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Sanremo 2020: ma questa gara ha senso?

Che le canzoni all’interno del Festival di Sanremo fossero sempre meno centrali lo avevamo capito da anni, ma credo che l’edizione targata Amadeus abbia davvero oltrepassato ogni limite.

Michele Zarrillo, dodicesimo artista in gara della seconda serata, si esibisce alla 1.20 di notte, con la stessa copertura mediatica di una lezione di trigonometria dell’università online.

Tra il sesto ed il settimo artista della seconda serata passa un’ora abbondante e appare evidentissimo quindi che la gara faccia da contorno allo show. Per carità, uno show valido, soprattutto in un mondo televisivo come quello di oggi che regala pochissimo spazio ai grandi show di una volta, ma allora che senso ha ogni anno dire “mettiamo al centro la musica”?

Mi chiedo, inoltre, che rispetto ci sia nei confronti di quegli artisti che aspettano 3 ore prima di esibirsi, con una platea televisiva ridotta all’osso. Allo stesso modo, perchè subire questo trattamento e non dire nemmeno una parola il giorno successivo in conferenza stampa?

Ormai Sanremo è un cane che si morde la coda, vittima del proprio sforare sulla scaletta. Tutto deve essere cambiato, ma non cambia mai nulla. Anzi peggiora.

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