Eurovision

Perché l’Italia si ritirò dall’Eurovision?

Correva l’anno 1997 e l’Eurovision Song Contest si teneva a Dublino in seguito alla vittoria di Eimear Quinn con il brano “The voice” l’anno precedente.

L’Italia era tornata in gara dopo tre anni di assenza consecutivi, e lo faceva con i Jalisse e la loro Fiumi di parole, brano che come saprete segnò l’ultima partecipazione dell’Italia al contest fino al ritorno nel 2011.

A vincere quell’anno, il 1997, fu poi il Regno Unito con Love shine a light di Katrina and The Waves, brano che quest’anno sarà utilizzato come “common song” di Europe Shine a Light, l’evento EBU in sostituzione dell’Eurovision 2020 cancellato.

Ma perché l’Italia si ritirò? cerchiamo di ripercorrere insieme i motivi che spinsero il nostro paese a lasciare la competizione europea:

  • In quegli anni, viste le notevoli richieste di partecipazioni provenienti da ogni parte d’Europa e non solo l’EBU fu costretta a creare una specie di preselezione. Nel 1996 ad esempio vennero esclusi dal contest paesi del calibro di Danimarca, Germania e Russia e fu negato il debutto dell’ex repubblica yugoslava di Macedonia. Forse tale metodologia preoccupava l’Italia circa una possibile esclusione?
  • Un fatto oggettivo è quello relativo al fatto che l’Italia all’epoca non voleva assolutamente vincere l’Eurovision. Nel libro “Vox Populi” di Gigi Vesigna (ex direttore di Tv Sorrisi & Canzoni) si cita che la Rai invitò esplicitamente Enrico Ruggeri a non vincere la competizione nel 1993. Famosa è poi proprio la questione con i Jalisse, in cui si afferma che l’emittente italiana dopo la loro vittoria a Sanremo si accorse che la vittoria dell’ESC era un pericolo reale ed invitarono numerose giurie di altri paesi partecipanti a non votarli per impedirne il trionfo.
  • La RAI fu quasi certamente scottata dalla fallimentare organizzazione del contest nel 1991, pertanto cercò di evitare ad ogni costo l’eventualità di dover riorganizzare l’evento negli anni successivi.
  • Il contest alla fine degli anni ’90 subì notevoli trasformazioni. Proprio nel 1997 ci fu una parziale introduzione del televoto, divenuta poi consuetudine a partire dal 1998, evento che costringeva quindi i paesi a trasmettere l’evento in diretta, cosa a cui la RAI non era assolutamente interessata;
  • Negli anni successivi l’utilizzo dell’orchestra venne progressivamente scoraggiato fino a scomparire del tutto nel 1999, altro evento che fece storcere il muso in casa RAI, restia a tale ammodernamento del contest restando fedele (ancora oggi) alla musica dal vivo.

Queste sono sicuramente le ragioni principali che convinsero i vertici di Viale Mazzini a decidere per l’allontanamento dal contest europeo, decisione che ha costretto gli eurofan a non vedere l’Italia partecipare fino al 2011, quando il ritorno fu premiato con il 2° posto di Raphael Gualazzi in quel di Düsseldorf (Germania) con il brano “Follia d’amore (Madness of love)”.

Il brano dei Jalisse avrebbe davvero potuto vincere quell’edizione? Probabilmente si, dato che ancora oggi è uno dei brani a cui gli eurofan di tutto il mondo sono maggiormente affezionati. Per la cronaca il brano arrivò 4°, dietro al Regno Unito vincitore, l’Irlanda padrona di casa ed una sorprendente Turchia.

Avete mai visto quell’edizione? Quali brani vi hanno colpito maggiormente? fatecelo sapere commentando questo articolo sui nostri social Facebook e Twitter.