più interessanti in Italia e in Europa, quando interessano temi che nel 2021 si sperava fossero ormai superati, il divertimento lascia il posto alla rabbia e all’indignazione.

In particolare parliamo del Gender Gap nel mondo della musica, che di conseguenza si riflette anche sulla seguitissima kermesse musicale.

Una ricerca condotta da Spotify in collaborazione con GFK, avrebbe rilevato che le donne rappresentano solo il 14,1% del totale degli artisti presenti nelle classifiche italiane.

Alla luce di questi dati Enzo Mazza, CEO della FIMI (Federazione industria musicale italiana) avrebbe azzardato una proposta: istituire delle quote rosa al Festival, scegliendo almeno il 50% di concorrenti di sesso femminile.

La replica di Amadeus, tre volte direttore artistico della manifestazione sanremese, non si è fatta attendere. Il presentatore ha completamente bocciato l’idea e durante un Talk Show della Milano Music Week avrebbe risposto così:

Sarebbe un grave errore scegliere le canzoni in base al sesso dell’artista. Gli interpreti vanno scelti in base alla bellezza delle canzoni […] dare quote alle donne è offensivo. La musica è arte non puoi creare zone prestabilite, devi fati guidare dall’onestà.

Amadeus

Amadeus per confermare la sua tesi lancia inoltre una provocazione:

Se questa proposta è ritenuta importante dalla discografia, dovrebbe partire da loro. A parte Caterina Caselli per la Sugar, non ricordo donne a capo di case discografiche. E’ giusto che si parta dalla grande discografia e dalle associazioni musicali.

Amadeus

Sebbene il discorso di Amadeus potrebbe essere in parte condivisibile, di fatto si scontra con una dura realtà: le donne sono sotto rappresentate quasi in ogni campo, e quello musicale non fa eccezione. Perché dunque non dare un segnale forte e chiaro e utilizzare una vetrina importantissima quale quella del Festival di Sanremo per invertire questa tendenza come avvenuto per altre tematiche?

Il direttore artistico non sembra però essere interessato: non dimentichiamo che lo stesso ha più volte avuto uscite quantomeno ambigue, ad esempio quando nell’edizione 2020 scelse come co-conduttrici Georgina Rodriguez e Francesca Sofia Novello, compagne di Cristiano Ronaldo e Valentino Rossi. Parlando di quest’ultima Amadeus si lasciò sfuggire una frase particolare: «Francesca è stata scelta da me per la sua capacità di stare di fianco a un grande uomo pur stando un passo dietro».
Questo è il ruolo che il direttore artistico pensa che le donne debbano avere?

I dati comunque parlano chiaro: Sanremo non è un festival per donne, né come partecipanti né come conduttrici.

Il numero di donne partecipanti, prendendo in considerazione gli ultimi 5 anni, è stato di 8 nel 2015 (dove per la prima volta nella storia il podio fu tutto al femminile con Emma, Arisa e Noemi), il minimo 4 nel 2018 e 2019 e poi 7 nelle edizioni 2017,2018,2020,2021.

In 72 anni di storia del Festival di Sanremo le donne hanno rivestito un ruolo marginale all’interno della conduzione e della partecipazione alla kermesse. Basti pensare che solo in 12 lo hanno condotto, 1 ha ricoperto il ruolo di direttrice artistica (Carla Vistarini nel 1997),  35 sono le donne ad averlo vinto nella sezione Big mentre solo 17 hanno vinto la sezione Nuove Proposte (l’ultima donna a vincere è stata Arisa addirittura nel 2009!!), 113 hanno ricoperto però il ruolo di co-conduttrice. 

Non va meglio neanche all’Eurovision Song Contest dove, dal 2011 (anno del rientro italiano) ad oggi hanno partecipato solo 4 donne: Nina Zilli, Emma, Francesca Michelin e Victoria De Angelis dei Måneskin.

Si evince quindi come il ruolo delle donne al Festival di Sanremo (ma non solo) sia tutt’ora troppo marginale. Alle porte del 2022 questa non è più una situazione accettabile: il mercato discografico italiano deve essere più inclusivo. Ben vengano iniziative atte a dare maggiore risonanza alle artiste, a partire dalle emittenti radiofoniche, ai media di ogni tipo, fino ad arrivare ai grandi eventi.

Fonte: http://www.datajournalism.it/il-ruolo-delle-donne-al-festival-di-sanremo/

Secondo voi dall’edizione 2022 si verificherà un’ inversione di tendenza nel mondo discografico e musicale in generale? Fatecelo sapere nei commenti!