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Siamo giunti a giugno, e questo vuol dire una sola cosa: Pride Month. Il mese più colorato dell’anno ci permette quindi di cogliere l’occasione per ricordare quei cantanti ed esibizioni che nel corso degli anni hanno portato sul palco dell’Eurovision l’orgoglio LGBT. L’Eurovision da sempre rappresenta un punto di riferimento per la comunità, uno degli spettacoli più gay friendly della televisione è riuscito nel corso degli anni a fare breccia anche nei paesi più conservatori e far dubitare del proprio orientamento le represse più convinte. Diamo il via così ad una carrellata di esibizioni molto colorate e decisamente poco sobrie.

Austria 2014

Non possiamo non iniziare da una delle figure più importanti per il Contest e per la causa LGBT, naturalmente parliamo della magnifica Conchita Wurst. Presente anche all’ultima edizione nella veste di interval act, Conchita ha vinto nel 2014 e ha da subito fatto discutere di sé. La drag queen austriaca gioca con l’immagine classica della donna, mette in scena la figura della donna barbuta collegata generalmente all’immagine circense, e ad essa dona eleganza e raffinatezza. La vittoria ottenuta con quella splendida performance permette alla cantante di ribattere il suo impegno alla causa LGBT con un magnifico discorso post-vittoria. Impegno che si prolungherà nel corso degli anni, visibile sotto forma di canzoni favorevoli alla causa, campagne tra cui quella contro l’AIDS e partecipazioni a vari Pride. Il 15 aprile 2018 la cantante ha inoltre dichiarato sul suo profilo Instagram di essere sieropositiva da molti anni, affrontando così un altro tema importante della comunità.

Islanda 2014

Nello stesso anno in cui partecipò Conchita, l’Islanda mandava una delle entry più colorate e politicamente corrette della storia del concorso. Parliamo naturalmente dei Pollapönk con la loro No Prejudice. Un inno all’inclusione cantato dalla versione islandese dei Teletubbies che strappa un sorriso trasmettendo un messaggio di grande impatto.

Lituania 2015

Un anno più tardi, la Lituania facendo quasi invidia alle promozioni PRENDI TRE E PAGHI UNO di Poltrone&Sofà, con una canzone molto catchy ricordava all’Europa che love is love.  Nel mezzo della canzone, le tre coppie che si formano sul palco si scambiano un lungo bacio ricordando a tutti che non esiste alcuna differenza tra una coppia omosessuale o eterosessuale. Certo, va anche detto che il bacio fu talmente lungo da far dimenticare loro di cantare un intero verso, ma chi siamo noi per opporci all’amoreh?

Serbia 2015

Nello stesso anno, la Serbia ha voluto contribuire anch’essa all’omosesualizzazione europea. Lanciando il messaggio Beauty Never Lies, mette in scena quello che ogni giovane omosessuale fa nella propria cameretta appena parte una canzone di Britney Bitch: lanciare lustrini, balletti che neanche nelle peggiori discoteche di Belgrado e tanta ma tanta unique realness power.

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Finlandia 2013

Nel 2013 tocca alla Finlandia dimostrare che il concorso europeo merita l’annuale quota LGBT. Se da un lato, Marry Me sembra essere il brano perfetto da mettere su quando la crush ti mette per sbaglio un like su Instagram, dall’altro, il brano appare anche come una disperata richiesta che qualcuno ti si pigli perché ormai stanca di essere la zitella della compagnia. Tuttavia, non sono queste motivazioni a trasformare l’esibizione in una molto vicina alla causa lgbt, ma bensì il bacio lesbo alla fine. La Finlandia in quegli anni stava avviando la legalizzazione dei matrimoni egualitari e quest’esibizione fu un chiaro messaggio da tramettere alla nazione e all’Europa: l’amore non ha distinzioni.

 Krista Siegfrids– Marry me

Finisce qua la prima rassegna delle esibizioni e momenti gay friendly dell’Eurovision, ma questa continuerà la prossima settimana con altri coloratissimi momenti. Invitandovi con le parole della entry macedone di quest’anno di  Raise your voice and say it loudly, Show them what it means to stand up proudly, vi auguriamo una buona onda Pride!