Foto: Eurovision.tv

Macedonia del Nord: una nazione abituata al drama eurovisivo

Come abbiamo potuto notare nell’ultima settimana, nel piccolo paese balcanico della Macedonia del Nord sono scoppiate diverse polemiche riguardo il rappresentante di quest’anno Vasil. I problemi sembrano essere legati principalmente all’identità etnica del paese. Non è, sfortunatamente, l’unico evento particolare che ha riguardato il questo paese dall’entrata nel concorso avvenuta nel 1998.

La problematica del nome

Una tra le caratteristiche della Macedonia del Nord che hanno scaturito problemi (soprattutto da un punto di vista politico) è stata quella del nome. Fino al 2019 infatti, il nome ufficiale del paese è stato “Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia” (FYROM), il quale non andava ad interferire con il territorio macedone (storicamente ellenico). La storia del nome ha generato diversi problemi, basti pensare a vari annunciatori di punti che enunciavano soltanto il nome “Macedonia”, scaturendo risposte contrariate da parte dei greci. Caso epocale, tragicomico per certi versi, l’Intervista di Kaliopi nel 2012 con un media greco, della quale si ricorda, ironicamente, la frase “I love Greece1!1!”.

La disputa sul nome sembra essere giunta al termine nel 2019, con l’ufficialità e con l’accordo con la Grecia riguardo il nome “Macedonia del Nord”.

Toše Proeski

La storia macedone all’Eurovision continua nei primi anni 2000 in maniera semi continua, prendendo parte un anno si ed uno no alla competizione con risultati sempre fuori dalla Top 10. Nel 2004, la situazione non cambia. Infatti Toše Proeski, con la sua canzone “Life” (Prima canzone macedone totalmente in inglese), otterrà un buon quattordicesimo posto a fine Contest. Raggiungerà però il successo su territorio balcanico soprattutto dopo e verrà anche considerato l’Elvis Presley dei Balcani. Il tutto però ha una tragica fine il 16 ottobre 2007, quando il cantante muore per via di un incidente stradale avvenuto in Croazia. La triste storia di Toše è ancora presente nel fandom eurovisivo di oggi e viene ricordato come uno tra i più giovani partecipanti al Contest ad aver perso la vita.

I rischi di ritiro

Per problemi finanziari e rischio di bancarotta, l’emittente macedone ha rischiato il ritiro più di una volta. Nel 2009, l’emittente riuscì all’ultimo a confermare la propria partecipazione e a non essere cacciata dall’EBU stessa (primato che tristemente spetterà poi alla Romania). Nel 2015 l’emittente nazionale tenne un sondaggio sul proprio sito riguardo il fututo del paese all’Eurovision con le possibilità di:

  • Continuare a scegliere internamente;
  • Usare una selezione nazionale;
  • Ritirarsi dal concorso.

Nonostante la maggioranza abbia votato per il ritiro, l’emittente ha comunque confermato la partecipazione, usando lo Skopje Fest 2015 come selezione nazionale.

Nel 2018 l’EBU bloccò l’emittente macedone a fronte del mancato pagamento dei debiti. Questo significò una non partecipazione all’edizione di quell’anno. Nonostante questa notizia, in 10 giorni il paese però tornò a far parte della line-up.

Jana Burčeska

Altro caso noto agli eurofans, diventato virale nel 2017, quello di Jana Burčeska. Tra le favorite (poi neanche qualificatasi) Jana usò la Postcard — che ogni paese manda in onda tra un esibizione ed un’altra — per rivelare al mondo che era incinta. Insomma, una sorpresa per tutti. Ma il karma gira e come lei sorprese gli eurofans, il fidanzato Alexander, durante il conteggio dei voti, la sorprese chiedendole di sposarlo in eurovisione. Un rischio ben pagato considerato il si che ebbe come risposta. Diversi giornali di caratura internazionale, come BBC News e NBC News, coprirono questo evento.

Tamara Todevska

L’ultima rappresentante macedone a calcare il palco eurovisivo fu Tamara Todevska, che, quasi a sorpresa, venne decretata la vincitrice del voto delle giurie.

Una vittoria dolce amara, dovuta al fatto che per un errore durante la serata della finale tutti credemmo in realtà che a vincere fu lo svedese John Lundvik. Rimane comunque nei libri di storia eurovisivi come la prima vincitrice di una votazione delle giurie in rappresentanza di un paese balcanico. Post contest, con uno scandalo simile a quello di Vasil, la Todevska si dovette difendere dalle accuse dei nazionalisti macedoni che la accusarono di non aver citato vari rivoluzionari macedoni presenti nell’inno. La cantante si dovette scusare pubblicamente per l’errore.

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