Image Source: JuniorEurovision.tv

Junior Eurovision: dopo lo show ecco come potrebbe essere l’Eurovision 2021

Domenica 29 novembre si è tenuta la finale dello Junior Eurovision Song Contest, che ha visto per la prima volta la vittoria della Francia di Valentina e la sua J’imagine (vittoria che ha maggiore valenza se si pensa che la Francia non vince all’Eurovision da più di 40 anni).

Tutto molto bello, ma ciò che ci interessa è come si è svolto lo show. Sì, perchè quello visto allo JESC potrebbe essere esattamente quello che vedremo l’anno prossimo all’Eurovision 2021 a Rotterdam (ovviamente adattato ad un format per adulti).

La flag parade

Tutti si chiedevano come si sarebbe svolta la flag parade, ossia la sfilata che ogni rappresentante fa dopo che è stato annunciato il proprio paese. In questo caso l’unica differenza è che sono stati mandati dei video dove ogni cantante nella propria lingua di origine augurava buona fortuna agli altri partecipanti, di come fosse emozionante partecipare al contest, etc. Ognuno dai propri paesi, con la propria bandiera.

Non male, anzi, l’idea di far parlare ciascun partecipante nella propria lingua è carina. Di certo manca il calore di una platea, ma l’idea sarà molto probabilmente trasposta per presentare i partecipanti dell’Eurovision Song Contest 2021.

Le esibizioni

L’EBU ha dato la possibilità ad ogni paese di registrare la propria esibizione in loco, quindi a Varsavia, oppure dai rispettivi paesi. Molti per ragioni di sicurezza hanno scelto questa seconda opzione (come ad esempio la Spagna). Scelta comprensibile che ha però tolto interamente l’emozione di un’esibizione con voce dal vivo. Molti hanno lamentato che seppure le registrazioni fossero live, alcuni paesi come Bielorussia e Francia abbiano usato il playback in alcuni punti.

Anche per l’Eurovision l’EBU si è espressa in tal senso, chiedendo ad ogni paese di registrare le proprie esibizioni nel caso lo show non potesse avvenire in loco. Registrazioni sì, ma che siano con voci e cori dal vivo!

Le cartoline

Le cartoline sono forse stata la miglior cosa vista allo JESC: in pratica un gruppo di giovani ballerini andavano in giro per la Polonia per farci scoprire i vari scorci del paese a suon di coreografie ed effetti speciali. Non fosse che le immagini di città e paesaggi polacchi sono stati ampiamente rimaneggiati con il filtro Los Angeles di Instagram Stories.

Junior Eurovision Song Contest 2020: sarà così anche l'Eurovision 2021 a Rotterdam?
EBU / Stijn Smulders

La green room

La green room era spezzettata in tante green room, ogni delegazione dal proprio paese a guardare lo show. Interviste fatte tramite video. Non sappiamo esattamente come potrebbe essere adattata con il doppio dei paesi (si passerebbe da 12 a 26 paesi).

Voting

Il voting, soprattutto con i voti della giuria, è stato velocissimo. Collegamento con i 12 paesi, assegnazione dei 12 punti e via!

Speriamo che per la versione adulta rimanga la suspense tipica del televoting e si torni ad assegnare oltre ai 12, anche gli 8 e i 10 punti.

Non ci esprimiamo sul voto online perché sarebbe una bomba ad orologeria con gli adulti.

Il pubblico

Il pubblico era presente in loco a Varsavia, seppur in minor numero rispetto alla capacità dello studio ed, ovviamente, con mascherine e (poco) distanziamento sociale. Probabile che anche Rotterdam adotterà lo stesso sistema, probabilmente reintroducendo i posti a sedere anche in platea.

Ologrammi, ologrammi ovunque

L’Interval Act si è svolto con Duncan Laurence e le due vincitrici polacche delle ultime due edizioni, che hanno cantato insieme Arcade. Le due ragazze erano fisicamente in studio, mentre Duncan era sul palco sottoforma di ologramma. Non sarà stato facile realizzare questo momento, e la tecnologia è stata di aiuto. Passino le esibizioni registrate, ma almeno gli ospiti per l’Interval vorremmo vederli dal vivo sul palco di Rotterdam.

Cosa ne pensate? Potrebbe essere un formato possibile per Eurovision 2021? Fatecelo sapere sui nostri social!

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