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Russia: i segreti di “Ciao2020!” svelati in diretta a TV Talk

Che “Ciao2020!” a distanza di una settimana sia ancora il programma più chiacchierato dell’anno è fuori discussione.

Il suo ideatore e conduttore Ivan Urgant è stato ospite oggi 9 gennaio della trasmissione televisiva di RaiTre “TV Talk”. Il giornalista ed esperto di comunicazione Stefano Pucciarelli lo ha raggiunto e ha cercato di scoprire tutti i segreti dietro questo iconico programma russo.

Urgant svela che l’intento della produzione di Vecherny Urgant era quello di fare uno speciale di Capodanno. L’idea dell’Italia è tutta farina del suo sacco.

Urgant infatti da molto tempo passa le sue estati in Italia, ma nel 2020 causa COVID non ci era potuto venire. Gli è sembrato un modo bello per rendere omaggio ad un paese che ama tanto.

Quello che stupisce è la rapidità con la quale una macchina del genere è stata messa in piedi. Il progetto è stato approvato il 13 dicembre, e nel giro di 3 settimane sono stati coinvolti tutti gli artisti che hanno poi tradotto e adattato in italiano i loro successi del 2020.

La Russia, e questa certo non è una novità, ama l’Italia e l’italiano. A detta di Urgant perché i suoni e l’articolazione si assomigliano (su questo abbiamo qualche dubbio, ndr) .

Non abbiamo guardato i vecchi Sanremo o Pop Corn, forse anche per questo ha funzionato. Era più un’atmosfera, un modo di immaginare il tutto.

Ivan Urgant

Quello che il conduttore e autore dello show spiega, quindi, è che per arrivare a questo vibe un po’ vintage si sono basati su memorie e immaginazione, rielaborando il tutto in una chiave tutta loro.

Urgant è rimasto molto colpito dalle reazioni italiane. Quasi sempre positive, e i numeri di visualizzazioni su YouTube sicuramente danno ragione al conduttore.

E se lo chiamassero dalla RAI, magari per Sanremo 2021?

Se mi chiamassero per fare Sanremo accetterei subito, è quello che il mio cuore vuole!

Ivan Urgant
Tv Talk sabato 24 ottobre gli ospiti e gli argomenti della puntata

Nello studio di TV Talk ovviamente conduttore, giornalisti ed esperti di comunicazione hanno detto la loro su “Ciao2020!”.

Perché i russi hanno in mente la tv e la musica italiana degli anni ’80?

A Mosca in quegli anni i programmi italiani erano tra le poche evasioni concesse dal regime comunista. Erano programmi e canzoni ben più accettabili rispetto a quelle americane. E da un certo punto di vista, quello che per noi sembra trash, per i russi rappresenta un simbolo di libertà.

Il giornalista Riccardo Bocca, infatti, ricorda che ” Gli anni ’80 rappresentano uno stereotipo di fantasia e felicità”.

Goliardia? Presa in giro? Come possiamo considerare “Ciao2020!”?

Sicuramente in Italia abbiamo qualche problema a rielaborare e proporre il nostro passato tv in modo scherzoso. Da noi si preferisce riproporre tutto così come era una volta.

E poco abbiamo da criticare la Russia. Il nostro Capodanno infatti ha visto su RaiUno Gianni Morandi ed Umberto Tozzi. Mentre su Canale5 c’era Pupo che cantava “Gelato al Cioccolato”.