Sanremo 2021: si può fare un Festival senza pubblico?

Rimbalzano da giorni sui social e sui quotidiani notizie riguardanti il rinvio o la cancellazione del Festival di Sanremo 2021.

Sgombero subito il campo da ogni potenziale speculazione. Al momento non ci sono dichiarazioni in merito né da parte del direttore artistico Amadeus né tantomeno dal direttore di RaiUno Stefano Coletta.

Amadeus e il direttore di Rai Uno Coletta, scontro: retroscena di Dagospia
Amadeus e Stefano Coletta

Personalmente non credo che le due opzioni (rinvio e/o cancellazione) siano assolutamente sul tavolo della dirigenza Rai. Il Festival è IL programma principale del palinsesto della rete ammiraglia della tv di Stato. Ha una raccolta pubblicitaria enorme (che copre interamente i costi dello show e solitamente regala anche un certo tesoretto per produrne di altri) e muove un indotto nel mondo della musica e della moda da fare invidia ad eventi come le Fashion Week milanesi o la Mostra del Cinema di Venezia.

Detto questo, è innegabile che un problema legato alle misure anti COVID continui ad esistere. E l’organizzazione del Festival non si può negare ci stia lavorando.

PERÓ SICCOME SONO POLEMICO…

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Forse invece di spendere inutili settimane a parlare di navi di crociera o paraventi per il pubblico, stare a fare previsioni su quale sarà il colore della Liguria a marzo, sarebbe più opportuno prendere una decisione definitiva già oggi: il Festival a porte chiuse.

Non si capisce per quale motivo ci dovrebbe essere il pubblico a Sanremo, mentre gli studenti delle scuole superiori della Liguria (e di tutta Italia) fanno didattica a distanza da marzo scorso.

Non si capisce perché i Mondiali di Sci Alpino di Cortina si svolgeranno con misure molto strette e senza pubblico, mentre all’Ariston ci si può permettere il lusso di avere almeno 250 spettattori.

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Ma si può organizzare un Festival televisivo senza pubblico?

Certamente. E abbiamo svariati esempi nel mondo eurovisivo.

Nel marzo 2020, mentre l’Europa si inquietava per quello che stava succedendo a Codogno, la tv danese DR si affrettava a svolgere la sua selezione nazionale Dansk Melodi Grand Prix senza pubblico in sala.

Chiaramente quella scelta fu dettata dall’emergenza e ci si limitò a svolgere lo show nella stessa location, semplicemente eliminando il pubblico.

I cantanti quindi si sono ritrovati ad esibirsi in un palasport vuoto e con performance e inquadrature che avrebbero previsto un coinvolgimento del pubblico. Non esattamente splendido da vedere da casa, ma meglio che nulla.

Il 2021 ci ha già regalato la prima selezione organizzata e pensata senza pubblico, il Melodi Grand Prix organizzato dalla tv norvegese NRK.

Qui vediamo un miglioramento netto. Il palco non prevede necessariamente il coinvolgimento del pubblico, anche se in alcune esibizioni la regia ha effettuato riprese che mostrano il palazzetto vuoto.

Tra gli esperimenti (secondo me un po’ fallimentari) ci sono quello degli applausi registrati (un po’ forzati) e quello delle grafiche con il pubblico da casa al termine dell’esibizione (grafica molto discutibile).

Sicuramente un buon esempio e punto di partenza per fare un festival con pubblico da remoto.

Ma non è che la Rai non abbia buoni esempi a casa propria.

È da inizio pandemia che Che Tempo Che Fa va in onda con uno studio deserto. Animato dai pochi membri della redazione che almeno ci regalano sonore e genuine risate (se lo vedete ogni settimana sapete bene di chi sto parlando).

Lo stesso Carlo Conti, volto più popolare di RaiUno, ha condotto l’intera edizione di Top Dieci senza pubblico in sala. Il risultato è stato comunque piacevole anche se il palco (pensato per accogliere un abbondante numero di spettatori) risultava un po’ desolante.

Con i dovuti accorgimenti si può sicuramente fare qualcosa di buono.

Chiudo infine con un pensiero al rapporto di Sanremo con il pubblico in sala.

Sappiamo bene come le prime dieci (o più) file dell’Ariston siano destinate alle maestranze Rai, agli invitati, ai prezzemolini e ai paraculati paracadutati. Raramente gli artisti in gara o gli ospiti hanno pensato le loro esibizioni coinvolgendo chi dorme siede nelle prime file.

L’unico che ha smosso le acque lo scorso anno è stato Piero Pelù, e la polizia di Sanremo è ancora sulle sue tracce per recuperare quella borsetta.

We're not nameless — pronto polizia vorrei denunciare un crimine...

Per concludere, evitiamo di fare la fine della sterile ed infinita polemica sui banchi monoposto.

Chiedo ad Amadeus e Coletta di decidere in fretta e di non avere paura delle scelte prese, fossero anche impopolari. Gli italiani si meritano un buon programma, pensato bene e che si possano godere dal loro divano di casa in tutta sicurezza. In attesa del tanto desiderato vaccino.

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