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Italia: quando la RAI censurò l’Eurovision

Come sappiamo, l’Eurovision Song Contest spesso si mischia con questioni di carattere politico. Un esempio sono i conflitti tra Ucraina e Russia o tra Armenia e Azerbaigian, i quali sono riflessi nei risultati delle votazioni e pure nelle canzoni. Ci sono stati dei casi in cui invece è stata la politica interna (e non quella estera) di un paese a immischiarsi.

Nel 1974 fu proprio il brano italiano a diventare oggetto di discussione all’interno dell’Italia stessa. Gigliola Cinquetti ha cantato il 6 aprile 1974, piazzandosi al secondo posto dopo gli ABBA, che avevano portato Waterloo, in un periodo in cui i “sì” e i “no” potevano fare la differenza. Ma per quale motivo?

April 6, 1974: ABBA Won the Eurovision Song Contest for "Waterloo,"  Launching Their International Career - Lifetime
Foto: ABBA

Il referendum

Ricordiamo il 1970 come l’anno dell’introduzione del divorzio in Italia. Tra il 12 e il 13 maggio 1974 però gli Italiani dovettero votare a un referendum per l’abrogazione dello stesso. Il “sì” quindi avrebbe annullato la legge sul divorzio, mentre il “no” l’avrebbe conservata. La Democrazia Cristiana e il Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale sostenevano il sì, mentre il no era sostenuto da più realtà: Partito Comunista Italiano Partito Liberale Italiano, Partito Radicale, Partito Socialista Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano.

La canzone di Gigliola Cinquetti  fu censurata da alcune radio e TV in quanto “messaggio subliminale”. Vedremo in seguito come la RAI si mosse a riguardo. In ogni caso, alla fine il No vinse con il 59,26% dei voti e la conquista del 1970 non fu quindi vana.

Memorie - Fatti e persone da ricordare - Divorzio: è referendum - Video -  RaiPlay
Foto: Archivio RAI

L’Eurovision Song Contest 1974

L’Eurovision Song Contest 1974 è ricordato quindi non solo per la vittoria degli ABBA, ma anche per questo episodio. Inoltre, l’entry portoghese E depois do adeus fu usata poco dopo come segnale d’inizio della Rivoluzione dei garofani contro il regime dell’Estado Novo. Anche altri stati ebbero a che fare con questioni politiche e controversie: il 1974 è stato di certo un anno intenso.

La RAI decise di non trasmettere in diretta la finale dell’Eurovision Song Contest 1974 (cosa che oggi non sarebbe nemmeno permessa) e di posticipare la messa in onda oltre un mese dal suo svolgimento. La finale infatti non fu trasmessa prima del referendum. Nel brano di Gigliola Cinquetti, che dieci anni prima aveva portato per la prima volta l’Italia alla vittoria con Non ho l’età (per amarti), il si ripeteva ben 16 volte e ciò sembrò a molti un messaggio subliminale e un invito a votare in una certa direzione:

Camminai un po’, dietro i passi suoi
E chissà perché non ridevo più
L’erba si appoggiò sul vestito mio
Era come se io dicessi addio

Non leggevo più nei pensieri miei
Ma poi si fece chiara l’atmosfera
E dovevo dirgli

, la mia mente disse
Per paura o per amore
Non me lo chiesi mai

, dolcemente dissi
Per provare un’emozione
Che non ho avuto mai

E quando nel suo viso
Tutto il cielo si scoprì
Sì, sì

Quel che accadde poi non ricordo più
Forse mi svegliai o mi addormentai
E nei sogni miei grandi praterie
E le mani tue strette nelle mie

Correvamo e poi, correvamo e poi
E poi si fece chiara l’atmosfera
E tornai a dirti

, dolcemente dissi
Per provare un’emozione
Che non ho avuto mai

E quando nel suo viso
Tutto il cielo si scoprì

(All’amore ho detto )
(E ogni notte come allora ancora ti direi )
Sì, sì

Gigliola Cinquetti

Ancora una volta, quindi, l’Eurovision Song Contest si rivelò strettamente legato alle vicende di un paese, in questo caso l’Italia.

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