manizha eurovision 2021
Foto: Manizha

Russia: in patria offese misogine e xenofobe contro Manizha

Una delle prime cose che si chiede Manizha all’inizio della canzone Russian Woman, è se riuscirà ad attraversare “il campo di fuoco”, lei che è “così piccola” a confronto. Manizha quel campo di fuoco lo sta attraversando realmente, soprattutto dopo la vittoria nella raffazzonata selezione nazionale russa dello scorso 8 marzo. Le critiche in patria contro la cantante si sono accentuate ancor di più e sembra che la situazione sia andata oltre.

La cantante si è vista bersaglio di offese misogine e xenofobe (pur essendo cresciuta in Russia, Manizha è nata in Tagikistan). Non è un segreto che Manizha (da pronunciare “Manija”) rappresenti uno stile di donne lontano da quello culturalmente accettato in Russia, e alla quale siamo abituati noi europei. Manizha rappresenta l’indipendenza, la voglia di emergere come donna senza snaturarsi per rispecchiare dei canoni imposti dalla società. Qualcosa che sembra stia dando fastidio anche ai piani alti della politica, ma che sta sicuramente smuovendo qualcosa nella ultraconservatrice Madre Russia.

Una canzone per combattere il patriarcato Russo

Non è un segreto che in Russia la condizione femminile, al contrario di quello che appare, è molto difficile. Violenza domestica, disuguaglianza, mancanze di leggi a tutela delle donne, e tanti, tanti pregiudizi. Pregiudizi che vengono citati nella canzone Russian Woman, con la quale Manizha rappresenterà la Federazione Russa.

Perchè sei così presuntuosa?
Stai aspettando il principe azzurro?
Hey, hai trent’anni, dove sono i tuoi figli?
Si, sei carina, ma dovresti dimagrire
Mettiti qualcosa di più lungo, mettiti qualcosa di più corto

Dal testo (tradotto) di Russian Woman

La canzone è quindi un inno di incoraggiamento per tante donne, ed un invito a spogliarsi, come fa Manizha durante l’esibizione, dai panni della tradizione russa. Un invito a sorvolare sulle critiche dei “corvi”, come li chiama, ed amarsi “dannatamente”.

La critica che molte donne russe le stanno rivolgendo è quella di aver cantato in russo (il messaggio è per le donne russe, quindi Manizha ha letteralmente colpito nel segno, come doveva essere). Per altri la questione riguarda invece le sue origini, dato che Manizha è nata in Tagikistan, quindi non è considerata una “vera russa” (nonostante sia cresciuta ed abbia studiato in Russia, e che all’Eurovision chiunque può rappresentare qualsiasi paese, anche se non è natio di quella nazione, come Ermal Meta per l’Italia o Eleni Foureria per Cipro nel 2018). Le offese non si sono fermate qui e hanno toccate punti molto bassi, arrivando ad appellativi degradanti e vergognosi come “grassa” o “cagna”.

La questione è stata trattata anche a livello politico (come era prevedibile), con il leader del partito social-democratico Vladimir Zhirinovsky che si è detto dubbioso sul fatto che la canzone possa trasmettere “una buona immagine delle donne russe o della Russia in generale”.

In merito, Manizha ha pubblicato sul suo canale YouTube un video ironico contro gli haters:

Manizha contro le ingiustizie della sua “amata” Russia

Non c’è da stupirsi della valanga di critiche ricevute dalla cantante, dato che questa non è nuova a riceverle per le sue posizioni nette e drastiche contro ogni tipo di ingiustizie (anche se questo significa andare contro l’opinione pubblica e personalità di rilievo). In passato, ad esempio, ha difeso le tre sorelle Khachaturyan, tre ragazze ora sotto processo per aver ammazzato il loro padre, che le abusava e violentava sin dall’infanzia. Inoltre, Manizha ha pubblicizzato una app per frenare la violenza contro le donne. Dulcis in fundo, è anche una sostenitrice dei diritti LGBT. Insomma, un bel pot-pourri per ritenerla una “nemica dello stato“.

Ma nonostante tutto Manizha è grata al suo paese, dove è cresciuta ed ha coltivato la sua passione per il canto e la musica. E nonostante l’odio che non ha dimenticato, vuole far conoscere la vera Russia, quella che l’ha votata, quella aperta e generosa che l’ha accolta da “straniera”. Per lei quindi non sarà una semplice competizione, ma una sfida, una rivincita, un’opportunità, un’occasione per dare voce alle tante donne russe che rappresenta.

Noi auguriamo a Manizha il meglio, e di diventare un riferimento per tanti Russi in patria, e non, che vogliono rappresentare il proprio paese in maniera diversa e di diventare voce di quelle “donne russe” che stanno ancora lottando per essere se stesse!

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