Sanremo 2021 | Tutto su Willie Peyote

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Breve bio

Guglielmo Bruno, alias Willie Peyote, nasce a Torino il 28 agosto 1985. Il suo nome d’arte deriva dal famoso personaggio cartoon Willie E.Coyote e dalla pianta allucinogena diffusa in America settentrionale, il Peyote appunto.

Dopo le prime esperienze in vari gruppi, sperimenta la carriera da solista. Nel 2011 pubblica il suo primo album “Manuale del giovane nichilista”, in cui riversa la sua visione del mondo ed il suo modo particolare di comunicarlo a chi lo ascolta. In un mix di cinismo, autoironia e denuncia riversati in musica e testi.

Una carriera in continua ascesa

Nel suo secondo lavoro “Educazione sabauda” si fa conoscere sempre più, ricevendo notevoli consensi, soprattutto dalla critica specializzata. Un album costellato di omaggi e citazioni più o meno velate ai più grandi artisti della storia italiana e mondiale, quali The Clash, Francesco Guccini e Luigi Tenco. Balzato agli onori della cronaca nel 2017, quando come ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa con il brano “Non sono razzista ma…”, rivolgeva un’accusa di xenofobia rivolta all’intera nazione, almeno secondo le arringhe lui rivolte dal giornalista Maurizio Belpietro.

Uscirà poi un altro album (Sindrome di Toret) ed una collaborazione con i Subsonica.

Il successo in radio

Il successo in radio giunge solo recentemente con il singolo “La tua futura ex moglie”, divenuta una hit in radio come sulle piattaforme di streaming musicale. Il singolo precedette il suo ultimo album dal titolo “Iodegradabile”.

A Sanremo con “Mai dire mai (La Locura)”

Tra i partecipanti della 71a edizione del Festival di Sanremo ci sarà anche lui, con il brano “Mai dire mai(La Locura)”. Di seguito le sue parole con il quale descrive la sua partecipazione al Festival ed il suo brano, rilasciate per RaiPlay:

La canzone che porterò a Sanremo parlerà dell’approccio alla cultura nel nostro paese. Non posso dire molto sulla musicalità del brano altrimenti svelerei troppo, sicuramente però è un pezzo molto diverso rispetto agli standard sanremesi. Sono a metà tra il pentimento e la gioia nel partecipare a questo festival, una sorta di bipolarismo.

I giornalisti (che hanno già ascoltato i brani) lo danno tra gli assoluti favoriti. Sarà così anche al Festival?

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