Monaco: perché il Principato non parteciperà all’Eurovision nel 2023

Nell’articolo di novembre 2021 abbiamo parlato del fatto che il bilancio statale per Monaco nel 2022 includeva uno stanziamento di 100.000 euro per avviare l’applicazione del Principato al concorso Eurovision 2023.

Il mese successivo si è parlato del nuovo canale televisivo pubblico dedicato al Principato, Monte-Carlo Riviera trasmesso in 200 paesi e con il lancio inizialmente previsto a settembre 2022 e successivamente posticipato a settembre 2023. Il canale prende il posto di Télé Monte-Carlo, che ora è di proprietà al 100% dell’emittente francese TF1. Monte-Carlo Riviera interamente di proprietà del governo monegasco, ha già accettato di entrare a far parte di TV5 Monde unendosi a Francia, Belgio, Canada e Svizzera.

Il Principato un giorno farà il suo grande ritorno all’Eurovision? Sulla carta lo scenario non è così improbabile, perchè in passato ha già partecipato al concorso più di 20 volte. Per il 2023 sicuramente non ci sarà Monaco ad Eurovision, nonostante lo stanziamento di 100.000 euro per avviare la candidatura per l’edizione di maggio.

Nonostante una vera voglia di iniziare le cause sono sia tecniche, ma anche economiche e logistiche. Per partecipare all’Eurovision, oltre a trovare un artista disposto a rappresentare i colori di Monaco, sono necessarie diverse condizioni, prima di tutto bisogna essere un membro EBU. Per fortuna il piccolo paese soddisfa questo criterio perchè Monaco Media Diffusion (MMD) ne fa parte dal 1994 quando ai tempi si chiamava Monte-Carlo Radiodiffusion.

Un’altra condizione è però necessaria: entrare a far parte del gruppo dei partecipanti all’Eurovision. Sembra semplice ma non lo è affatto! Tutto questo richiede importanti risorse non solo finanziarie dichiara Thierry Poyet, amministratore delegato di Monaco Media Diffusion:

Per questo secondo livello devi già svolgere azioni di lobbying, devi farti conoscere, mostrare la tua motivazione per entrare in questo secondo cerchio. Non dimentichiamo che per l’EBU è sempre un canale televisivo che porta la candidatura di un Paese, perché è necessario poter garantire una ritrasmissione televisiva. Tuttavia, MMD non è un canale televisivo ma un distributore di contenuti. Produrre contenuti non è il nostro lavoro, non abbiamo uno studio televisivo, né abbastanza personale per svolgere la missione. In MMD siamo solo 9 tecnici e un assistente. Proporre la candidatura di Monaco, in termini assoluti, come società di proprietà dello Stato monegasco, sarebbe un onore ma non abbiamo il diritto di sbagliare.

Thierry Poyet

Se c’è stata quindi una volontà politica di far partecipare Monaco all’Eurovision, le risorse umane e tecniche non sono ancora disponibili e il calendario per l’attuazione è troppo breve. L’amministratore delegato continua:

Se il candidato monegasco supera la semifinale e quindi ha la fortuna di poter partecipare alla fase finale – quella che va in onda in eurovisione – è sicuramente un’operazione molto buona in termini di reputazione visto che tutti i riflettori saranno puntati su Monaco quella sera. Ma non dovrebbe essere fatto alla leggera. È una grande operazione di comunicazione, un grande progetto logistico, all’interno di un grande gruppo europeo. È un processo molto più lungo e molto più complesso di quanto si potesse immaginare all’inizio. Le condizioni per il successo non mi sembrano al momento soddisfatte.

Thierry Poyet

Secondo le informazioni de L’Observateur del Monaco, quando in passato il Principato ha presentato un artista all’Eurovision è stato il canale Télé Monte-Carlo (TMC) a presentare la domanda per conto del paese. Logicamente, l’unica struttura che potrebbe legittimamente portare questo dossier è il futuro canale pubblico monegasco in onda su TV5 Monde, Monte-Carlo Riviera guidato oggi da Salim Zeghdar e il cui lancio è previsto per l’autunno del 2023.

Questa partecipazione all’Eurovision alla fine sarà una priorità per questo canale? Indubbiamente bisognerà attendere che il panorama audiovisivo monegasco e il canale in questione siano prima ben stabilizzati e rodati. L’altra nota importante è se Monaco dovesse vincere, sarebbe obbligato a organizzare l’Eurovision l’anno successivo in casa propria. Tuttavia, è un’organizzazione colossale, oltre al luogo in grado di ospitare un evento del genere, molte delegazioni dovrebbero recarsi anche a Monaco, e ciò richiederebbe anche altri requisiti. L’ultimo appunto di Thierry Poyet è il seguente:

Vediamo anche che sempre più paesi si stanno ritirando dall’Eurovision perché l’argomento non è sempre artistico, è anche politico ed economico. Sarà senza dubbio necessario svolgere una riflessione globale su questo tema perché il tema sarà di altissima visibilità e riguarderà molti.

Thierry Poyet

Fonte: L’Observateur de Monaco

La strada è ancora lunga, non solo per Andorra ma anche per Monaco! Chi tornerà prima ad Eurovision?