Foto: Martin Trajanovski

Macedonia del Nord: Vasil vuole essere la voce della comunità LGBTIQ nei balcani

Vasil, il rappresentante della Macedonia del Nord ad Eurovision 2021, ha rilasciato nei giorni scorsi una intervista alla rivista LGBTIQ britannica Attitude.

Il cantante, al centro di polemiche nel suo paese natale per una presunta rappresentazione filo-bulgara, ha deciso di vuotare il sacco e prendere una posizione forte.

Ho pensato fosse il momento giusto per condividere tutta la mia storia.

Vasil

Nell’intervista, Vasil racconta della sua adolescenza passata negli Stati Uniti e della violenza verbale e psicologica subita. Appena arrivato a Chicago, nella sua scuola viene preso di mira perché straniero, non in grado di esprimersi correttamente in inglese e perché effeminato.

Anche se il coming out con la madre è stato estremamente facile, la situazione per Vasil è sempre stata difficile ogni volta che ha messo piede in Macedonia del Nord.

Il paese balcanico non è esattamente il più all’avanguardia per i diritti delle persone LGBTIQ e il primo ed unico Pride del paese si è tenuto a Skopje (la capitale) solo nel 2019.

Ogni volta che tornavo a casa, in Macedonia, avevo questa urgenza di portare una maschera. Ho tanto rispetto per chi vive qui ed è costretto a vivere con la paura di essere giudicato, discriminato, bullizzato…

Vasil

Ed è per questo che Vasil si è sentito responsabilizzato e ha deciso di raccontare la sua storia, sperando di poter squarciare quel velo di ipocrisia che esiste in Macedonia del Nord.

Foto: Martin Trajanovski

Ogni artista ha la responsabilità di dire sempre la verità, soprattutto se ha assaporato la libertà. Come è il mio caso.

Vasil

Dopo la sua adolescenza a Chicago, Vasil ha vissuto a Milano e Londra per poi stabilirsi a Toronto grazie ad una borsa di studio. Ed è nella città canadese che il cantante ha vissuto a pieno come uomo gay dichiarato (openly gay man).

Questo fino al suo ritorno a Skopje nel 2018. In quella circostanza Vasil ha deciso di intraprendere una carriera musicale pop nel suo paese natale, senza però aver fatto i conti con la pressione che stampa e società macedone avrebbero potuto mettergli addosso.

Mi è sembrato di dovermi nascondere dopo aver vissuto apertamente per più di 20 anni.

Vasil

A domanda diretta non ha mai nascosto il suo essere gay, ma come lui stesso dice “non andavo in giro con gli striscioni per urlarlo al mondo”.

Poi però qualcosa è cambiato. La polemica relativa al video di Here I Stand gli ha aperto gli occhi.


I commenti che ha ricevuto sono stati non solo legati alle radici bulgare del cantante ma ancora di più al suo orientamento sessuale. Attacchi omofobici che lo hanno costretto a non uscire di casa per quasi due settimane.

Ancora oggi ricevo dei messaggi che non sono propriamente “simpatici”. Non lo auguro davvero a nessuno. Ho pensato che se avessi avuto 17 o 18 anni… ho capito come vengono messi a tacere i teeenager.

Vasil

Questa situazione avrebbe potuto portare Vasil ad una censura e chiusura maggiore, ma in realtà ha ottenuto l’effetto opposto. Vasil è ancora più determinato a parlare apertamente del suo orientamento sessuale e porsi come “ambasciatore” della comunità LGBTIQ nei Balcani.

A tutto questo odio dico grazie. Grazie per avermi ispirato e reso ancora più forte.

Vasil

Potete leggere l’intervista integrale su Attitude.

A Vasil, a cui era stato richiesto di non rilasciare questa intervista, va tutta la nostra gratitudine.

Fare coming out nel mondo della musica, in un paese ancora profondamente omofobico, non è affare da poco. Un gesto che può sembrare banale ha invece un significato molto profondo e può dare a tanti il coraggio di fare i conti con se stessi e con le persone vicine. Una fonte di ispirazione per fare coming out e vivere una vita serena alla luce del sole.

Grazie Vasil, dal profondo del nostro cuore.

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