Foto: ANSA/Ettore Ferrari

Sanremo 2023: per l’Ama-quater si punta alle stelle

Ebbene sì, niente rende più uniti gli Italiani del mitologico Festival di Sanremo, storica rassegna canora che monopolizza gli ascolti TV e il dibattito dell’opinione pubblica.

Sanremo è una vera e propria settimana santa, quasi al pari di una festività e negli ultimi tempi è seguito anche da tantissimi (e coraggiosissimi) spettatori europei, ogni anno più increduli della durata di ciascuna serata.

Non è stato sempre così però: c’è stato un periodo in cui Sanremo era considerato un qualcosa di vecchio, stantio. Un qualcosa che si avvicinava più ad un’operazione nostalgia di vecchie glorie invece che essere una riflettore puntato sul panorama musicale italiano contemporaneo, per non parlare dei presentatori imbalsamati, gag di dubbio gusto e duetti canori con qualunque essere vivente si trovasse a calcare quel palco.

Se negli ultimi anni il Festival è riuscito a togliersi di dosso l’odore di naftalina è stato grazie ad un cavaliere senza macchia e senza paura che, prendendo in mano le redini dell’Ariston, ha compiuto il miracolo dei miracoli: 60% di share, monopolizzazione di telegiornali per vari annunci, cast e ospiti d’eccezione.

Il suo nome è uno e uno soltanto: Amadeus!

Non è stato sempre facile, ma sappiamo che il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e bello di tutti, e Ama i fiori di Sanremo li ha fatti sbocciar alla perfezione: gag iconiche, cast stellari, vincitori e canzoni indimenticabili. Ama ha mandato avanti la baracca quando nessuno ci sarebbe riuscito, in una sala vuota, nel pieno dell’imperversare dell’emergenza sanitaria, parlando ad una platea piena di palloncini.

Non ogni sua mossa è stata brillante e condivisibile: basti pensare al ruolo minore di co-conduttrice che che ha rifilato ad ogni singola figura di sesso femminile, tanto per dare un contentino al pubblico, senza che potesse avere giusto risalto e/o essere veramente alla pari del conduttore (che appunto essendo anche direttore artistico avrebbe certo potuto fare un passo indietro, lui).

Ad ogni modo, specialmente a livello delle canzoni in gara, Ama non ne ha sbagliato una: zitto e buono ha fatto rumore per regalarci brividi in tutte e tre le edizioni nelle quali ha ricoperto la carica di direttore artistico; e ora che ci avviciniamo all’Ama quater l’asticella è sempre più alta, come confermato dalle indiscrezioni che circolano in rete.

Il 28 Novembre chiuderà ufficialmente la finestra temporale per le candidature, ma il web già pullula di indiscrezioni: nomi del calibro di Tiziano Ferro, Marco Mengoni, Paola Turci, ma anche l’amatissima Band dei Pinguini Tattici Nucleari che quest’estate ha fatto faville nel tour in giro per l’Italia, Ariete, Eugenio in Via di Gioia, Manuel Agnelli fino ad arrivare all’inarrivabile Alessandra Amoroso.

Non mancano anche i grandi ritorni (sarà la volta buona per i Jalisse?): l’intramontabile Albano, Levante, l’onnipresente Annalisa veterana del festival, ma soprattutto la coppia che potrebbe tornare a farci sognare e che vorremmo ardentemente vedere sul palco di Liverpool/Glasgow con un boppone così pazzesco (presumibilmente di Max Pezzali) da far volare parrucche dall’Ariston all’Eurovision: stiamo parlando di Paola e Chiara!

Speculazioni a parte, sui nomi c’è il massimo riserbo; è certo però che ad Amadeus siano arrivati un’infinità di brani (e ancora ne arriveranno) e addirittura interi dischi!

Dei 25 cantanti in gara, 3 saranno scelti da Sanremo Giovani, il programma che si propone di lanciare giovani talenti, la cui finale sarà trasmessa su Rai1 il 12 Dicembre.

A livello di (co?)conduttori i nomi certi sono Gianni Morandi e (con notevole disappunto da parte di chi scrive, che- nonostante l’estremo scetticismo sulle capacità della persona in questione di saper reggere un palco e sostenere la pressione di una platea fisica e milioni di telespettatori non filtrati dallo schermo di uno smartphone- si augura comunque spera di potersi ricredere) Chiara Ferragni. Si punta molto anche su Monica Bellucci come “madrina” (che brutto) di una delle cinque serate.

Tra i super ospiti: Laura Pausini, presentatrice dell’edizione Azzurra di Eurovision è data quasi per certa, visto che ‘La Solitudine’ spegnerà 30 candeline nel 2023; non vedremo purtroppo Mina, che in effetti relegata al ruolo di ospite sarebbe stata più che sprecata (direzione artistica 2025? Siamo dei sognatori).


Quel che è certo è che anche l’edizione 2023 di Sanremo si preannuncia scoppiettante e non vediamo l’ora di viverla appieno e, naturalmente, conoscere il nuovo rappresentante italiano per l’Eurovision 2023!