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Eccoci giunti al penultimo appuntamento con la rubrica che probabilmente Caterina Balivo definirebbe come bella anche se frocia. E, vista l’occasione, celebriamo l’orgoglio LGBT rendendo il tutto ancora più colorato con l’Eurovision Drag Race. Negli articoli precedenti già avevamo citato due delle più importanti drag che hanno calcato il palco eurovisivo, il riferimento naturalmente è a Verka e Conchita, ma molte altre sono quelle che hanno preso parte alla manifestazione, e altrettante quelle che hanno tentato prendervi parte. Ma bando alle ciance, e come direbbe Mama Ru: Gentleman, start your engines and may the best woman win!

Norvegia 1986

Era il lontano 1986 quando una drag calcava per la prima volta il palco dell’Eurovision. Si tratta di una dei membri del gruppo Great Garlic Girls, un gruppo di drag norvegesi che esegue show dal 1981. In quest’occasione va detto che la drag in questione era limitata ad un ruolo di ballerina (Rebecca, Rebecca fa la ballerina. Cit.), ma ben presto la situazione sarebbe cambiata notevolmente.

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… Shantay, you stay.

Slovenia 2002

Sedici anni dopo, fu il momento della Slovenia di portare un po’ di uniqueness sul palco eurovisivo. A rappresentare il paese a Tallinn quell’anno fu un trio di drag conosciute con il nome di Sestre. Il look era un miscuglio tra Mara Maionchi e una donna delle pulizie dell’URSS, ma bastò per portare il paese alla tredicesima posizione. La scelta in patria fu molto contestata ai tempi, tanto da sfiorare di arrivare nel Parlamento Europeo. Beh, di certo sarebbero dovute finire alla Corte di Giustizia Fashion secondo Michelle Visage.

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… Shantay away!

Bulgaria 2006

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Rimaniamo sorprendentemente nell’Est Europa, nel 2006 infatti è il turno della Bulgaria di schierare la sua drag. Nell’edizione più trash della storia, sul palco dell’Esc si esibisce un tappetto persiano che ha come backing vocalist una drag barbuta! Ebbene sì, Conchita Wurst non è la prima drag barbuta della storia sul palco, ma vista l’oscenità bulgara forse meglio far finta che sia così.

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… Shantay away!

Danimarca 2007

L’anno seguente, la Danimarca decide che i tempi sono maturi per alzare l’asticella. Inizia l’era dei ruveal, come una Sasha Velour dei poracci, ecco la drag DQ fare un cambio di abito e agitarsi mentre intorno i ballerini agitano quelli che sembrano dei fenicotteri morti. Ahimè, quell’anno la povera DQ dovete affrontare lo scontro diretto con una delle kween più importanti della storia, no, non Bianca del Rio, ma Verka. La drag ucraina con le sue movenze e un vestito fatto con i cocci delle bottilia spacate per derubare la gente, è riuscita a farsi amare dal grande pubblico europeo. Beh, che dire? You’re perfect, you’re beautiful, you look like Linda Evangelista, you’re a model” *rolls eyes*

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… Shantay, you stay.

Austria 2014

Nel 2014 fu il turno di Conchita, che porta così alla vittoria la prima drag nella storia. Lei è anche l’ultima ad essere arrivata sul palco eurovisivo, ma non anche l’ultima ad aver tentato di prendere parte al concorso.

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Condragulations, you are the winner of this Eurovision challenge!

Ma non dimentichiamoci di…

Lolita Zero. Zero zuccheri, molto trash. Nel 2017, la Lituania puntò su un pezzo di dubbio gusto, ma la vera scelta da compiere era solo lei.  Vestita con una coperta isotermica, corna in testa come quelle che si ritrovano quasi tutti durante la stagione dell’amoreh, la drag ci insegna come fare una performance epica. Vi ricordo solo che ad un certo punto spacca delle angurie e le corna sputtano artifici a più non posso. Che dire follettini e folletine? ARTE. PURA, ARTE.

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Kamil Show. Nel 2018 fu la drag armena a tentare di rappresentare il paese. Look con un miscuglio tra IT e Rebecca la ballerina, Kamil canta un pezzo dens da far impallidire Sofi e far apprezzare persino le doti vocali di Manuel Navarro. Una grande perdita per il concorso.

Courtney Act. BITCH WHAT?! Eh sì, la drag che ha partecipato già in maniera ufficiale alla Drag Race ha tentato di rappresentare l’Australia all’ultima edizione. Il paese dei canguri, però, ha preferito puntare sulla statua della libertà volante piuttosto che sulla regina di cuori.

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Finisce qua Eurovision Drag Race, e ricordandovi che settimana prossima ci sarà il gran finale di Onda Pride: Eurovision, vi invitiamo a celebrare l’orgoglio di essere chi siete! If you can’t love yourself, how in the hell you gonna love somebody else!