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Penso che tutti dovrebbero cantare. Non c’è una sola persona che canta come un’altra: è un processo simile a quello delle impronte digitali.

Björk

Come qualsiasi manifestazione musicale che si rispetti, l’Eurovision Song Contest offre momenti canori coi fiocchi, ma anche momenti in cui la corretta intonazione subisce qualche incidente di percorso. Pronti a cantare con le star eurovisive?

Oggi partiamo con i momenti che ci hanno fatto gridare “YAAAASSSS QUEEN!”. Si può dirlo, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ci concentreremo sulle esibizioni più memorabili.

ALBANIA

La nazione balcanica ha una dote innata per il canto. A livello vocale poche nazioni sono riuscite finora a raggiungere il livello dei vocalist albanesi. Tra la prova di fiato di Lindita in World nel 2017, gli acuti di Eugent Bushpepa in Mall nel 2018, i meravigliosi cori di Jonida Maliqi in Ktheju Tokës nel 2019, abbiamo avuto degli ottimi esempi in tempi recenti. Ma l’esibizione che più è rimasta nel cuore dei fan è probabilmente quella di Suus di Rona Nishliu, che ha incantato Baku nel 2012.

ARMENIA

Neanche l’Armenia scherza: è riuscita a regalarci degli ottimi momenti. Anche se non è riuscito a superare la semifinale, Sevak Khanagyan nel 2018 con Qami ci ha dato una performance davvero intensa, anche grazie a dei bravi coristi. Ricordiamo anche molto facilmente una vera diva, Iveta Mukuchyan: con LoveWave ha davvero lasciato il segno nel 2016. Non si parla abbastanza però di Artsvik, finalista nel 2017 con Fly With Me. Il suo “LOOOOOVE” ha mostrato all’Europa come si fa un melisma (gruppo di note ad altezze diverse nella stessa sillaba testuale). Grandiosa!

CROAZIA

Ovviamente ricordiamo Jacques Houdek nel 2017 con la sua My Friend. Ma vogliamo parlare di Maja Blagdan? Nel 1996 è stata da record: ha cantato la nota più alta della storia del contest quando ha eseguito Sveta ljubav.

ESTONIA

Anche il Baltico ha voluto dare il suo contibuto alla manifestazione dal punto di vista vocale. Indimenticabile è La Forza del soprano Elina Nechayeva nel 2018. Meno conosciuta però è la perfomance di Ott Lepland nel 2012 con Kuula. Difficile ascoltare questa esibizione in finale senza esserne un po’ colpiti nel profondo.

LETTONIA

Abbiamo parlato di Estonia prima. Ora andiamo dalla sua vicina di casa: c’è Aminata da conoscere. Seconda per le giurie in finale, ha riportato la sua nazione a una vera e propria rinascita eurovisiva e musicale. Ascoltiamo la sua Love Injected del 2015.

MACEDONIA DEL NORD

La Macedonia del Nord ha vinto nel 2019 il voto delle giurie grazie a Tamara Todevska e la sua impeccabile performance vocale sulle note di Proud. La nazione balcanica è nota anche per una vera e propria Eurovision legend: Kaliopi. Questa cantante ha partecipato nel 1996 (ma non ha passato il round di pre-qualificazione, ndr), ma anche nel 2012 e nel 2016. Nel 2016 ha mancato per poco la finale con la sua Dona, concludendola alla sua (perfetta) maniera. Ma l’esibizione che è rimasta più nella mente e nel cuore dei fan eurovisivi è quella di Crno i belo nella finale del 2012. Perché? Andate al minuto 2:26 e lo scoprirete in un batter d’occhio.

ROMANIA

Il vampiro Cezar, contraltista (termine che si usa per i cantanti uomini che cantano nel registro di contralto) ha cantato nel 2013 It’s My Life e ce lo ricordiamo un po’ tutti. Da non dimenticare però è Paula Seiling, che ha rappresentato la Romania nel 2010 e nel 2014 con OVI. Nel 2014 ha dato il massimo in Miracle! Da 2:32 a 2:50 ha decisamente messo alla prova il suo fiato, riuscendoci.

SERBIA

Con l’ #EuroRewind abbiamo tutti avuto il piacere di ascoltare una delle vincitrici più ricordate del contest. Marija Šerifović ha vinto nel 2008 con Molitva ed è quasi impossibile trovare qualcuno che non sia d’accordo con questa vittoria. Complice è forse l’ultimo ritornello, in cui Marija e le coriste hanno creato un momento memorabilissimo?

SPAGNA

La Spagna non è da meno. Non a caso ha ricevuto i suoi due migliori risultati durante lo scorso decennio con cantanti del calibro di Pastora Soler che ha incantato Baku con la sua Quédate Conmigo (Stay With Me) nel 2012, oppure Ruth Lorenzo. Quest’ultima ha deciso nel 2014 di aggiungere un’interessante nota alta e lunga – un mix letale per chi ama le ballad – alla sua Dancing in the rain. Il risultato? Ottimo.

UCRAINA

Oltre alla prova di respirazione di Tina Karol in Show Me Your Love (2006) non si può non menzionare l’esibizione di Jamala, vincitrice nel 2016 a Stoccolma con 1944, un brano importante anche dal punto di vista storico-sociale. Una delle esibizioni più intense ed emozionanti della storia recente del contest, arricchita da un urlo liberatorio e qualche vocalizzo alla fine.

ALTRE MENZIONI SPECIALI

Ci sarebbero molti altri talentuosi interpreti da ricordare. Anche il nostro Diodato sarebbe potuto entrare in questa bella lista: con Fai Rumore avrebbe sicuramente conquistato qualche giuria. Mary Spitteri (Malta 1992, una nazione a quanto pare particolarmente portata per il canto come l’Albania) è sicuramente da ricordare per la sua lunga nota in Little Child. Vogliamo parlare anche dell’esibizione di Magdi Rúzsa in Unsubstantial Blues (Ungheria 2007) in cui l’interprete ha reso grazie alla voce ancor più efficace il suo brano?

Da ricordare anche alcuni cantanti lirici oltre a quelli menzionati in precedenza, come il tenore Amaury Vassili (Francia 2011) e Malena Ernman, mezzosoprano (Svezia 2009). Inoltre, pure l’Australia ha portato dei talenti dal punto di vista vocale: basta ricordare Dami Im nel 2016 e Kate Miller-Heidke nel vicino 2019.

Qui si chiude la rubrica riguardante i momenti in cui i vocals sono stati al top. La prossima volta invece parleremo dei momenti flop …

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