Foto: BBC

Regno Unito: meglio Zero Punti che Pochi?

All’indomani del concorso canoro tenutosi a Rotterdam, giungono commenti discordanti sull’esibizione di James Newman, che ha rappresentato il Regno Unito.

La sua canzone Embers si è piazzata ultima nella serata finale, raccogliendo un imbarazzante “zero punti” sia dalle giurie, sia dal televoto, per la prima volta nella storia del concorso. Il sistema di voto che divide le due graduatorie era stato pensato anche per evitare all’ultimo in classifica l’imbarazzo di uno zero totale, ma a quanto pare quest’anno non è bastato per salvare James Newman.

La Tattica dello Zero

Secondo il quotidiano Metro, raggiungere quota zero sarebbe stato sempre l’obiettivo della BBC. Non è un segreto che la rete britannica non prenda sul serio l’Eurovision Song Contest, tanto che ormai anche il pubblico si sintonizza solo per vedere i costumi e le messe in scena più bizzarre. Anche il commento, affidato da alcuni anni a Graham Norton, più che a mettere in risalto le qualità degli artisti in gara punta a far sembrare il più grande concorso musicale al monto niente più che una baracconata di cui ridere. Non è neppure un segreto che le reti televisive dei Big5 riescono a guadagnare denaro a sufficienza con le ridottissime inserzioni pubblicitarie inserite nel programma, anche senza puntare alla vittoria. Quindi, perché sforzarsi?

Secondo questa teoria, la BBC manderebbe di proposito ogni anno una proposta debole, per due motivi ben precisi: primo, perché un cantante poco famoso, o una canzone mai sentita prima nelle radio, non costa molto in termini di investimento di denaro. Secondo: perché più debole è la proposta, più è facile finire in fondo alla classifica, e con zero punti. D’altronde, la qualità ha un costo, e la BBC non sembra intenzionata a pagarlo. Figuriamoci poi organizzare la competizione se dovessero mai vincere!

Può sembrare strano che alla rete televisiva possa far piacere arrivare in fondo alla classifica, e addirittura sperare di fare zero punti. Però, secondo il giornalista di Metro, l’ultima posizione e anche gli zero punti sono destinati ad essere ricordati, a differenza delle posizioni della classifica che si posizionano più in alto ma con punteggi bassi. E di certo il doppio zero di James Newman di quest’anno, addolcito dall’applauso dell’intera arena, è destinato ad essere ricordato come uno dei grandi momenti di questa edizione. Il tutto con buona pace dei fans Britannici, ormai rassegnati alle ultime posizioni in classifica, ma sempre fiduciosi di poter fare meglio l’anno prossimo.

James Newman

Il cantante ha commentato con ottimismo il suo deludente piazzamento in finale, dichiarando di volersi concentrare solo su tutto ciò di positivo che questa esperienza eurovisiva gli ha portato.

Mi sono presentato sul palco cantando davanti a centinaia di milioni di persone una canzone che ho scritto e che amo.

James Newman

Ha scritto sui suoi profili social. Poi, dopo i ringraziamenti di rito ai membrui del suo staff, ha aggiunto:

La cosa particolare dello scrivere canzoni è che non c’è mai garanzia che una canzone che pensi possa toccare la gente, poi arriverà davvero al pubblico. […] I momenti in cui le cose non vanno come speravi ti insegnano a rialzarti e a diventare più forte.

James Newman

La canzone di James Newman, Embers, è stata selezionata internamente e, a onor di cronaca, non è lontanamente mediocre quanto altri brani portati in precedenza sul palco dell’Eurovision dal Regno Unito. Tuttavia, alla canzone manca quel guizzo che la faccia risaltare in una competizione che, mai come quest’anno, era piena di ottime performances.

Katarina Leskanich dice la sua

Katarina Leskanich, cantante di punta di Katrina and the Waves, ha voluto dire la sua sull’imbarazzante risultato ottenuto dal suo connazionale. Lei stessa è l’ultima rappresentante del Regno Unito, assieme al suo gruppo, ad aver agguantato il microfono di cristallo nell’ormai lontano 1997, con l’iconica canzone Love Shine a Light.


La cantante afferma che per riportare in auge l’Eurovision nel Regno Unito bisogna puntare su canzoni e su interpreti migliori di quelle presentate di recente.

“Quando 24 anni fa Katrina and the Waves hanno rappresentato il Regno Unito all’Eurovision, sentivo che la mia performance era forte e che la reazione del pubblico era positiva, ma la gente attorno a noi continuava a dire: ‘Il Regno Unito non può vincere, per via del voto politico’. E nonostante ciò, abbiano vinto col maggior margine di sempre, ed ero euforica. Quindi, anche se la gente potrebbe dire che la sconfitta dello scorso weekend è legata alla politica, io personalmente non credo alla questione del voto politico – eccetto che per Grecia e Cipro, ma tutti sono a conoscenza di quello che fanno.”

“E’ irragionevole pensare che così tanti paesi tramino contro il Regno Unito, quando un gran numero di artisti musicali di qui sono amati in tutto il mondo e riconosciuti per le loro capacità. Semplicemente, non siamo in grado di vedere come funziona questa competizione. Negli ultimi anni abbiamo mandato un gran numero di artisti inesperti, che semplicemente non erano in grado di trasmettere la magia della serata. E la maggior parte delle nostre canzoni erano mediocri. Guardando lo show ieri sera ho pensato che la competizione fosse feroce, e molti artisti hanno eseguito delle performances che dimostravano le loro abilità di cantanti esperti e di performers dal vivo.”

“Credo che James Newman sia considerato un grande autore, ma probabilmente non era nel suo elemento presentandolo come un frontman carismatico e forte e come un cantante sicuro di sè.”

La ricetta per il successo di Katarina

“Quello che dobbiamo fare è chiedere a un interprete molto sicuro di sé, con esperienza sul palco e con dei grandi successi alle spalle, che sappia come gestire una esibizione dal vivo e possa avere un impatto dramatico, quindi consegnargli una canzone fantastica. Bisogna assicurarsi che abbia un aspetto favoloso o particolare, e di cui chiunque parlerà. E ovviamente, dovrà saper cantare a tempo e senza stonare.” […]

“Le altre nazioni inviano, a fianco di artisti già noti, anche interpreti più avventurosi, e con grandi canzoni. Devi avere le spalle larghe, essere sicuro di te e avere pieno controllo del palco e della canzone. Ho amato Shum dei Go_A, dall’Ucraina. Penso che sia la canzone sia la performance siano state eccellenti. […] Mi sono un po’ sorpresa per la vittoria dell’Italia. Le canzoni Rock di solito non vincono l’Eurovision, con l’eccezione dei Lordi dalla Finlandia che cantarono Hard Rock Hallelujah nel 2006. Ma i Måneskin erano sexy, sicuri di sé, pieni di energia e divertenti e avevano un look fantastico, ed è proprio questo che sembra che la gente si aspettasse quella notte.”


“Artisti affermati nel Regno Unito sono riluttanti a salire a bordo per paura di fallire o di essere considerati ‘cheesy’. Ti servono un bel po’ di palle (sic!) per affrontare un potenziale fallimento sul palco, ma se sono presenti gli ingredienti giusti, le cose funzionano ed è una grande piattaforma per lanciare la tua musica su scala mondiale. Ma anche la canzone è cruciale. Anche se fossimo rappresentati da Adele, che è conosciuta e amata ed ha una moltitudine di fan negli altri paesi, voterebbero per lei SOLO SE LA SUA CANZONE FOSSE ABBASTANZA BELLA!!!!! E con questo voglio dire che non basta mandare Adele con un qualsiasi pezzo di un suo album.

Altre critiche

La bruciante ultima posizione per il Regno Unito, corredata dagli zero punti totali, ha suscitato critiche anche in molti altri ambienti e non sono mancate le solite lamentele che imputano il risultato alla Brexit. Teoria risibile, soprattutto se si pensa che Germania, Spagna e Paesi bassi hanno ottenuto anch’essi zero al televoto senza essere usciti dall’Unione Europea.

Come al solito, i detrattori della manifestazione canora spingono affinché il Regno Unito si ritiri dalla competizione una volta per tutte, lamentando i pessimi risultati ottenuti di recente.

Di diversa opinione è Alyn Smith, già europarlamentare e attualmente membro del parlamento britannico di origine scozzese. Smith appartiene all’ SNP (Scottish National Party), partito che promuove l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito e, in una intervista per il Times ha definito l’ultima posizione in classifica con zero punti una “enorme umiliazione”. A suo dire, sarebbe ora che ciascuna delle quattro nazioni del regno unito partecipasse alla manifestazione separatamente. “Per la Scozia, questo ci darebbe la possibilità di dimostrare la nostra ricca cultura e il nostro talento al mondo.” Ha dichiarato. Non è la prima volta che Alyn Smith fa la stessa proposta: sin dal 2008 ripropone questa discussione quasi ogni anno, ma quest’anno la sconfitta bruciante di Newman gli ha fornito un’arma in più per la sua campagna. Potete trovare ulteriori informazioni qui.

A pensarla in maniera simile a Smith è Lewis Owen, personaggio molto seguito su TikTok col nickname Bendigaydfran, che ha recentemente lanciato una petizione affinché il Galles possa gareggiare all’Eurovision Song Contest in maniera indipendente. Owen ha dichiarato che visti i numerosi talenti musicali della scena Gallese, la nazione dovrebbe prendere in considerazione l’idea di partecipare da sola al concorso. Tuttavia, poiché la BBC rimane la rete televisiva principale del Galles, è piuttosto difficile che l’EBU accetti la loro candidatura come nazione indipendente, nonostante la partecipazione al Junior Eurovision con bandiera gallese.

E voi cosa ne pensate? Il Regno Unito dovrebbe abbandonare la competizione? Le quattro nazioni dovrebbero separarsi e competere le une contro le altre? O la BBC dovrebbe cambiare strategia e iniziare a prendere sul serio la competizione? Diteci le vostre opinioni con un commento sui nostri social.

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